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Superbonus 110%

Superbonus : come funziona la detrazione fiscale del 110%

Il Superbonus 110% è un’agevolazione fiscale introdotta con il Decreto Rilancio (n. 34 del 19 maggio 2020) che porta al 110% l’aliquota di detrazione delle spese sostenute per interventi di efficienza energetica, di interventi antisismici, di installazione di impianti fotovoltaici o delle infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici negli edifici.

In questo articolo vediamo come funziona e quali sono i passi da seguire per realizzare i lavori ed ottenere questa detrazione fiscale.

Soggetti che possono beneficare del Superbonus 110%

  1. Condomini
  2. Persone fisiche, al di fuori dell’esercizio di attività di impresa, arti e professioni, su unità immobiliari (*1)
  3. Istituti autonomi case popolari (IACP) co-munque denominati nonché dagli enti aventi le stesse finalità sociali dei predetti Istituti, istituiti nella forma di società che rispondono ai requisiti della legislazione europea in materia di «in house providing» per interventi realizzati su immobili, di loro proprietà ovvero gestiti per conto dei comuni, adibiti ad edilizia residenziale pubblica
  4. Cooperative di abitazione a proprietà indivisa, per interventi realizzati su immobili dalle stesse posseduti e assegnati in godimento ai propri soci.
  5. Organizzazioni non lucrative di utilità sociale (di cui all’articolo 10 del decreto legislativo 4 di-cembre 1997, n. 460), dalle organizzazioni di volontariato iscritte nei registri di cui all’articolo 6 della legge 11 ago-sto 1991, n. 266, e dalle associazioni di promozione sociale iscritte nel registro nazionale e nei registri regionali e delle province autonome di Trento e di Bolzano previsti dall’articolo 7 della legge 7 dicembre 2000, n. 383
  6. Associazioni e società sportive dilettantisti-che iscritte nel registro istituito ai sensi dell’articolo 5, comma 2, lettera c) , del decreto legislativo 23 luglio 1999, n. 242, limitatamente ai lavori destinati ai soli immobili o parti di immobili adibiti a spogliatoi

(*1) Le persone fisiche possono beneficiare delle detrazioni per gli interventi realizzati sul numero massimo di due unità immobiliari, fermo restando il riconoscimento delle detrazioni per gli interventi effettuati sulle parti comuni dell’edificio.

Sono escluse dal superbonus 110% gli edifici appartenenti alle categorie catastali A/1, A/8 e A/9

Interventi previsti per il Superbonus al 110% : schema di sintesi

La norma prevede che, al fine di beneficiare del Superbonus al 110%, occorre realizzare almeno uno (o entrambi) di questi interventi “principali”: isolamento termico e/o sostituzione degli impianti di climatizzazione. Se si esegue uno dei 2 interventi, allora si potranno inserire nel Superbonus anche interventi “secondari”.

Ecobonus 110% - schema interventi previsti(1) Isolamento termico su almeno il 25% del totale della superficie disperdente lorda (parete orizzontale/inclinata superiore + pareti verticali + parete orizzontale inferiore)

(2) Possibilità previste: caldaia a condensazione, pompa di calore, sistema ibrido o geotermico

(3) Interventi “secondari”: fotovoltaico, accumulo, colonnine di ricarica, infissi, ecc.

(4) Tutti gli interventi devono consentire il miglioramento di 2 classi energetiche, se non è possibile occorre ottenere la classe pîù alta

NOTA : Negli edifici vincolati o in quelli in cui i regolamenti edilizi, urbanistici e ambientali impediscono la coibentazione e/o la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale, sarà possibile ricorrere al Superbonus al 110% con qualunque intervento di efficientamento energetico in grado di produrre un miglioramento della prestazione energetica di due classi (o, se impossibile, il raggiungimento della classe energetica più alta).

Il comma 2 è stato infatti integrato con questa parte: “Qualora l’edificio sia sottoposto ad almeno uno dei vincoli previsti dal codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, o gli interventi di cui al citato comma 1 siano vietati da regolamenti edilizi, urbanistici e ambientali, la detrazione si applica a tutti gli interventi di cui al presente comma, anche se non eseguiti congiuntamente ad almeno uno degli interventi di cui al medesimo comma 1 [vale a dire gli interventi trainanti], fermi restando i requisiti di cui al comma 3. [vale a dire il miglioramento di 2 classi energetiche]

La norma prevede che, al fine di beneficiare del Superbonus al 110%, occorre realizzare almeno uno (o entrambi) di questi interventi “principali”: isolamento termico e/o sostituzione degli impianti di climatizzazione. Se si esegue uno dei 2 interventi, allora si potranno inserire nel Superbonus anche interventi “secondari”.

Ecobonus 110% - schema interventi previsti - small screen

NOTA : Negli edifici vincolati o in quelli in cui i regolamenti edilizi, urbanistici e ambientali impediscono la coibentazione e/o la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale, sarà possibile ricorrere al Superbonus al 110% con qualunque intervento di efficientamento energetico in grado di produrre un miglioramento della prestazione energetica di due classi (o, se impossibile, il raggiungimento della classe energetica più alta).

Il comma 2 è stato infatti integrato con questa parte: “Qualora l’edificio sia sottoposto ad almeno uno dei vincoli previsti dal codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, o gli interventi di cui al citato comma 1 siano vietati da regolamenti edilizi, urbanistici e ambientali, la detrazione si applica a tutti gli interventi di cui al presente comma, anche se non eseguiti congiuntamente ad almeno uno degli interventi di cui al medesimo comma 1 [vale a dire gli interventi trainanti], fermi restando i requisiti di cui al comma 3. [vale a dire il miglioramento di 2 classi energetiche]

Interventi principali (“trainanti”)

Secondo quanto indicato nel decreto, il Superbonus al 110% prevede degli interventi “principali” che sono necessari per poter beneficare della detrazione fiscale. E’ necessario quindi che venga realizzato almeno uno dei seguenti lavori:

Isolamento termico

Interventi di isolamento termico delle superfici opache verticali, orizzontali e inclinate che interessano l’involucro dell’edificio con un’incidenza superiore al 25 per cento della superficie disperdente lorda dell’edificio o dell’unità immobiliare situata all’interno di edifici plurifamiliari che sia funzionalmente indipendente (*) e disponga di uno o più accessi autonomi dall’esterno.

(*) Nota: ricordiamo che la modifica prevista con la Legge di Bilancio 2021 permette di definire funzionalmente indipendente un’unità immobiliare che abbia almeno 3 degli elementi (acqua, luce, gas, riscaldamento) non condivisi con altre unità immobiliari. In pratica se l’impianto idrico è in comune ma gli altri sono di proprietà, l’unità immobiliare si può definire “funzionalmente indipendente”.

La superficie di intervento deve essere maggiore del 25% della superficie disperdente lorda dell’edificio

I materiali utilizzati devono rispettare alcuni criteri ambientali minimi definiti nel decreto 11 ottobre 2017. (Per vedere il comma del decreto che contiene le caratteristiche richieste per i materiali fare riferimento alla nota presente al fondo di questa tabella).

Spesa massima:

  • 50.000 € per gli edifici unifamiliari (o per le unità immobi-liari situate all’interno di edifici plurifamiliari che siano funzionalmente indipendenti e dispongano di uno o più accessi autonomi dall’esterno)
  • 40.000 € (per ogni unità immobiliare) per i condomini fino a 8 unità immobiliari
  • 30.000 € (per ogni unità immobiliare) per i condomini oltre le 8 unità immobiliari (*1)

Nella Circolare dell’Agenzia delle Entrate dell’8 agosto 2020 si precisa che se l’edificio ha più di 8 unità immobiliari il massimale si calcola nel seguente modo:

  • 40.000 per 8 = 320.000 € per le prime 8 unità
  • 30.000 per le restanti unità

Se ad esempio si hanno 15 unità il massimale è il seguente:

  • 40.000 per 8 = 320.000 €
  • 30.000 per 7 = 210.000 €
  • TOTALE = 530.000 €

Sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale

(Condomini)

Interventi sulle parti comuni degli edifici per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti centralizzati per il riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura di acqua calda sanitaria

Tipologie di impianto di climatizzazione che si possono installare:

  • caldaia a condensazione (Classe A o superiore)
  • pompa di calore (anche ibrida o geotermica)
  • biomassa (solo in alcuni casi)

Spesa massima:

  • 20.000 € (per ogni unità immobiliare) per i condomini fino a 8 unità immobiliari
  • 15.000 € (per ogni unità immobiliare) per i condomini oltre le 8 unità immobiliari (*1)

(*1) Nella Circolare dell’Agenzia delle Entrate dell’8 agosto 2020 si precisa che se l’edificio ha più di 8 unità immobiliari il massimale si calcola nel seguente modo:

  • 20.000 per 8 = 320.000 € per le prime 8 unità
  • 15.000 per le restanti unità

Se ad esempio si hanno 15 unità il massimale è il seguente:

  • 20.000 per 8 = 160.000 €
  • 15.000 per 7 = 105.000 €
  • TOTALE = 265.000 €

Sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale

(Edifici unifamiliari)

Interventi su edifici unifamiliari o sulle unità immobiliari situate all’interno di edifici plurifamiliari che siano funzionalmente indipendenti e dispongano di uno o più accessi autonomi dall’esterno per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti

Tipologie di impianto di climatizzazione che si possono installare:

  • caldaia a condensazione (Classe A o superiore)
  • pompa di calore (anche ibrida o geotermica)
  • biomassa (solo in alcuni casi)

Spesa massima: 30.000 €

Interventi di riqualificazione per la riduzione del rischio sismico

Il Sismabonus intende incentivare gli interventi che consentano un miglioramento sismico degli edifici esistenti nelle zone ad alto rischio sismico (zone 1, 2 e 3). Le detrazioni sono valide per le spese sostenute per lavori antisismici realizzati sulle parti strutturali degli edifici o su complessi di edifici collegati strutturalmente.

E’ previsto l’obbligo della stipula di una polizza assicurativa a copertura del rischio di eventi calamitosi

L’agevolazione non si applica per gli edifici ubicati in zona sismica 4 (vedi la classificazione sismica in Italia su Wikipedia)

(*) Caratteristiche richieste per i materiali isolanti (clicca per visualizzare il testo)

Il comma 2.4.2.9 del decreto prevede che:

Gli isolanti utilizzati devono rispettare i seguenti criteri:

  1. non devono essere prodotti utilizzando ritardanti di fiamma che siano oggetto di restrizioni o proibizioni previste da normative nazionali o comunitarie applicabili;
  2. non devono essere prodotti con agenti espandenti con un potenziale di riduzione dell’ozono superiore a zero;
  3. non devono essere prodotti o formulati utilizzando catalizzatori al piombo quando spruzzati o nel corso della formazione della schiuma di plastica;
  4. se prodotti da una resina di polistirene espandibile gli agenti espandenti devono essere inferiori al 6% del peso del prodotto finito;
  5. se costituiti da lane minerali, queste devono essere conformi alla nota Q o alla nota R di cui al regolamento (CE) n. 1272/2008 (CLP) e s.m.i. (29)
  6. se il prodotto finito contiene uno o più dei componenti elencati nella seguente tabella, questi devono essere costituiti da materiale riciclato e/o recuperato secondo le quantità minime indicate, misurato sul peso del prodotto finito.

Tabella caratteristiche materiali per EcobonusVerifica: il progettista deve compiere scelte tecniche di progetto che consentano di soddisfare il criterio e deve prescrivere che in fase di approvvigionamento l’appaltatore dovrà accertarsi della rispondenza al criterio. La percentuale di materia riciclata deve essere dimostrata tramite una delle seguenti opzioni:

  1. una dichiarazione ambientale di Prodotto di Tipo III (EPD), conforme alla norma UNI EN 15804 e alla norma ISO 14025, come EPDItaly© o equivalenti;
  2. una certificazione di prodotto rilasciata da un organismo di valutazione della conformità che attesti il contenuto di riciclato attraverso l’esplicitazione del bilancio di massa, come ReMade in Italy®, Plastica Seconda Vita o equivalenti;
  3. una certificazione di prodotto rilasciata da un organismo di valutazione della conformità che attesti il contenuto di riciclato attraverso l’esplicitazione del bilancio di massa che consiste nella verifica di una dichiarazione ambientale autodichiarata, conforme alla norma ISO 14021.

Qualora l’azienda produttrice non fosse in possesso delle certificazioni richiamate ai punti precedenti, é ammesso presentare un rapporto di ispezione rilasciato da un organismo di ispezione, in conformità alla ISO/IEC 17020:2012, che attesti il contenuto di materia recuperata o riciclata nel prodotto. In questo caso é necessario procedere ad un’attività ispettiva durante l’esecuzione delle opere. Tale documentazione dovrà essere presentata alla stazione appaltante in fase di esecuzione dei lavori, nelle modalità indicate nel relativo capitolato.

Interventi secondari (“trainati”)

Vi sono inoltre altri interventi (cosiddetti “traninati”) che possono beneficiare anch’essi del Superbonus al 110% se eseguiti contestualmente agli interventi “trainanti” (isolamento termico e/o sostituzione impianto di climatizzazione).

L’elenco degli interventi “trainati” è il seguente:

Intervento Massimali
Acquisto e posa di finestre comprensive di infissi Limite massimo di “detrazione” : 60.000 €
Acquisto e posa di schermature solari Limite massimo di “detrazione” : 60.000 €
Installazione di Impianti fotovoltaici (vedi nota 3) Il limite di spesa complessivo è di 48.000 € (vedi nota 3)

Il limite di spesa per ogni kWp è di 2.400 (1.600 € per kWp se si tratta ristrutturazione edilizia o nuova costruzione)

Installazionie di sistemi di accumulo Il limite di spesa complessivo è di 48.000 € (vedi nota 3)

Il limite di spesa è di 1.000 € per ogni kWh di capacità di accumulo

Installazione di colonnine di ricarica per auto elettiche Con gli aggiornamenti previsti nella Legge di Bilancio per il 2021 i massimali di spesa per le colonnine di ricarica sono stati modificati nel seguente modo (importi relativi per 1 unità immobiliare):

  • 2000 euro per gli edifici unifamiliari o per le unità immobiliari situate all’interno di edifici plurifamiliari che siano funzionalmente indipendenti e dispongano di uno o più accessi autonomi dall’esterno;
  • 1500 euro per edifici plurifamiliari o condomini che installino un numero massimo di otto colonnine;
  • 1200 euro per edifici plurifamiliari o condomini che installino un numero superiore ad otto colonnine.

L’intervento, nel suo complesso, deve rendere possibile il miglioramento di 2 classi energetiche (ove questo non sia possibile, occorre arrivare alla classe energetica più alta).

Il miglioramento è da dimostrare mediante l’attestato di prestazione energetica (A.P.E) rilasciato da un tecnico abilitato tramite dichiarazione asseverata.

classe energetica

Note:

  1. Se si realizza l’isolamento termico e contestualmente si sostituiscono gli infissi, allora l’importo complessivo dell’intervento (isolamento + infissi) potrà beneficiare della detrazione del 110%. Se si sostituiscono solo gli infissi la detrazione rimane al 50%. Lo stesso dicasi per l’impianto fotovoltaico o i sistemi di accumulo.
  2. La detrazione per l’impianto fotovoltaico e/o accumulo è subordinata alla cessione in favore del GSE dell’energia non autoconsumata direttamente o immessa nel sistema di accumulo. In pratica se ci cede energia alla rete tale energia non verrà pagata dal GSE contrariamente a quanto avviene attualmente con lo “scambio sul posto”.
  3. In merito ai massimali per fotovoltaico e sistemi di accumulo nella Risoluzione 60/E del 28/09/2020 viene precisato che: “In merito ai limiti di spesa ammessi al Superbonus, nella citata circolare n. 24/E del 2020 è stato precisato che il predetto limite di spesa di 48.000 euro è stabilito cumulativamente per l’installazione degli impianti solari fotovoltaici e dei sistemi di accumulo integrati nei predetti impianti. Tale chiarimento è da intendersi superato a seguito del parere fornito dal Ministero dello Sviluppo economico che ha, invece, ritenuto che il predetto limite di spesa di 48.000 euro vada distintamente riferito agli interventi di installazione degli impianti solari fotovoltaici e dei sistemi di accumulo integrati nei predetti impianti.
  4. Nelle spese agevolabili rientrano i costi sostenuti per i professionisti per la realizzazione delle diagnosi energetiche, pratiche comunali e relative alle detrazioni fiscali.

Schema delle varie fasi del progetto Superbonus

Per ottenere i risultati desiderati sia dal punto di vista tecnico (riqualificazione energetica dell’edificio) sia dal punto di vista economico (acquisizione del credito di imposta ed eventuale cessione) occorre seguire uno schema ben preciso.

Lo schema è il seguente:

Superbonus 110% - schema fasi realizzative

Per il Superbonus al 110% occorre seguire uno schema ben preciso che permetta di ottenere i risultati richiesti sia dal punto di vista tecnico (riqualificazione energetica dell’edificio) sia dal punto di vista economico (acquisizione del credito di imposta ed eventuale cessione del credito).

Lo schema da seguire è il seguente:

Superbonus 110% - schema fasi realizzative

Dettagli delle varie fasi per ottenere il Superbonus al 110%

  1. Fare una verifica per la conformità edilizio/urbanistica/catastale per essere certi che non ci siano situazioni irregolari in partenza
  2. Fare redigere una certificazione energetica (APE) per stabilire la classe energetica prima dei lavori e il progetto lavori per definire la classe energetica di arrivo, a fine lavori (*1)
  3. Realizzare almeno uno degli interventi principali (oppure detti “trainanti”) : isolamento termico o sostituzione impianto di climatizzazione invernale
  4. Realizzare (eventualmente) gli interventi secondari (oppure detti “trainati”) : infissi, fotovoltaico, ecc.
  5. Fare in modo che tutti gli interventi realizzati (“trainanti” e “trainati”) permettano di ottenere un miglioramento di 2 classi energetiche (*2)
  6. Fare in modo che gli interventi rispettino i requisiti minimi previsti (*3)
  7. Fare una certificazione energetica (APE) per stabilire la classe energetica a fine lavori
  8. Far presentare la pratica all”ENEA con la documentazione necessaria per ottenere il credito di imposta
  9. Richiedere il visto di conformità (in caso di cessione del credito del credito o dello sconto in fattura)

(*1) il progetto lavori puo’ anche arrivare alla conclusione che gli interventi previsti non determineranno il miglioramento di 2 classi energetiche. A questo il committente punto dovrà decidere se non fare nulla o prendere in considerazione le altre tipologie di detrazioni fiscali (es. 65%)

(*2) secondo quanto previsto dal progetto. Se non è possibile migliorare di 2 classi occorre ottenere la classe più alta possibile

(*3) secondo quanto previsto dal comma 3-ter dell’articolo 14 del decreto legge 4 giugno 2013, n°63

Le fasi più importanti: le verifiche preliminari e la definizione del progetto

Pensando al Superbonus al 110% ci si concentra sulla regola che richiede di migliorare di 2 livelli la classe energetica dell’edificio senza porre sufficiente attenzione su cosa si deve fare per ottenere questo risultato.

Per arrivare alla fine dei lavori certi di avere tutti i requisiti per ottenere la detrazione prevista occorre definire bene alcuni passaggi fondamentali che sono :

  1. redazione della Relazione Tecnica Integrata di conformità urbanistica e catastale (RTI) : è un documento redatto e firmato da un professionista abilitato (geometra, ingegnere o architetto) che attesta la corrispondenza tra lo stato di fatto dell’immobile e il titolo edilizio con cui il Comune ha autorizzato la costruzione e/o le successive ristrutturazioni e ampliamenti di un immobile. Se si dovessero riscontrare delle anomalie a fine lavori si rischia di non beneficiare del Superbonus al 110%
  2. redazione della relazione ai sensi del DM 26/6/2015 (cosiddetto decreto dei “Requisiti Minimi” ex Legge 10/91). In pratica occorre verificare che gli interventi di riqualificazione rispettino alcuni requisiti come ad esempio la trasmittanza termica delle pareti (requisito che rimane valido anche per il superbonus)
  3. verifica della fattibilità degli interventi nel caso di edifici particolari come quelli situati nelle aree soggetti ai vari vincoli oppure agli immobili di pregio storico architettonico o situati nei centri storici
  4. verifica preliminare del visto di conformità : con tale visto si attesta la sussistenza dei presupposti che danno diritto alla detrazione. Viene rilasciato da commercialisti, consulenti del  lavoro e CAF
  5. se fra gli in inteventi previsti vi è il cappotto termico, occorre verificare che :
    1. il progettista definisca il progetto, seguendo il Manuale del Cappotto Termico Cortexa e la norma UNI 11715:2018 (progettazione  posa del cappotto termico certificato ETA)
    2. venga tenuto in considerazione che l’impresa che effettuerà i lavori di posa del cappotto termico realizzi i lavori secondo quanto prevista dalla norma UNI 11716:2018 (certificazione professionale degli applicatori del sistema a cappotto)
    3. venga previsto il rispetto dei “Criteri minimi ambientali” (CAM) previsti per i materiali isolanti : vuol dire che i materiali isolanti devono rispettare alcuni criteri di ecocompatibilità (per i dettagli di questi requisiti si può fare riferimento alla nota disponibile più avanti in questo articolo)

Una volta completata questa fase si avranno tutte le informazioni per poter procedere alla definizione dei preventivi per i vari lavori.

Cessione del credito & sconto in fattura

[sociallocker id=”17404″]L’articolo 121 della legge 77/2020 indica che:

I soggetti che sostengono, negli anni 2020 e 2021 (*), spese per gli interventi elencati al comma 2 possono optare, in luogo dell’utilizzo diretto della detrazione, alternativamente:

a) per un contributo, sotto forma di sconto sul corrispettivo dovuto fino a un importo massimo pari al corrispettivo dovuto, anticipato dal fornitore che ha effettuato gli interventi e da quest’ultimo recuperato sotto forma di credito d’imposta, con facoltà di successiva cessione del credito ad altri soggetti, ivi inclusi gli istituti di credito e gli altri intermediari finanziari;

b) per la trasformazione del corrispondente importo in credito d’imposta, con facoltà di successiva cessione ad altri soggetti, ivi inclusi istituti di credito e altri intermediari finanziari.

Il caso a) fa riferimento alla possibilità di cedere il credito all’impresa che realizza i lavori (che a sua volta potrà cederlo ad altri soggetti) di fatto costituendo uno sconto da parte dell’impresa verso il cliente.

Il caso b) fa riferimento alla possibilità che il cliente paghi l’impresa che realizza i lavori, e per quel che riguarda il credito di imposta potrà:

  1. scaricarlo dalle tasse nei 5 anni successivi
  2. cederlo ad altri soggetti comprese banche o intermediari finanziari

(*) La Legge di Bilancio per il 2021 (pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 30 dicembre 2020) ha modificato l’articolo 121 aggiungendo il comma 7bis dove viene indicato che: “Le disposizioni del presente articolo si applicano anche ai soggetti che sostengono nell’anno 2022, spese per gli interventi individuati dall’articolo 119”. In pratica la cessione del credito per gli interventi che ricadono nel 110% è stata prorogata al 2022.

Per procedere con la cessione del credito occorre però tenere presente alcuni passaggi.

Cessione del credito alle banche: come funziona il “prestito ponte” ?

Con la pubblicazione dei vari decreti molti istituti di credito hanno pubblicato le loro proposte relative all’acquisizione del credito di imposta per gli interventi relativi al 110%.

Come funziona la cessione del credito alla banca ?

In pratica è possibile stipulare un accordo con la banca per ottenere, in tempi relativamente brevi, il recupero del credito di imposta maturato.

Ma quindi è necessario che prima il committente paghi i tecnici e/o le imprese per poi avere la possibilità di cedere il credito alla banca ? Non necessariamente, in quanto è possibile stipulare un accordo con l’istituto di credito per un “prestito ponte”.

Il prestito ponte prevede che la banca anticipi al committente gli importi necessari per pagare i lavori realizzati.

Il prestito può essere suddiviso in 3 fasi :

  1. 1° stato avanzamento lavori (30%)
  2. 2° stato avanzamento lavori (30%)
  3. fine lavori (40%)

Quindi una volta completato il primo 30% dei lavori è possibile (previa asseverazione tecnica) ricevere dalla banca l’importo per pagare i lavori. Questo anticipo verrà effettuato anche al 2° stato avanzamento lavori e poi alla fine dei lavori.

In tal modo il committente ha ricevuto dalla banca un anticipo (sotto forma di prestito) con cui ha potuto pagare l’intero importo dei lavori. Ovviamente in questo schema occorre prevedere un interesse che dovrà essere riconosciuto dal committente alla banca per il prestito di questi importi. Di norma l’interesse previsto per questo tipo di prestito ponte è del 2,75%.

Ma la cessione del credito alla banca alla fine conviene al committente ? Possiamo dire di sì spiegando questa affermazione con questo schema:

Superbonus 110% - prestito ponte per cessione del credito

Nello schema vediamo un esempio di cessione del credito attraverso un prestito ponte.

Ipotizzando un importo lavori di 50.000 € possiamo prevedere che

  1. Una volta che è stato realizzato il primo 30% dei lavori (quindi un importo che corrisponde a 15.000 €) si può ricevere dalla banca le risorse per pagare i tecnici e/o le imprese che hanno realizzato i lavori relativi a questa fase. Questo meccanismo si ripete:
  2. Con il 2° stato avanzamento lavori, nell’esempio per un importo che è sempre relativo a 15.000 €
  3. Con la fine lavori, vale a dire per un importo di 20.000 €

Tenendo conto dell’interesse richiesto dalla banca e dal fatto che la banca, alla fine dell’iter, riconosce il 102% dell’importo lavori (quindi restituisce al committente un 2% in più dell’importo totale dei lavori) il bilancio complessivo per il committente è positivo.

Vale a dire che con questa opzione del prestito ponte ci si guadagna ancora qualcosa: nell’esempio, per il prestito di 50.000 € il committente:

  1. Dovrà pagare 218 € di interessi
  2. Ma riceverà dalla banca 1.000 € che corrisponde al 2% dell’importo lavori

Va detto che vi sono istituti di credito che riconoscono una percentuale superiore al 102%, infatti alcune banche riconoscono anche il 105%.

Per completezza di informazioni, occorre verificare se l’istituto bancario prevede ulteriori costi oltre agli interessi previsti per il prestito ponte (costi che potrebbero essere relativi all’attivazione della pratica, ecc.).

Cessione del credito: passaggi da tenere presente

Il decreto indica che “Ai fini dell’opzione per la cessione o per lo sconto di cui al comma 12, il contribuente richiede il visto di conformità dei dati relativi alla documentazione che attesta la sussistenza dei presupposti che danno diritto alla detrazione d’imposta per gli interventi di cui al presente articolo“.

Ciò significa che le persone interessate alla cessione del credito dovranno richiedere il visto di conformità ad uno di questi soggetti:

  1. gli iscritti negli albi dei dottori commercialisti, dei ragionieri e dei periti commerciali e dei consulenti del lavoro
  2. i soggetti iscritti alla data del 30 settembre 1993 nei ruoli di periti ed esperti tenuti dalle camere di commercio,
    industria, artigianato e agricoltura per la sub-categoria tributi, in possesso di diploma di laurea in giurisprudenza o in
    economia e commercio o equipollenti o diploma di ragioneria
  3. le associazioni sindacali di categoria tra imprenditori indicate nell’articolo 32, comma 1, lettere a), b) e c), del
    decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, nonche’ quelle che associano soggetti appartenenti a minoranze
    etnico-linguistiche
  4. i centri di assistenza fiscale per le imprese e per i lavoratori dipendenti e pensionati
  5. gli altri incaricati individuati con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze
  6. dai responsabili dell’assistenza fiscale dei centri costituiti dai soggetti di cui all’articolo 32 dello stesso decreto legislativo n. 241 del 1997

Nel decreto è inoltre previsto che per gli interventi di riqualificazione energetica:

… i tecnici abilitati asseverano il rispetto dei requisiti previsti dai decreti di cui al comma 3-ter dell’articolo 14 del decreto-legge n. 63 del 2013 e la corrispondente congruità delle spese sostenute in relazione agli interventi agevolati. Una copia dell’asseverazione viene trasmessa esclusivamente per via telematica all’ Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile (ENEA). Con decreto del Ministro dello sviluppo economico da emanare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, sono stabilite le modalità di trasmissione della suddetta asseverazione e le relative modalità attuative“.

Mentre per gli interventi di riduzione del rischio sismico occorre che:

… l’efficacia degli stessi finalizzati alla riduzione del rischio sismico è asseverata dai professionisti incaricati della progettazione strutturale, direzione dei lavori delle strutture e collaudo statico secondo le rispettive competenze professionali, e iscritti ai relativi Ordini o Collegi professionali di appartenenza, in base alle disposizioni di cui al decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti 28 febbraio 2017, n. 58. I professionisti incaricati attestano, altresì, la corrispondente congruità delle spese sostenute in relazione agli interventi agevolati

Ed infine si precisa che:

“Con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate sono definite le modalità attuative delle disposizioni di cui al presente articolo, comprese quelle relative all’esercizio delle opzioni, da effettuarsi in via telematica.”

Ciò significa che si dovrà attendere la circolare dell’Agenzia delle Entrate per avere tutti i dettagli relativi su come concretamente si dovrà gestire i vari passaggi per la cessione del credito.
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Superbonus 110% : quando termina questa detrazione ?

Le scadenze del Superbonus 110% hanno avuto diverse modifiche nel tempo, la tabella sottostante riassume le scadenze previste per le varie tipologie di edifici. La tabella è aggiornata al 26 luglio 2021.

Tipologia Scadenza Eventuale prolungamento al
Persone fisiche (edifici unifamiliari) 30/06/2022 (nota 1)
Persone fisiche con edifici plurifamiliari da 2 a 4 unità 30/06/2022 31/12/2022 (nota 2)
Condomini 31/12/2022
IACP 30/06/2023 31/12/2023 (nota 3)

(nota 1) il prolungamento al 30/06/2022 presente nella Legge di Bilancio per il 2021 è stato confermato con l’approvazione da parte del Consiglio Europeo del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza)
(nota 2) se al 30/06/2022 sono stati realizzati almeno il 60% dei lavori allora si può proseguire di altri 6 mesi, fino al 31/12/2022
(nota 3) se al 30/06/2023 sono stati realizzati almeno il 60% dei lavori allora si può proseguire di altri 6 mesi, fino al 31/12/2023

Superbonus 110% : da dove occorre iniziare ?

  1. Innanzitutto occorre verificare che l’edificio non presenti difformità catastali o urbanistiche.
  2. Occorre quindi effettuare una pre-analisi energetica per verificare che ci siano le condizioni per il doppio salto di classe (*)
  3. Se i primi 2 punti danno esito positivo allora si può procedere con la documentazione “ufficiale” del Superbonus vale a dire la redazione da parte di un professionista abilitato (ingegnere, architetto, geometra) dell’APE convenzionale (APE pre e post), il progetto e il computo metrico

(*) Se la pre-analisi arrivasse alla conclusione che non si riesce a migliorare la classe energetica come previsto dalla norma si potrà eventualmente optare per le altre agevolazioni fiscali previste prima dell’entrata in vigore del Superbonus 110% e tuttora valide.

Vedi le altre detrazioni fiscali previste per il risparmio energetico

Normativa di riferimento per il Superbonus 110%

Modifica della definizione di accesso autonomo dall’esterno e precisazione che per i condomini gli abusi sulle parti private non impediscono la realizzazione dei lavori sulle parti comuni

Commi 66 – 75 dell’Articolo 1 (a partire dalla pagina 16 del documento)

Modifica proroga Superbonus (no unifamiliari)

Altre norme da considerare per il Superbonus 110%

Testo Unico dell'Edilizia (DPR 380/2001) aggiornato secondo DL 76/2020 (Decreto Semplificazioni)
  • la modifica relativa alla definizione di “ristrutturazione edilizia” è inserita nell’articolo 3, comma 1, lettera D di cui riportiamo un estratto: “Nell’ambito degli interventi di ristrutturazione edilizia sono ricompresi altresì gli interventi di demolizione e ricostruzione di edifici esistenti con diversi sagoma, prospetti, sedime e caratteristiche planivolumetriche e tipologiche, con le innovazioni necessarie per l’adeguamento alla normativa antisismica, per l’applicazione della normativa sull’accessibilità, per l’istallazione di impianti tecnologici e per l’efficientamento energetico. L’intervento può prevedere altresì, nei soli casi espressamente previsti dalla legislazione vigente o dagli strumenti urbanistici comunali, incrementi di volumetria anche per promuovere interventi di rigenerazione urbana”.
Articolo 14 del Decreto legge del 4 giugno 2013 n. 63
Decreto del 26 giugno 2015 (Requisiti Minimi)
  • Il Decreto dei “Requisiti Minimi” è collegato al Decreto legislativo del 19 agosto 2005, n. 192 il quale è stato a sua volta modifcato dal Decreto legge del 4 giugno 2013, n. 63.
  • In quest’ultimo decreto (all’articolo 5) è previsto che: “A partire dal 31 dicembre 2018, gli edifici di nuova costruzione occupati da pubbliche amministrazioni e di proprieta’ di queste ultime, ivi compresi gli edifici scolastici, devono essere edifici a energia quasi zero. Dal 1° gennaio 2021 la predetta disposizione e’ estesa a tutti gli edifici di nuova costruzione.

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Superbonus 110% : domande & risposte

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593 Commenti

  • Lorenzo ha detto:

    buonasera, una ditta di costruzioni che a sua volta subappalta i lavori (posa cappotto, sostituzione caldaia, sostituzione infissi) si propone come “General Contractor” (GC) nell’operazione superbonus 110%. il GC non eseguirebbe nessuno dei lavori direttamente, ma li subappalterebbe tutti a ditte di sua fiducia. ovviamente per questa attività di coordinamento il GC mi chiede un compenso. questo compenso rientra nel “superbonus 110%” oppure trattandosi di mero coordinamento non rientra? prima di dargli l’incarico vorrei essere sicuro della cosa per evitare scivolate.. grazie.

    • Ecostili ha detto:

      Salve, le attività di coordinamento non sono detraibili al 110%, le dovrà pagare a parte al General contractor.

  • Simone ha detto:

    Salve, è possibile effetturare lavori di coibentazione del tetto e altre parti raggiungendo il 25% della superficie disperdente lorda e procedere, all’interno del Superbonus, al rifacimento della facciata, che verte in buone condizioni generali ma necessita di ridotti rifacimenti di intonaco (inferiori al 10% del totale in quanto in larga misura è rivestita da mattonelle), ed al rifacimento dei balconi (che invece sono particolarmente rovinati inferiormente)?

    • Ecostili ha detto:

      Salve, la superficie del tetto se sotto c’è una zona non riscaldata non viene considerata per calcolare il 25%. Inoltre il Superbonus non include i lavori di rifacimento dei balconi, intervento che invece può rientrare nel bonus facciate.

      • Simone ha detto:

        Grazie per la risposta… ho solo una domanda per comprendere meglio… Nel caso raggiungessimo il 25%, a presindere del sottotetto o meno, il restauro conservativo della facciata (inferiore al 10% della stessa) potrebbe venire ricompreso nel superbonus, oppure sarebbe necessario attivare anche il bonus facciata? Quest’ultimo è cedibile mediante sconto in fattura? Grazie mille

  • Maurizio ha detto:

    Salve,
    ho un immobile così composto: seminterrato non riscaldato, piano terra appartamento riscaldato, piano primo appartamento riscaldato che è sottotetto.
    Le 2 unità immobiliari sono indipendenti e per accedere al piano primo vi è internamente all’edificio un vano scala non riscaldato. I lavori per il cappotto saranno intorno agli 85.000 euro (che rientrano nel 110% dato che il limite nel mio caso è 50+50). Ovviamente vi è parte del cappotto fatto su parte non riscaldata, per questa parte posso fare pratica di manutenzione e beneficiare del bonus 50% (se si in che modo?).

  • Giuseppe ha detto:

    Buongiorno, è possibile cedere il credito alla ditta che esegue lavori con il 110 in un condominio di 58 unità di cui io e mia moglie siamo proprietari di singolo appartamento al 50% e contemporaneamente eseguire lavori di demolizione e ristrutturazione con SISMABONUS in seconda casa indipendente usufruendo su quest’ultima della detrazione del costo in base al proprio IRPEF? In sintesi posso usufruire del 110 su due case diverse in modalità diverse (cessione del credito per la prima e detrazione/rimborso in base all’IRPEF di entrambi i coniugi sulla seconda)? Ringrazio anticipatamente per cortese risposta. 

  • Aldo ha detto:

    Salve

    in caso di ristrutturazione con sismabonus 110% utilizzando la demolizione e ricostruzione con cambio destinazione d’uso (da deposito ad abitazione), si puo fare oltre che il sismabonus anche l’ecobonus? Cioè si possono utilizzare i massimali del sisma (96K) + i massimali previsti dall’ecobonus? I 2 massimali sono cumulabili?

    Grazie

  • Rindi Roberto ha detto:

    ciao sono Roberto, un palazzo con una terrazza lastricata a bitume (catramata) condominiale dove fanno il cappotto, essendo sotto c’è il mio appartamento.

    • Ecostili ha detto:

      Ciao, la terrazza può essere isolata termicamente ovviamente se il condominio approva quel tipo di intervento.

  • Francesco Tabanelli ha detto:

    Salve, abbiamo un impianto fotovoltaico incentivato con il secondo conto energia e vorremmo aggiungere un secondo impianto con accumulo come lavoro trainato. L’impianto attuale è a nome di mia moglie (comproprietaria della casa) ma sosterrei io le spese per quello nuovo (ancora a nome di mia moglie). Posso detrarre io le spese con il superbonus ?

  • Marenna Maria Grazia ha detto:

    Buongiorno ho un quesito da porvi dovrei fare il cappotto alla mia casa singola il tecnico che mi sta proponendo la pratica mi ha esposto un computo dove i lavori del cappotto (€ 45600) Superbonus 110% e il ponteggio (16500) ristrutturazione 50%, e possibile sdoppiare le due voci visto che il ponteggio mi serve solo per il cappotto?

  • mario ha detto:

    buongiorno,

    Ieri ho letto su un articolo di Repubblica che l’Agenzia delle Entrate ha dato il via libera alla possibilità di avere il superbonus quando si interviene sul tetto o sul lastrico considerando questo uno degli interventi “trainati” se si cambia l’impianto di riscaldamento con uno più efficiente e più verde.

    Io vivo in un condominio e poichè dobbiamo cambiare la caldaia, vorrei sapere se questa delibera può fare al caso nostro per rifare il tetto gratis come dice l’articolo.

    Grazie

  • ALFONSA ha detto:

    Buongiorno
    volevo chiedere una precisazione.

    Abito in una villa di 3 appartamenti accatastati separatamente di proprietà mia e dei miei due fratelli (acqua,gas, corrente elettrica separati)

    In caso di intervento per cappotto termico, sono obbligata ad aderire oppure posso non aderire con la mia parte e il cappotto verrà fatto solo sulle altre parti?

    Grazie

    • Ecostili ha detto:

      Salve, dipende se anche gli ingressi degli appartamenti sono autonomi. Se così fosse si tratta di fatto di 3 unità indipendenti e lei può non aderire ai lavori. Se invece non vi sono ingressi autonomi si tratta di fatto un condominio minimo e la decisione spetta alla maggioranza dei condomini.

  • Elena ha detto:

    Buongiorno, abbiamo la pratica per il 110 aperta, in una zona non sisma bonus.
    In questo caso con una ristrutturazione straordinaria pesante aperta quanto è il massimale relativo al fotovoltaico? E questo massimale è esclusivo del 110 o fa parte dei 96000euro relativi alla ristrutturazione (50%)
    Grazie

    • Ecostili ha detto:

      Salve, in caso di ristrutturazione l’ENEA ha precisato che il fotovoltaico rientra nei 96.000 € previsto per la ristrutturazione.

  • Silvana Traverso ha detto:

    E’ possibile usufruire del bonus del 110% in caso di sostituzione di impianto termico (da caldaia a gas a pompa di calore e infissi) nel singolo appartamento in un condominio con riscaldamento autonomo.

    Grazie

  • Paola Rio ha detto:

    NOI ABBIAMO UNA VILLA COMPLETAMENTE FUORI TERRA ANCHE LA TAVERNA, GLI INTERVENTI DI CAPPOTTO INCLUDE TUUTO L’IMMOBILE O LA PARTE DELLA TAVERNA NO? LA TAVERNA è COMPLETATEMENTE RISCALDATA DAI TERMO

    • Ecostili ha detto:

      Salve, i costi del cappotto si possono detrarre se realizzati su locali riscaldati. Per la taverna occorre capire se il locale puo’ essere effettivamente riscaldato (dipende dalla categoria catastale e dalle norme regionali)

  • enrico lunardi ha detto:

    Buongiorno, se nel mio caso supero il massimale in uno degli interventi(l’involucro) di 21000 ,il rimanente posso detrarlo al 50%, o non e’ piu’ detraibile?

    mentre per i lavori che non usufruiscono dei bonus 110% possono essere detratti al 50 %.?
    grazie

    • Ecostili ha detto:

      Salve, le eccedenze non possono essere detratte, nemmeno al 50%.
      I lavori che non rientrano, per tipologia di intervento, nel 110% possono usufruire eventualmente di altre detrazioni (se previste per quell’intervento)

  • Michele Tiengo ha detto:

    Buongiorno, gli importi dei massimali, ad esempio € 50.000 per isolamento, sono compresi del 10% di iva e del 10% di incentivo?
    cioè
    totale lavori € 41.322,31 +
    iva 10% € 4.132,23 =

    tot fatt € 45.454,54

    € 45.454,54 x 110% = 50.000,00

    Oppure il massimale è solo € 50.000,00 iva compresa?

    • Ecostili ha detto:

      Salve nel Decreto Requisiti è precisato che i massimali “si considerano al netto di IVA, prestazioni professionali e opere complementari relative alla installazione e alla messa in opera delle tecnologie.”

  • Sivieri Giorgio ha detto:

    Il tetto è compreso nel bonus 110%..??

    • Ecostili ha detto:

      la coibentazione sì. Per il rifacimento occorre verificare la possibilità di ricorrere al sismabonus 110%

  • Max ha detto:

    Salve, ho da poco usufruito del superbonus per sostituzione caldaia e messo impianto fotovoltaico , ho chiuso la pratica la mia domanda è posso riaprire un altra pratica facendo cappotto e sostituzione infissi ? Grazie

    • Ecostili ha detto:

      Salve, sì, sempre che sia possibile migliorare nuovamente la classe energetica come previsto dalla norma.

  • giovanna la volpe ha detto:

    il mio condominio ha rifatto l’intonaco tre anni fa per cui stiamo usufruendo della detrazione fiscale nella dichiarazione irpef e proseguiremo nei prossimi anni. Possiamo intervenire con il cappotto per usufruire del superbonus?

  • sara ha detto:

    Buongiorno, sono comproprietario di una villa bifamiliare compasta da 4 unità abitative completamente autonome.

    Nel 2012 sono stati effettuati lavori di efficentamento energetico usufruendo del Bonus Energia (L. n.296/2006) quali:

    • cappotto termico
    • inserimento caldaia a condensazione

    tali interventi ci hanno permesso di avere un’Ape in classe E.

    Ora ipotizzando

    • un ulteriore strato di isolamento termico sul lastrico solare
    • una nuova pompa di calore da associare alla preesistente caldaia a condensazione
    • pannelli fotovoltaici

    posso usufruire del Superbonus 110?

    Poi una delle unità immobiliari è adibita a Bed&Breakfast non in forma imprenditoriale in quanto senza partita iva ma unicamente associato al mio codice fiscale. è da considerarsi comunque immobile ad uso promiscuo?

    Ringrazio anticipatamente fiduciosa di un vostro gentile riscontro.

    • Ecostili ha detto:

      Salve, occorre tenere presente che:

      1) quando indica “un ulteriore strato di isolamento” se intende che sopra l’isolamento esistente intende posarne un altro, questa non è una buona idea.
      2) se installa la pompa di calore allora la caldaia esistente la deve dismettere (la norma prevede la “sostituzione”) a meno che la caldaia esistente non venga utilzzata esclusivamente per la produzione di acqua calda sanitaria
      3) gli interventi che verranno realizzati (presumibilmente pompa di calore e fotovoltaico) devono portare la casa almeno in classe C (da verificare con studio di fattibilità)

  • ANTONIO COPPOLA ha detto:

    SALVE, PER IL CAPPOTTO TERMICO COSA SI INTENDE ALMENO IL 25% DELLA SUPERFICIE DISPERDENTE LORDA?

    GRAZIE

    • Ecostili ha detto:

      Salve, il 25% rispetto al totale delle superfici che confinano o con l’esterno oppure con zone non riscaldate.
      Superficie disperdente

  • GIANFRANCO BARETTA ha detto:

    il superbonus previsto per l’isolamento termico (cappotto) copre anche le spese accessorie? (es. verniciatura delle parti di facciata non interessate dal cappotto ma visibili e quindi da uniformare alla parte interessata all’intervento oppure la sostituzione delle soglie delle finestre e porte finestre. O anche il riposizionamento delle persiane).

    Grazie

    • Ecostili ha detto:

      Nei costi rientrano i cosiddetti lavori accessori: sostituzione soglie, spostamento discese, ecc. Non ritengo rientrino i costi di tinteggiatura di altre parti dell’edificio non oggetto dell’intervento di isolamento termico.

  • andrea ha detto:

    Buongiorno,

    mi piacerebbe sapere se per una abitazione singola con sottotetto non abitabile, se sia possibile, contestualmente a superbonus e sismabonus, con rifacimento totale della struttura del tetto, adeguamento strutturale sismico, cappotto, serramenti, nuova coibentazione tetto ecc, effettuare il recupero del sottotetto a fine abitativo.

    Grazie

  • Diego Ancillai ha detto:

    Buonasera, sono l’Arch. Diego Ancillai, la mia domanda è semplice(penso) :

    se in un condominio uso come intervento trainante il cappotto su quasi l’intera superficie, rispettando i massimali, posso sostituire le caldaie degli impianti autonomi delle UI del condominio?

    O sostituire l’intero impianto di riscaldamento?

    Nel caso in esame, come intervento trainato ci sarebbe anche la sostituzione degli infissi, ma non di tutte le UI, pertanto la sostituzione delgli impianti termici, aiuterebbe a fare il salto delle famose 2 classi energetiche.

    • Ecostili ha detto:

      Salve,

      1) se in un condominio uso come intervento trainante il cappotto su quasi l’intera superficie, rispettando i massimali, posso sostituire le caldaie degli impianti autonomi delle UI del condominio? >>> SI

  • GIOVANNI CERUTTI ha detto:

    Buongiorno.

    Approfitto della vs esperienza per una richiesta:

    se sostituisco il manto di copertura di una villetta degli anni 50 (tegole e tutta l’orditura ) che si presenta in pessime condizioni con un nuovo tetto isolando la sola soletta piana sottostante (al colmo l’altezza è di circa m 1.80) con un cappotto termico rispondente alle indicazioni della attuale normativa, le spese di rifacimento del tetto e di coibentazione rientrano tutte nel superbonus 110%?

    Grazie.

  • PATRIZIA ha detto:

    se cambio i serramenti la caldaia a condensazione e faccio isolamento del tetto

    colonnina elettrica e 2 pannelli x acqua calda

    abito in una villetta bifamigliare posso usufruire del bonus 110

    • Ecostili ha detto:

      Salve, sì se si migliora la classe energetica come previsto dalla norma. Occorre inoltre capire se l’isolamento è realizzato su oltre il 25% della superficie disperdente lorda.

  • Marisa ha detto:

    Buonasera, ho recentemente acquistato villetta unifamiliare categoria catastale A/7, edificata negli anni ’70, disposta su tre livelli Piano seminterrato non riscaldato, ad uso cantina e box avente altezza m. 2,50, Piano primo abitativo (ovviamente riscaldato) e piano sottotetto non riscaldato, con altezza media ponderale 1,50 m.

    Dovendo ora procedere ad eseguire le opere di manutenzione straordinaria, previa autorizzazione con relativa pratica edilizia al Comune, vorrei approfittare degli incentivi di cui tanto si parla, in modo particolare con Ecobonus. Tuttavia, ancora oggi ho un dubbio circa l’applicazione del cappotto alle pareti perimetrali dell’edificio; in altre parole vi chiedo se lo posso estendere alle pareti perimetrali dalla base sino alla gronda viste e considerate le caratteristiche dei sopracitati livelli della villetta?

    Grazie

    • Ecostili ha detto:

      Salve, può estendere il cappotto fino a terra ma i costi relativi alla posa del cappotto per la parte non riscaldata non possono essere detratti al 110%

      • Federico ha detto:

        Chiedo scusa, perché no?

        la parte di cappotto sulla superficie non riscaldata non dovrebbe essere in questo caso un intervento trainato su pertinenza (che è certamente consentito)?

        • Ecostili ha detto:

          Gli interventi di riqualificazione energetica beneficiano della detrazione solo per la parte relativa alle zone riscaldate.
          Se sostituisco gli infissi di un garage non li posso certo detrarre se, come di solito è, il garage non è una zona riscaldata.

  • Stefano Basili ha detto:

    Buonasera, vorrei realizzare un cappotto sismico e termico su una seconda casa sita nel Comune di Avezzano. L’immobile è di due piani e costruito in origine come stalla; è ora regolarmente accatastato come A/3. Un lato dell’immobile è a confine con un’altrui proprietà. Mi chiedo se sia possibile effettuare l’intervento: posso pretendere l’accesso nella proprietà altrui? Con il cappotto (10-15 cm.) andrei a invadere la proprietà altrui, è possibile? Grazie per la cortese attenzione

    Stefano

    • Ecostili ha detto:

      Salve, deve chiedere l’autorizzazione del vicino ad effettuare l’intervento, le suggerisco di chiedere un’autorizzazione scritta.

  • Laura ha detto:

    Buongiorno,

    ho bisogno gentilmente di un chiarimento: se prevedo un grosso lavoro di ristrutturazione e ampliamento e uso in parte i super bonus ammessi (tra: impianto termino, ecobonus e sismabonus) ho il dubbio di qual’è l’ammontare massimo previsto per gli infissi. Io avevo capito era di circa 54.000 tra infissi, zanzariere e schermature solari da aggiungere ai 50.000 previsti per ecobonus in caso di cartingessi etc. Giusto? o è un limite unico?

    Grazie

    • Ecostili ha detto:

      Salve, per abitazione unifamiliare il cappotto ha massimale di 50.000 €, gli infissi hanno massimale di circa 54.500 €

  • Catia ha detto:

    Vorrei fare il cappotto termico, tetto (nella zona non riscaldata c’è un tetto con eternit che vorrei togliere) e infissi in una casa molto grande, costruzione fine ottocento inizio novecento, dove l’impianto di riscadamento a metano con termosifoni copre solo i due terzi dell’immobile, posso usufruire dell’ecobonus 110% con cessione per tutta la casa quindi anche per la parte non riscaldata?
    Grazie

    • Ecostili ha detto:

      Salve, deve far effettuare un sopralluogo da un tecnico perché verifichi questa situazione, in linea di massima per le zone riscaldate non è previsto un beneficio fiscale.

  • luisa merler ha detto:

    Buongiorno, in una villetta singola: quali son i massimali per

    cappotto

    rifacimento tetto

    infissi

    Grazie

  • Roberta ha detto:

    Salve,

    per rifacimento cappotto si intende l’insieme di tutti i lavori?

    iniziando dalla demolizione delle parti rovinate, la ristrutturazione, l’installazione del cappotto e le rifiniture fino alla pitturazione delle pareti?

    Grazie

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