Ecobonus 110%

Ecobonus 110%: la detrazione fiscale per il 2020/2021

Il 19 luglio 2020 è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale la legge 77/2020 che ha convertito il decreto 34/2020.

All’articolo 119 la norma prevede l’aumento al 110% della detrazione fiscale per gli interventi “volti ad incrementare l’efficienza energetica degli edifici (ecobonus) e la riduzione del rischio sismico (sismabonus)“.

La detrazione al 110% è prevista per le spese sostenute da luglio 2020 a dicembre 2021.

La legge 77/2020 non è l’unica norma a cui fare riferimento per il superbonus al 110%. Nel presente articolo sono elencati tutti i riferimenti normativi che regolano il Superbonus.

Video sull’Ecobonus 110% sul nostro canale Youtube

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Soggetti che possono beneficare dell’Ecobonus 110%

  1. Condomini
  2. Persone fisiche, al di fuori dell’esercizio di attività di impresa, arti e professioni, su unità immobiliari (*1)
  3. Istituti autonomi case popolari (IACP) co-munque denominati nonché dagli enti aventi le stesse finalità sociali dei predetti Istituti, istituiti nella forma di società che rispondono ai requisiti della legislazione europea in materia di «in house providing» per interventi realizzati su immobili, di loro proprietà ovvero gestiti per conto dei comuni, adibiti ad edilizia residenziale pubblica; (*2)
  4. Cooperative di abitazione a proprietà indivisa, per interventi realizzati su immobili dalle stesse posseduti e assegnati in godimento ai propri soci.
  5. Organizzazioni non lucrative di utilità sociale (di cui all’articolo 10 del decreto legislativo 4 di-cembre 1997, n. 460), dalle organizzazioni di volontariato iscritte nei registri di cui all’articolo 6 della legge 11 ago-sto 1991, n. 266, e dalle associazioni di promozione sociale iscritte nel registro nazionale e nei registri regionali e delle province autonome di Trento e di Bolzano previsti dall’articolo 7 della legge 7 dicembre 2000, n. 383;
  6. Associazioni e società sportive dilettantisti-che iscritte nel registro istituito ai sensi dell’articolo 5, comma 2, lettera c) , del decreto legislativo 23 luglio 1999, n. 242, limitatamente ai lavori destinati ai soli immobili o parti di immobili adibiti a spogliatoi.

(*) Le persone fisiche possono beneficiare delle detrazioni per gli interventi realizzati sul numero massimo di due unità immobiliari, fermo restando il riconoscimento delle detrazioni per gli interventi effettuati sulle parti comuni dell’edificio.

(*2) Per questi soggetti l’Ecobonus è prorogato a giugno 2022

Sono escluse dal superbonus 110% gli edifici appartenenti alle categorie catastali A/1, A/8 e A/9

Interventi previsti per l’Ecobonus al 110% : schema di sintesi

La norma prevede che, al fine di beneficiare dell’Ecobonus al 110%, occorre realizzare almeno uno (o entrambi) di questi interventi “principali”: isolamento termico e/o sostituzione degli impianti di climatizzazione. Se si esegue uno dei 2 interventi, allora si potranno inserire nell’ecobonus anche interventi “secondari”.

Ecobonus 110% - schema interventi previsti(1) Isolamento termico su almeno il 25% del totale della superficie disperdente lorda (parete orizzontale/inclinata superiore + pareti verticali + parete orizzontale inferiore)

(2) Possibilità previste: caldaia a condensazione, pompa di calore, sistema ibrido o geotermico

(3) Interventi “secondari”: fotovoltaico, accumulo, colonnine di ricarica, infissi, ecc.

(4) Tutti gli interventi devono consentire il miglioramento di 2 classi energetiche, se non è possibile occorre ottenere la classe pîù alta

NOTA : Negli edifici vincolati o in quelli in cui i regolamenti edilizi, urbanistici e ambientali impediscono la coibentazione e/o la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale, sarà possibile ricorrere all’ecobonus al 110% con qualunque intervento di efficientamento energetico in grado di produrre un miglioramento della prestazione energetica di due classi (o, se impossibile, il raggiungimento della classe energetica più alta).

Il comma 2 è stato infatti integrato con questa parte: “Qualora l’edificio sia sottoposto ad almeno uno dei vincoli previsti dal codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, o gli interventi di cui al citato comma 1 siano vietati da regolamenti edilizi, urbanistici e ambientali, la detrazione si applica a tutti gli interventi di cui al presente comma, anche se non eseguiti congiuntamente ad almeno uno degli interventi di cui al medesimo comma 1 [vale a dire gli interventi trainanti], fermi restando i requisiti di cui al comma 3. [vale a dire il miglioramento di 2 classi energetiche]

La norma prevede che, al fine di beneficiare dell’Ecobonus al 110%, occorre realizzare almeno uno (o entrambi) di questi interventi “principali”: isolamento termico e/o sostituzione degli impianti di climatizzazione. Se si esegue uno dei 2 interventi, allora si potranno inserire nell’ecobonus anche interventi “secondari”.

Ecobonus 110% - schema interventi previsti - small screen

NOTA : Negli edifici vincolati o in quelli in cui i regolamenti edilizi, urbanistici e ambientali impediscono la coibentazione e/o la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale, sarà possibile ricorrere all’ecobonus al 110% con qualunque intervento di efficientamento energetico in grado di produrre un miglioramento della prestazione energetica di due classi (o, se impossibile, il raggiungimento della classe energetica più alta).

Il comma 2 è stato infatti integrato con questa parte: “Qualora l’edificio sia sottoposto ad almeno uno dei vincoli previsti dal codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, o gli interventi di cui al citato comma 1 siano vietati da regolamenti edilizi, urbanistici e ambientali, la detrazione si applica a tutti gli interventi di cui al presente comma, anche se non eseguiti congiuntamente ad almeno uno degli interventi di cui al medesimo comma 1 [vale a dire gli interventi trainanti], fermi restando i requisiti di cui al comma 3. [vale a dire il miglioramento di 2 classi energetiche]

Interventi principali (“trainanti”)

Secondo quanto indicato nel decreto, l’ecobonus prevede degli interventi “principali” che sono necessari per poter beneficare della detrazione fiscale. E’ necessario quindi che venga realizzato almeno uno dei seguenti lavori:

Isolamento termicoInterventi di isolamento termico delle superfici opache verticali, orizzontali e inclinate che interessano l’involucro dell’edificio con un’incidenza superiore al 25 per cento della superficie disperdente lorda dell’edificio o dell’unità immobiliare situata all’interno di edifici plurifamiliari che sia funzionalmente indipendente e di-sponga di uno o più accessi autonomi dall’esterno.

La superficie di intervento deve essere maggiore del 25% della superficie disperdente lorda dell’edificio

I materiali utilizzati devono rispettare alcuni criteri ambientali minimi definiti nel decreto 11 ottobre 2017.

(*) Per vedere il comma del decreto che contiene le caratteristiche richieste per i materiali fare riferimento alla nota presente al fondo di questa tabella

Essendo valido per le superfici orizzontali l’ecobonus è valido anche in caso di presenza del piano pilotis

Spesa massima:

  • 50.000 € per gli edifici unifamiliari (o per le unità immobi-liari situate all’interno di edifici plurifamiliari che siano funzionalmente indipendenti e dispongano di uno o più accessi autonomi dall’esterno)
  • 40.000 € (per ogni unità immobiliare) per i condomini fino a 8 unità immobiliari
  • 30.000 € (per ogni unità immobiliare) per i condomini oltre le 8 unità immobiliari (*1)

(*1) Nella Circolare dell’Agenzia delle Entrate dell’8 agosto 2020 si precisa che se l’edificio ha più di 8 unità immobiliari il massimale si calcola nel seguente modo:

  • 40.000 per 8 = 320.000 € per le prime 8 unità
  • 30.000 per le restanti unità

Se ad esempio si hanno 15 unità il massimale è il seguente:

  • 40.000 per 8 = 320.000 €
  • 30.000 per 7 = 210.000 €
  • TOTALE = 530.000 €
Sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale

(Condomini)

Interventi sulle parti comuni degli edifici per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti centralizzati per il riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura di acqua calda sanitaria

Tipologie di impianto di climatizzazione che si possono installare:

  • caldaia a condensazione (Classe A o superiore)
  • pompa di calore (anche ibrida o geotermica)
  • biomassa (solo in alcuni casi)

Spesa massima:

  • 20.000 € (per ogni unità immobiliare) per i condomini fino a 8 unità immobiliari
  • 15.000 € (per ogni unità immobiliare) per i condomini oltre le 8 unità immobiliari (*1)

(*1) Nella Circolare dell’Agenzia delle Entrate dell’8 agosto 2020 si precisa che se l’edificio ha più di 8 unità immobiliari il massimale si calcola nel seguente modo:

  • 20.000 per 8 = 320.000 € per le prime 8 unità
  • 15.000 per le restanti unità

Se ad esempio si hanno 15 unità il massimale è il seguente:

  • 20.000 per 8 = 160.000 €
  • 15.000 per 7 = 105.000 €
  • TOTALE = 265.000 €
Sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale

(Edifici unifamiliari)

Interventi su edifici unifamiliari o sulle unità immobiliari situate all’interno di edifici plurifamiliari che siano funzionalmente indipendenti e dispongano di uno o più accessi autonomi dall’esterno per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti

Tipologie di impianto di climatizzazione che si possono installare:

  • caldaia a condensazione (Classe A o superiore)
  • pompa di calore (anche ibrida o geotermica)
  • biomassa (solo in alcuni casi)

Spesa massima: 30.000 €

Interventi di riqualificazione per la riduzione del rischio sismicoE’ previsto l’obbligo della stipula di una polizza assicurativa a copertura del rischio di eventi calamitosi

L’agevolazione non si applica per gli edifici ubicati in zona sismica 4 (vedi la classificazione sismica in Italia su Wikipedia)

(*) Caratteristiche richieste per i materiali isolanti (clicca per visualizzare il testo)

Il comma 2.4.2.9 del decreto prevede che:

Gli isolanti utilizzati devono rispettare i seguenti criteri:

  1. non devono essere prodotti utilizzando ritardanti di fiamma che siano oggetto di restrizioni o proibizioni previste da normative nazionali o comunitarie applicabili;
  2. non devono essere prodotti con agenti espandenti con un potenziale di riduzione dell’ozono superiore a zero;
  3. non devono essere prodotti o formulati utilizzando catalizzatori al piombo quando spruzzati o nel corso della formazione della schiuma di plastica;
  4. se prodotti da una resina di polistirene espandibile gli agenti espandenti devono essere inferiori al 6% del peso del prodotto finito;
  5. se costituiti da lane minerali, queste devono essere conformi alla nota Q o alla nota R di cui al regolamento (CE) n. 1272/2008 (CLP) e s.m.i. (29)
  6. se il prodotto finito contiene uno o più dei componenti elencati nella seguente tabella, questi devono essere costituiti da materiale riciclato e/o recuperato secondo le quantità minime indicate, misurato sul peso del prodotto finito.

Tabella caratteristiche materiali per EcobonusVerifica: il progettista deve compiere scelte tecniche di progetto che consentano di soddisfare il criterio e deve prescrivere che in fase di approvvigionamento l’appaltatore dovrà accertarsi della rispondenza al criterio. La percentuale di materia riciclata deve essere dimostrata tramite una delle seguenti opzioni:

  1. una dichiarazione ambientale di Prodotto di Tipo III (EPD), conforme alla norma UNI EN 15804 e alla norma ISO 14025, come EPDItaly© o equivalenti;
  2. una certificazione di prodotto rilasciata da un organismo di valutazione della conformità che attesti il contenuto di riciclato attraverso l’esplicitazione del bilancio di massa, come ReMade in Italy®, Plastica Seconda Vita o equivalenti;
  3. una certificazione di prodotto rilasciata da un organismo di valutazione della conformità che attesti il contenuto di riciclato attraverso l’esplicitazione del bilancio di massa che consiste nella verifica di una dichiarazione ambientale autodichiarata, conforme alla norma ISO 14021.

Qualora l’azienda produttrice non fosse in possesso delle certificazioni richiamate ai punti precedenti, é ammesso presentare un rapporto di ispezione rilasciato da un organismo di ispezione, in conformità alla ISO/IEC 17020:2012, che attesti il contenuto di materia recuperata o riciclata nel prodotto. In questo caso é necessario procedere ad un’attività ispettiva durante l’esecuzione delle opere. Tale documentazione dovrà essere presentata alla stazione appaltante in fase di esecuzione dei lavori, nelle modalità indicate nel relativo capitolato.

Interventi secondari (“trainati”)

Altri interventi che attualmente beneficiano di altre detrazioni fiscali potranno beneficiare dell’ecobonus al 110% se eseguiti contestualmente agli interventi citati precedentemente (isolamento termico e/o sostituzione impianto di climatizzazione). L’elenco completo degli interventi è quello previsto nell’articolo 14 del decreto 63 del 2013.

In sintesi gli interventi che potranno beneficiare dell’ecobonus al 110% (se realizzati contestualmente a quelli indicati in precedenza) sono i seguenti:

  1. Acquisto e posa di finestre comprensive di infissi
  2. Acquisto e posa di schermature solari
  3. Installazione di Impianti fotovoltaici
    1. il limite di spesa complessiva è di 48.000 €
    2. il limite di spesa per ogni kWp è di 2.400 (1.600 € per kWp se si tratta ristrutturazione edilizia o nuova costruzione
  4. Installazionie di sistemi di accumulo
    1. il limite di spesa è di 1.000 € per kW di potenza
  5. installazione di colonnine di ricarica per auto elettiche

Ad esempio se si realizzasse l’isolamento termico e contestualmente si sostituissero gli infissi, allora l’importo complessivo dell’intervento (isolamento + infissi) potrà beneficiare della detrazione del 110%.

Se si sostituiscono solo gli infissi la detrazione rimane al 50%. Lo stesso dicasi per l’impianto fotovoltaico o i sistemi di accumulo.

La detrazione per l’impianto fotovoltaico e/o accumulo è subordinata alla cessione in favore del GSE dell’energia non autoconsumata direttamente o immessa nel sistema di accumulo. In pratica se ci cede energia alla rete tale energia non verrà pagata dal GSE contrariamente a quanto avviene attualmente con lo “scambio sul posto”.

Nelle spese agevolabili rientrano i costi sostenuti per i professionisti per la realizzazione delle diagnosi energetiche, pratiche comunali e relative alle detrazioni fiscali.

L’intervento, nel suo complesso, deve rendere possibile il miglioramento di 2 classi energetiche (ove questo non sia possibile, occorre arrivare alla classe energetica più alta).

Il miglioramento è da dimostrare mediante l’attestato di prestazione energetica (A.P.E) rilasciato da un tecnico abilitato tramite dichiarazione asseverata.

classe energetica

Cosa occorre fare per ottenere il Superbonus al 110%

  1. Fare una verifica per la conformità edilizio/urbanistica/catastale per essere certi che non ci siano situazioni irregolari in partenza
  2. Fare redigere una certificazione energetica (APE) per stabilire la classe energetica prima dei lavori e il progetto lavori per definire la classe energetica di arrivo, a fine lavori (*1)
  3. Realizzare almeno uno degli interventi principali (oppure detti “trainanti”) : isolamento termico o sostituzione impianto di climatizzazione invernale
  4. Realizzare (eventualmente) gli interventi secondari (oppure detti “trainati”) : infissi, fotovoltaico, ecc.
  5. Fare in modo che tutti gli interventi realizzati (“trainanti” e “trainati”) permettano di ottenere un miglioramento di 2 classi energetiche (*2)
  6. Fare in modo che gli interventi rispettino i requisiti minimi previsti (*3)
  7. Fare una certificazione energetica (APE) per stabilire la classe energetica a fine lavori
  8. Far presentare la pratica all”ENEA con la documentazione necessaria per ottenere il credito di imposta
  9. Richiedere il visto di conformità (in caso di cessione del credito del credito o dello sconto in fattura)

(*1) il progetto lavori puo’ anche arrivare alla conclusione che gli interventi previsti non determineranno il miglioramento di 2 classi energetiche. A questo il committente punto dovrà decidere se non fare nulla o prendere in considerazione le altre tipologie di detrazioni fiscali (es. 65%)

(*2) secondo quanto previsto dal progetto. Se non è possibile migliorare di 2 classi occorre ottenere la classe più alta possibile

(*3) secondo quanto previsto dal comma 3-ter dell’articolo 14 del decreto legge 4 giugno 2013, n°63

Dalla valutazione preliminare alla acquisizione del credito

Per ottenere i risultati desiderati sia dal punto di vista tecnico (riqualificazione energetica dell’edificio) sia dal punto di vista economico (acquisizione del credito di imposta ed eventuale cessione) occorre seguire uno schema ben preciso.

Lo schema è il seguente:

Ecobonus 110 - fasi realizzative

Per l’ecobonus al 110% occorre seguire uno schema ben preciso che permetta di ottenere i risultati richiesti sia dal punto di vista tecnico (riqualificazione energetica dell’edificio) sia dal punto di vista economico (acquisizione del credito di imposta ed eventuale cessione del credito).

Lo schema da seguire è il seguente:

Ecobonus 110 - fasi realizzative

La fase più importante: la valutazione tecnica e definizione del progetto

Pensando all’ecobonus al 110% ci si concentra sulla regola che richiede di migliorare di 2 livelli la classe energetica dell’edificio senza porre sufficiente attenzione su cosa si deve fare per ottenere questo risultato.

Per arrivare alla fine dei lavori certi di avere tutti i requisiti per ottenere la detrazione prevista occorre definire bene alcuni passaggi fondamentali che sono :

  1. redazione della Relazione Tecnica Integrata di conformità urbanistica e catastale (RTI) : è un documento redatto e firmato da un professionista abilitato (geometra, ingegnere o architetto) che attesta la corrispondenza tra lo stato di fatto dell’immobile e il titolo edilizio con cui il Comune ha autorizzato la costruzione e/o le successive ristrutturazioni e ampliamenti di un immobile. Se si dovessero riscontrare delle anomalie a fine lavori si rischia di non beneficiare dell’ecobonus al 110%
  2. redazione della relazione ai sensi del DM 26/6/2015 (cosiddetto decreto dei “Requisiti Minimi” ex Legge 10/91). In pratica occorre verificare che gli interventi di riqualificazione rispettino alcuni requisiti come ad esempio la trasmittanza termica delle pareti (requisito che rimane valido anche per il superbonus)
  3. verifica della fattibilità degli interventi nel caso di edifici particolari come quelli situati nelle aree soggetti ai vari vincoli oppure agli immobili di pregio storico architettonico o situati nei centri storici
  4. verifica preliminare del visto di conformità : con tale visto si attesta la sussistenza dei presupposti che danno diritto alla detrazione. Viene rilasciato da commercialisti, consulenti del  lavoro e CAF
  5. se fra gli in inteventi previsti vi è il cappotto termico, occorre verificare che :
    1. il progettista definisca il progetto, seguendo il Manuale del Cappotto Termico Cortexa e la norma UNI 11715:2018 (progettazione  posa del cappotto termico certificato ETA)
    2. venga tenuto in considerazione che l’impresa che effettuerà i lavori di posa del cappotto termico realizzi i lavori secondo quanto prevista dalla norma UNI 11716:2018 (certificazione professionale degli applicatori del sistema a cappotto)
    3. venga previsto il rispetto dei “Criteri minimi ambientali” (CAM) previsti per i materiali isolanti : vuol dire che i materiali isolanti devono rispettare alcuni criteri di ecocompatibilità (per i dettagli di questi requisiti si può fare riferimento alla nota disponibile più avanti in questo articolo)

Una volta completata questa fase si avranno tutte le informazioni per poter procedere alla definizione dei preventivi per i vari lavori.

Cessione del credito & sconto in fattura

L’articolo 121 della legge 77/2020 indica che:

I soggetti che sostengono, negli anni 2020 e 2021, spese per gli interventi elencati al comma 2 possono optare, in luogo dell’utilizzo diretto della detrazione, alternativamente:

a) per un contributo, sotto forma di sconto sul corrispettivo dovuto fino a un importo massimo pari al corrispettivo dovuto, anticipato dal fornitore che ha effettuato gli interventi e da quest’ultimo recuperato sotto forma di credito d’imposta, con facoltà di successiva cessione del credito ad altri soggetti, ivi inclusi gli istituti di credito e gli altri intermediari finanziari;

b) per la trasformazione del corrispondente importo in credito d’imposta, con facoltà di successiva cessione ad altri soggetti, ivi inclusi istituti di credito e altri intermediari finanziari.

Il caso a) fa riferimento alla possibilità di cedere il credito all’impresa che realizza i lavori (che a sua volta potrà cederlo ad altri soggetti) di fatto costituendo uno sconto da parte dell’impresa verso il cliente.

Il caso b) fa riferimento alla possibilità che il cliente paghi l’impresa che realizza i lavori, e per quel che riguarda il credito di imposta potrà:

  1. scaricarlo dalle tasse nei 5 anni successivi
  2. cederlo ad altri soggetti comprese banche o intermediari finanziari

Per procedere con la cessione del credito occorre però tenere presente alcuni passaggi.

Cessione del credito: passaggi da tenere presente

Il decreto indica che “Ai fini dell’opzione per la cessione o per lo sconto di cui al comma 12, il contribuente richiede il visto di conformità dei dati relativi alla documentazione che attesta la sussistenza dei presupposti che danno diritto alla detrazione d’imposta per gli interventi di cui al presente articolo“.

Ciò significa che le persone interessate alla cessione del credito dovranno richiedere il visto di conformità ad uno di questi soggetti:

  1. gli iscritti negli albi dei dottori commercialisti, dei ragionieri e dei periti commerciali e dei consulenti del lavoro
  2. i soggetti iscritti alla data del 30 settembre 1993 nei ruoli di periti ed esperti tenuti dalle camere di commercio,
    industria, artigianato e agricoltura per la sub-categoria tributi, in possesso di diploma di laurea in giurisprudenza o in
    economia e commercio o equipollenti o diploma di ragioneria
  3. le associazioni sindacali di categoria tra imprenditori indicate nell’articolo 32, comma 1, lettere a), b) e c), del
    decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, nonche’ quelle che associano soggetti appartenenti a minoranze
    etnico-linguistiche
  4. i centri di assistenza fiscale per le imprese e per i lavoratori dipendenti e pensionati
  5. gli altri incaricati individuati con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze
  6. dai responsabili dell’assistenza fiscale dei centri costituiti dai soggetti di cui all’articolo 32 dello stesso decreto legislativo n. 241 del 1997

Nel decreto è inoltre previsto che per gli interventi di riqualificazione energetica:

… i tecnici abilitati asseverano il rispetto dei requisiti previsti dai decreti di cui al comma 3-ter dell’articolo 14 del decreto-legge n. 63 del 2013 e la corrispondente congruità delle spese sostenute in relazione agli interventi agevolati. Una copia dell’asseverazione viene trasmessa esclusivamente per via telematica all’ Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile (ENEA). Con decreto del Ministro dello sviluppo economico da emanare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, sono stabilite le modalità di trasmissione della suddetta asseverazione e le relative modalità attuative“.

Mentre per gli interventi di riduzione del rischio sismico occorre che:

… l’efficacia degli stessi finalizzati alla riduzione del rischio sismico è asseverata dai professionisti incaricati della progettazione strutturale, direzione dei lavori delle strutture e collaudo statico secondo le rispettive competenze professionali, e iscritti ai relativi Ordini o Collegi professionali di appartenenza, in base alle disposizioni di cui al decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti 28 febbraio 2017, n. 58. I professionisti incaricati attestano, altresì, la corrispondente congruità delle spese sostenute in relazione agli interventi agevolati

Ed infine si precisa che:

“Con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate sono definite le modalità attuative delle disposizioni di cui al presente articolo, comprese quelle relative all’esercizio delle opzioni, da effettuarsi in via telematica.”

Ciò significa che si dovrà attendere la circolare dell’Agenzia delle Entrate per avere tutti i dettagli relativi su come concretamente si dovrà gestire i vari passaggi per la cessione del credito.

Ecobonus al 110% : quindi da dove occorre iniziare ?

  1. Se il condominio (nel suo complesso) o la casa unifamiliare non sono in possesso dell’Attestato di prestazione energetica (APE, nel quale si ha l’informazione della classe energetica dell’edificio), occorre fare redigere da un professionista abilitato (ingegnere, architetto, geometra) una diagnosi energetica attraverso la quale viene stabilita la classe energetica di partenza, quella prima dei lavori
  2. Inoltre occorre fare redigere, sempre da un professionista abilitato una relazione tecnica e di progetto che valuti le caratteristiche tecniche (ad esempio: spessore materiali isolanti, caratteristiche impianto di climatizzazione, ecc.) ed economiche dei lavori previsti (*)

Noi possiamo fornire, direttamente e attraverso le imprese con cui collaboriamo i seguenti servizi :

  1. Certificazione energetica (APE) e relazione tecnica
  2. Esecuzione dei lavori con relativo coordinamento
  3. Asseverazione e certificazione energetica (APE) post lavori
  4. Pratiche (ENEA, ecc.) necessarie per l’ottenimento del credito di imposta e l’eventuale cessione

(*) Attenzione: come indicato nello schema visualizzato precedentemente, la relazione tecnica potrebbe arrivare alla conclusione che non ci sono le condizioni per ottenere l’ecobonus al 110% (ad esempio perché non si riesce a migliorare la classe energetica come previsto dalla norma). In tal caso si può sempre optare per le altre agevolazioni fiscali previste e tuttora in vigore

Vedi le altre detrazioni fiscali previste per il 2020

Altre norme da considerare per l’Ecobonus al 110%

Articolo 14 del Decreto legge del 4 giugno 2013 n. 63

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Hai delle domande sull’ecobonus ?

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307 Commenti

  • Fabrizio ha detto:

    una domanda di approfondimento che non ho ancora capito… io ho dovuto cambiare la caldaia a gas a novembre lo scorso anno e ho installato una gas a condensazione classe A che ho iniziato a detrarre nel 2020. Se la dovessi sostituire con una pompa di calore rifacendo contestualmente tutto l’impianto di riscaldamento (e nell’ipotesi di scalare le due classi energetiche) rientrerebbe nel 110% oppure no? è un limite aver cambiato la caldaia lo scorso anno? è un limite il fatto che ho la detrazione in corso? Grazie mille!!!

    • Ecostili ha detto:

      Salve, dal punto di vista normativo non è un limite, può farlo. Occorre capire se riesce a migliorare di 2 classi energetiche e inoltre sostituire una caldaia che non ha nemmeno 1 anno a me pare eccessivo.

      • Fabrizio ha detto:

        Grazie mille!!! capisco il punto ma senza cambiare il generatore non si rientra nell’Ecobonus… La mia volontà sarebbe quella di ristrutturare completamente casa (cappotto compreso) passando totalmente all’elettrico pertanto scalare le 2 classi non dovrebbe essere un problema. Secondo lei dovrei fare qualche comunicazione per la rinuncia alle detrazioni sulla caldaia che vado ad eliminare?

      • Roberto ha detto:

        Check your email to confirm your subscription.

        Buongiorno
        mi sembra di aver letto da qualche parte che non è possibile accedere al superbonus 110% se ho in corso un recupero irper del 50% della spesa sostenuta per sostituzione della caldaia effettuato nel 2016
        E’ vero ?
        Grazie

  • emanuele ha detto:

    Buongiorno,
    vivo in una villetta a schiera con cancello e vialetto comune dal quale si accede alla mia abitazione.
    Ho diritto al superbonus 110% da usufruire privatamente o viene considerato come condominio?
    Grazie

    • Ecostili ha detto:

      Salve, se è presente un vialetto comune allora viene considerato condominio.
      Per queste situazioni è possibile che ci saranno delle successive precisazioni ufficiali da parte dell’Agenzia delle Entrate.

  • Pino ha detto:

    Buonasera,
    vivo in una casa con 3 unità immobiliari, una intestata a me, una a mio fratello e una in comproprietà al 50% tra me e mio fratello.
    1) possiamo applicare il superbonus all’intero edificio o l’unità in comproprietà crea problemi?
    2) tralasciando il problema comproprietà, di fatto è un condominio minimo, giusto? Le unità devono essere “funzionalmente indipendenti”?
    Perche se tutte le unità dei condomini devono avere accesso indipendente nessun condominio in Italia può fare lavori, hanno tutti il vano scale in comune.
    Grazie

    • Ecostili ha detto:

      Salve,

      1) sì potete rientrare nell’ecobonus 110% in quanto non si tratta di unico proprietario
      2) sì è un condominio minimo di 3 unità immobiliari che non devono essere funzionalmente indipendenti

  • Andrea ha detto:

    Salve, se io nel 2020 ho ristrutturato usando la detrazione per ristrutturazione al 50%(no ecobonus e no conto termico), nel 2021 posso comunque accedere all’ecosismabonus al 110 o è una discriminante che mi fa perdere il diritto ad utilizzarlo?
    Grazie

  • Andrea ha detto:

    Buonasera Ecostili

    Ho una palazzina su 3 livelli con sottotetto non abitabile e riscaldato, e livello interrato, anch’esso riscaldato ma non abitabile, non ho le condizioni per renderlo abitabile, casa realizzata nel 2000 prima della legge che vieta di riscaldare i locali non abitabili,

    cosa devo fare per poter accedere al bonus, premetto che cambierei solo impianto, solo la macchina ovvero la pompa di calore per acs e riscaldamento,mantrerei i corpi scaldanti.

    Il tecnico mi dice che devo chiudere/ togliere il riscaldamento nei locali non abitabili(ripeto che non ho la possibilità di renderlo abitabile x mancanza di requisiti tecnici raggiungibili)

    , altrimenti non mi assevera nulla, confermate? quindi per essere a norma e sfruttare il 110 rischio di poter solo riscaldare il piano primo,l’unico abitabile

    grazie

    • Ecostili ha detto:

      Salve,

      se non è abitabile non ha senso che sia riscaldato, quindi deve riportare a norma i locali non abitabili eliminando il riscaldamento.

  • Francesco G. ha detto:

    Buongiorno,
    l’immobile su cui vorrei intervenire è allacciato alla rete gas ed ogni stanza è raggiunta da adduzione gas con apposito rubinetto per stufa.
    Le stufe sono state rimosse dai precedenti proprietari, quindi mancano gli elementi terminali dell’impianto di riscaldamento. Per accedere al superbonus 110 quella allo stato attuale è una condizione sufficiente o sarebbe prima necessario ripristinare le stufe all’interno delle singole stanze?

    Grazie mille

  • Filippo Giannini ha detto:

    Comprendo che ad oggi il bonus ristrutturazione al 50% sul massimale di 96k di spese è in scadenza al 31 dicembre 2020. Presupponendo un inizio lavori nel 2020 e fine lavori 2021 per usufruire del bonus per l’intero importo attualmente ammissibile é necessario ricevere e pagare fatture emesse entro il 31dic20 per 96k entro il 31dic20? O l’importo dei lavori per 96k si può pagare a cavallo dei due anni (es. 48k fatture emesse e pagate nel 2020 e 48k fatture emesse e pagate nel 2021)? Il tema si pone perché al momento l’agevolazione è prevista concludersi al 31dic20. Grazie per l’aiuto.

    • Ecostili ha detto:

      Salve,

      le date previste per i vari bonus si riferiscono alle spese sostenute quindi alle date dei pagamenti delle fatture.
      E’ probabile, anche se nessuno può dirlo con certezza ora, che il bonus ristrutturazione venga prorogato, come è avvenuto già negli anni scorsi.

  • Cristian ha detto:

    Buonasera Ing/Arch/Geom

    Volevo capire la mia situazione, ho una villetta su 4 piani, 3 abitabili e il seminterrato con bagno, ma che nella legge 10 originale non era riscaldato; come mi risulta che tutti seminterrati o interrati taverne (o mansarde) sappiamo non devono essere riscaldati se non abitabili .

    Successivamente ho allacciato al mio impianto radiatori a parete anche nel siminterrato 3 radiatori, quindi il mio riscaldamento è totale con caldaia sostituita a condensazione del 2010 circa, la casa è del 2000 (cappotto non realizzabile xke ho mattone faccia a vista).

    Siccome per accedere all’ecobonus volevo optare per pompa di calore efficiente serramenti di alto livello e fotovoltaico, volevo capire come mi è stato indicato che essendo il seminterrato/interato non abitabile anche se direttamente collegato al piano terra e ai superiori da scala debba considerarlo senza riscaladamento, ovvero prima che il tecnico mi valuti la fattibilità del salto di 2 classi devo smantellare i caloriferi (o cmq dare sicurezza al tecnico che verranno tolti) al piano seminterrato/interrato e nel nuovo impianto che metterò dove cmq mantengo i caloriferi devo solo riscaldare i piani abitabili, e quindi non rimontare più i caloriferi altrimenti in potenziale controllo futuro mi annullano il bonus 110%, con sanzioni…ecc…

    Quindi questo bonus mi porterebbe a eliminare il riscaldamento che attualmente ho nel mio seminterrato?

    Grazie

    • Ecostili ha detto:

      Salve,

      fossi in lei considererei l’ipotesi di rendere abitabile il seminterrato.
      Alcune Regioni, al fine di incentivare il recupero dei seminterrati, prevedono tariffe agevolate per i contributi di costruzione.

      • christian ha detto:

        Nel mio caso non è possibile perché non ci sono requisiti raggiungibili.

        Quindi conferma quanto da me detto? Ovvero che sia nell analisi ante (dovrei smantellare o comunque sostenere che toglierli l’impianto per non essere fuori norme edilizie) e sopratutto nel futuro impianto post ecobonus non dovrò aver riscaldato l’interrato

      • Criztian ha detto:

        Non avendo i requisiti per renderlo abitabile, mi conferma quanto detto sopra?

        ovvero che se installo riscaldamento nuovo (anche solo pompa di calore mantenendo tubi e caloriferi) devo togliere incaloriferi nell interrato x non incappare nelle sanzioni previste dal bonus 110% grazie

  • Laura Longoni ha detto:

    Buongiorno,

    io e il mio compagno siamo proprietari di una villetta bi-famigliare. Ognuno ha intestato il proprio appartamento, stesso ingresso e stesso impianto di riscaldamento.
    vorremmo fare il cappotto termico, la sostituzione degli infissi e il riscaldamento a pavimento.
    Possiamo beneficiare ognuno del proprio bonus del 110% con i rispettivi tetti massimi oppure avendo lo stesso ingresso e lo stesso impianto non possono essere considerati due distinti immobili?

    grazie

    • Ecostili ha detto:

      Salve,

      se sono accatastati separatamente, ricadete nella situazione del condominio “minimo” (quando si è oltre 1 unità abitativa).
      Potete quindi usufruire dell’ecobonus, per quel che riguarda i massimali nel caso del cappotto avreste a disposizione 40.000 € per ciascuna unità abitativa.

      • Laura ha detto:

        grazie mille, ma ancora non mi è chiaro. Provo a spiegarmi meglio: stessa villetta, stessi impianti, due appartamenti ognuno intestato a persone diverse. Il cancello di ingresso è lo stesso, all’appartamento al piano superiore si accede tramite scala esterna. Per quanto riguarda il cappotto termico sull’intera casa abbiamo diritto ognuno a 40.000 di massimale, ma se in ognuno dei due appartamenti togliessimo i caloriferi per sostituirli con il riscaldamento a pavimento e sostituissimo gli infissi per un totale di 80.000 euro ad appartamento, avremmo diritto ad massimale di 96.000 euro per appartamento quindi entrambi potremmo far rientrare quegli 80.000 euro ciascuno nel proprio bonus 110% ?
        Un’altra domanda: la villetta non rientra nelle zone A e B necessarie per poter usufruire del bonus facciate, ma se facciamo un lavoro trainante (cappotto termico) a quel punto abbiamo diritto al bonus facciate oppure no?
        Spero di essere stata chiara
        grazie mille
        Laura

        • Ecostili ha detto:

          Salve, nel suo caso i massimali di spesa sono:

          cappotto : 40.000 per unità abitativa
          impianto di riscaldamento: 20.000 per unità abitativa (comprende tutto: caldaia, tubazioni, riscaldamento a pavimento)
          infissi: 54.545 per unità abitativa (per infissi è la DETRAZIONE massima di 60.000 €

          il bonus facciate non è collegato al bonus 110%, se non siete zona A e B allora non potete beneficiare del bonus facciate.

        • Ecostili ha detto:

          Salve, nel suo caso i massimali di spesa sono:

          cappotto : 40.000 per unità abitativa
          impianto di riscaldamento: 20.000 per unità abitativa (comprende tutto: caldaia, tubazioni, riscaldamento a pavimento)
          infissi: 54.545 per unità abitativa (per infissi è la DETRAZIONE massima di 60.000 €)

          il bonus facciate non è collegato al bonus 110%, se non siete zona A e B allora non potete beneficiare del bonus facciate.

      • Pino ha detto:

        Anche nel caso di unità senza accesso separato e non autonome dal punto di vista termico?

  • dolores ha detto:

    buonasera ho la seguente situazione, ho tre unità immobiliari con scala ed ingresso in comune su tre livelli (piano terra , primo e secondo) di cui due definiti con relativi impianti di riscaldamento e intestati a due distinte persone mentre il terzo proprietario risulta ancora al rustico .
    In questo caso c’è il condominio ma come s’interviene sulle parti comuni? si esclude quello di sopra?
    Grazie

  • Cristiano ha detto:

    Buongiorno Architetto,
    sono proprietario di una abitazione unifamiliare su due piani (terra e primo) composta da un A/3 ed un piccolo magazzino C/2 pertinenziale all’interno del medesimo corpo di fabbrica.
    Il Comune ha già approvato un progetto di ristrutturazione totale (senza aumento di volume dalla sagoma esistente) che consiste nella creazione di due garage C/6 ed un ufficio A/10 al piano terra e due appartamentini A/3 al piano primo. Ora devo iniziare i lavori ma per gestire al meglio la fase di preventivi vorrei avere alcune delucidazioni:
    1) devo considerare lo stato catastale iniziale (abitazione unifamiliare) o finale (2 appartamenti, 2 garage ed un ufficio) per capire quali interventi trainanti applicare per accedere al Superbonus 110%?
    2) una volta stabiliti i massimali relativi agli interventi trainanti (esempio per unifamiliare € 50.000 per cappotto e € 30.000 per impianto termico totali € 80.000) i massimali per gli interventi trainati (esempio la spesa per gli infissi) sono compresi negli € 80.000 o vengono aggiunti (ed in questo caso in quanto consistono)?
    3) visto che frazionerò il fabbricato i lavori agevolabili col Superbonus 110% sono solamente quelli relativi alle porzioni residenziali riscaldate (i 2 appartamenti ) e loro pertinenze (i 2 garage), escludendo quindi la porzione ad uso ufficio o visto che questo viene ricavato da un edificio unifamiliare posso considerarli all’interno dei massimali calcolati come al punto precedente?
    Grazie per l’attenzione e buon lavoro.

    • Ecostili ha detto:

      Salve,

      le suggerisco di avviare e completare i lavori per il cambio di destinazione (con conseguente modifica della categoria catastale) e frazionamento.
      Una volta completata questa fase potrà avviare l’iter relativo ai lavori per il superbonus.

  • Giulia ha detto:

    Buongiorno,
    dato un condominio di 28 unità (23 appartamenti e 5 negozi), si decide di effettuare l’intervento trainante dell’isolamento termico.
    Fermo restando che in questo modo il condominio riesca a fare il salto delle due classi energetiche richiesto per accedere alle detrazioni, i singoli condomini vorrebbero effettuare degli interventi trainati, come ad esempio sostituzione infissi, caldaie, installazione di schermature solari.
    Quale diventa il limite di spesa?

    Se il totale per il cappotto è ho 40’000 € x 8 + 30’000 x 20, da ripartirsi come detrazione sulle singole unità in base ai millesimi, il condomino deve far rientrare le spese trainate “nella sua parte” o il massimale aumenta?

    Per il fotovoltaico invece ho un massimale a parte che posso sommare, corretto?

  • Simona ha detto:

    Buonasera ho un problema…. Non riesco a capire se posso rientrare nel 110%…. Ho comprato casa nel centro storico attualmente classe F farò dei lavori di ristrutturazione totale…. Essendo un palazzo di sole 3 unità abitative e quindi non rientrando come condominio ed essendo accatastata casa popolare possiamo accedere??????…… Grazie anticipatamente per la risposta

    • Ecostili ha detto:

      Salve,

      sì, potete accedere se fate dei lavori sulle parti comuni in quanto se si ha più di 1 unità abitativa si viene considerati condominio “minimo”.

  • Stefano ha detto:

    Buongiorno,
    vi chiedo se, per chi avesse provveduto in passato a dotarsi di cappotto termico e caldaia a condensazione e volesse installare un impianto fotovoltaico, puo’ beneficiare della detrazione al 110%
    grazie e saluti

    • Ecostili ha detto:

      Salve,

      solo con il fotovoltaico non si accede al superbonus in quanto il fotovoltaico non è un intervento “trainante”.
      Può installare il fotovoltaico e detrarlo al 50%.

  • rosario ha detto:

    Buongiorno, ho un dubbio sullo sconto in fatture. quando si parla dello sconto in fattura del 100% s’intende anche l’iva vero?
    faccio un esempio io il seguente prospetto 100 euro lavori +10 iva , quando effettuo lo sconto in fattura diventa 90 + 10 ho lo applico sul totale e diventa 100 compreso iva?
    in sostanza il committente non deve anticipare l’iva come qualcuno sta asserendo, mi potete segnalare qualche riferimento normativo in merito? grazie

  • Alex ha detto:

    Buongiorno, volevo sapere in quale parte del Decreto è specificata la necessità di avere la Relazione tecnica integrata di conformità catastale e urbanistica

    • Ecostili ha detto:

      Premessa: nessuna delle norme riguardanti il superbonus pone conformità urbanistica e agibilità quale condizioni direttamente necessarie per ricorrere a questa agevolazione.

      Detto questo occorre però aggiungere che i lavori del superbonus prevedono di norma una SCIA (segnalazione certificata di inizio attività). Al termine dei lavori andrà quindi presentata una segnalazione certificata di agibilità. Anche per interventi “minori” sottoposti a CILA (comunicazione inizio lavori asseverata) non è escluso che sia necessaria la segnalazione certificata di agibilità.

  • emanuele ha detto:

    Buongiorno, vorrei un informazione.
    L’accesso alla mia villetta a schiera, che si trova all’interno di un complesso di case a schiera è così strutturato: ingresso da cancello comune, percorso pedonale comune, cortile di proprietà esclusiva (indicato su mappa catastale), ingresso unità abitativa. Dato che per accedere alla mia proprietà devo prima passare dal mio cortile, posso usufruire del bonus “privatamente” senza adesione degli altri condomini?

  • Ilenia ha detto:

    Salve io riscaldo casa con una stufa a pellet ad aria da 11kw regolarmente accatastata con libretto di impianto e produciamo acqua calda con boiler elettrico. Vale come impianto termico per l’accesso al nuovo ecobonus?

    • Ecostili ha detto:

      Salve,

      se con la stufa riscalda l’intera abitazione allora si considera un impianto termico a tutti gli effetti e può accedere alle detrazioni fiscali

  • Giulio ha detto:

    Buongiorno,

    Se Ante intervento la casa è assimilabile a un condominio con 3 unità immobiliari (con un solo ingresso esterno su scala condominiale) e 2 pertinenze e post intervento ci si trova nella situazione di 2 unità immobiliari condominiali + 1 unità immobiliare funzionalmente indipendente in edificio plurifamiliare con annessa pertinenza (questa parte di edificio ha impianti separati, accesso indipendente e cortile delimitato che da sulla strada) ho due dubbi:
    1- Come si calcolano i massimali?
    2- Per la valutazione degli interventi (25% di superficie disperdente necessaria per il cappotto, APE pre e post) si considera situazione pre o post intervento?

    Grazie fin d’ora per il supporto

    • Ecostili ha detto:

      Salve,

      suggerisco di realizzare prima gli interventi per rendere l’unità immobiliare funzionalmente indipendente e poi iniziare l’iter per la parte relativa al superbonus.
      Sconsiglio di fare le 2 cose contestualmente.

  • Luca ha detto:

    Salve, dovrei ristrutturare, facendo cappotto, infissi e impianto termico con sostituzione di vecchia caldaia a gasolio. La casa è regolarmente accatastata, ma per la vecchia caldaia non usandola da 12 anni non ho mai fatto libretto usando una pellet ad aria. Visto che il requisito per l’accesso all’econonus è collegato al fatto che l’ambiente sia provvisto di impianto di riscaldamento, si potrebbero avere problemi a dichiarare che si sostituisce una caldaia che però non è registrata al catasto impianti. Ci potrebbero essere dei controlli che poi farebbero decadere ecobonus?
    Grazie

    • Ecostili ha detto:

      Salve,

      una delle prime verifiche che noi facciamo è il controllo del libretto.
      Deve prima regolarizzare questa parte prima di avviare l’iterl dell’ecobonus.

  • SONIA ha detto:

    Buonasera son un architetto ed ho letto molto materiale sull’argomento comprese la circolare n 24/ E , la pubblicazione dell’agenzia delle entrate e guide del settore specializzate, ma rimangono comunque punti focali da risolvere che riguardano noi tecnici:
    1) se un committente mi incarica della valutazione preliminare per ottenere l’ecobonus 110 significa che io devo verificare innanzitutto la legittimità urbanistica dell’immobile, fare sopralluogo, redigere APE, fare una relazione di progetto e l’APE post progetto; se l’immobile per motivi vari non riesce a passare di due classi energetiche, il cliente mi deve pagare direttamente la parcella!! Ma poi lui la può ugualmente detrarre??? perchè non lo leggo da nessuna parte. E se comunque fosse incapiente ?? Esempio un professionista nel regime dei minimi????
    2) Il cliente può usufruire della detrazione per esempio casa unifamiliare cappotto 50.000 euro infissi 30.000 euro climatizzazione invernale 20.000 euro quindi avrei a disposizione un tetto massimo di spesa di 100.000 euro; a questo punto il tecnico redige un progetto e dal computo si evince che occorrono 90.000 euro di interventi.
    Le spese tecniche a questo punto sono calcolate sull’importo lavori di 90.000 euro e sarebbero in totale 15.000 euro ( APE sopralluoghi attestazioni verifiche pratiche edilizie, direzione lavori e coordinamento della sicurezza, invio enea etc…) a questo punto escono dal tetto massimo previsto??? Il committente deve pagare di tasca propria l’eccedenza???? e se opta per lo sconto in fattura dall’impresa , chi paga le spese tecniche??? Io in quanto tecnico in regime dei minimi non posso fare lo sconto in fattura a meno che poi non trovi una banca che acquista il mio credito.
    E questi sono i dubbi iniziali, secondo me sulle spese tecniche il decreto non è stato molto esaustivo.

    • Ecostili ha detto:

      Salve,

      1) Se a seguito della sua valutazione non si puo’ accedere al superbonus il cliente le paga la parcella ma non puo’ detrarla in quanto non realizza i lavori previsti dal superbonus

      2) i massimali si sommano, non esiste un massimale complessivo

  • Fabrizio ha detto:

    Ponendo di rientrare nel 110%… quali spese del rifacimento del tetto (adiacente a camere abitabili e riscaldate) possono essere detratte al 110%? solo la coibentazione? sul rifacimento totale del tetto a che percentuale corrisponde?
    GRAZIE

    • Ecostili ha detto:

      Salve,

      il rifacimento del tetto lo si puo’ detrarre al 50%
      La coibentazione, se rientra nel superbonus, si puo’ detrarre al 110% altrimenti al 65%

  • STEFANO ha detto:

    Salve,
    sono in procinto di ristrutfurare un immobile rurale, con parziale demolizione ed ampliamento come da ex piano casa del Lazio. Tetti, cappotto termico, infissi, impianto termico, ecc. La casa è munita soltanto di due camini a legna e scaldabagno per acqua sanitaria. È possibile beneficiare dell’ecobonus per gli interventi previsti, magari partendo dall’intervento trainante del cappotto termico? Grazie

    • Ecostili ha detto:

      Salve,

      si puo’ pensare di utilizzare sismabonus e ecobonus con demolizione e ricostruzione.

      Gli interventi devono rispettare tutti i requisiti previsti per le singole agevolazioni.

      Per il Sismabonus: la demolizione e ricostruzione deve essere un intervento di conservazione del patrimonio edilizio esistente. Di ristrutturazione e non nuova costruzione. Deve inoltre risultare dal titolo (SCIA o Permesso di Costruire) presentato/rilasciato dal Comune.

      Per l’Ecobonus è necessario che nelle unità sulle quali si interviene con la riqualificazione energetica, ci sia già un impianto di riscaldamento.

      Massimali:
      L’agevolazione Sismabonus + Ecobonus consente di detrarre fino all’ 85% su un tetto massimo di 136.000 euro, per ogni unità immobiliare.Se non si può’ accedere al’Ecobonus, il solo Sismabonus prevede un tetto massimo di 96.000 euro.

      • STEFANO ha detto:

        La ringrazio. E per “conservazione del patrimonio edilizio esistente” si intendono pure le demolizioni parziali con incrementi volumetrici? Mi pare di aver compreso che i recenti decreti semplificazioni e rilancio abbiano equiparato la demolizione/ricostruzione in ampliamento con la mera ristrutturazione senza ampliamento, escludendo così la fattispecie di nuova costruzione. Sbaglio? Grazie

        • Ecostili ha detto:

          Salve,

          La demolizione e ricostruzione con aumento volumetrico può accedere ai bonus solo se l’aumento è dovuto ad “innovazioni necessarie per l’adeguamento alla normativa antisismica”.

          Negli altri casi di aumento volumetrico non è possibile acc3edere al bonus.

          Si ha una conferma ufficiale da parte dell’Agenzia delle Entrate nella risposta 195/2020

  • Giulia ha detto:

    Buongiorno,
    dobbiamo effettuare i lavori in un condominio diviso tra 4 proprietari (uno per ogni appartamento). Le unità abitative sono ai piani primo e secondo, mentre al piano terra si trova il garage, ovviamente non riscaldato.
    Parte degli appartamenti del primo piano si trova a contatto con ambiente non riscaldato, mentre un’altra parte con l’esterno (si viene a formare un porticato).
    Avrei bisogno di alcuni chiarimenti per quanto di seguito:
    1. Effettuando il cappotto termico come intervento trainante sono incluse nella detrazione anche le pareti del piano terra?
    2. Se sono incluse le pareti per garantire la continuità della tecnologia cappotto credo comunque che le finestre di tali locali non riscaldati non possano beneficiare della detrazione, è corretto?
    3. il soffitto del porticato è incluso nella detrazione in quanto l’ambiente dell’unità è a contatto con l’esterno, giusto?
    4. Ho letto in alcuni articoli che sono comprese nella detrazione al 110 le spese per la rimozione dell’amianto, ma non riesco a ritrovare la fonte, sapreste aiutarmi?
    5. Una volta rimosso l’amianto è possibile coibentare il tetto accedendo alle detrazioni al 110? E per le tegole come funzionerebbe considerando anche la necessità di mettere il fotovoltaico sempre sullo stesso tetto?

    • Ecostili ha detto:

      Salve

      1. Effettuando il cappotto termico come intervento trainante sono incluse nella detrazione anche le pareti del piano terra?

      No, precisando che per una questione estetica è opportuno realizzare l’isolamento fino a terra, occorrerebbe scomputare i costi e portare in detrazione solo la parte relativa all’isolamento delle zone riscaldate.

      2. Se sono incluse le pareti per garantire la continuità della tecnologia cappotto credo comunque che le finestre di tali locali non riscaldati non possano beneficiare della detrazione, è corretto?

      Si, è corretto. Si tratta di interventi di riqualificazione energetica e quindi realizzati su locali riscaldati.

      3. il soffitto del porticato è incluso nella detrazione in quanto l’ambiente dell’unità è a contatto con l’esterno, giusto?

      Si

      4. Ho letto in alcuni articoli che sono comprese nella detrazione al 110 le spese per la rimozione dell’amianto, ma non riesco a ritrovare la fonte, sapreste aiutarmi?

      Se si riferisce all’amianto sul tetto, la sua rimozione rientra se fa parte dell’intervento di coibentazione del tetto (che pero’ è valido solo se il sottotetto è riscaldato, cosa che molto spesso non lo è).

      5. Una volta rimosso l’amianto è possibile coibentare il tetto accedendo alle detrazioni al 110? E per le tegole come funzionerebbe considerando anche la necessità di mettere il fotovoltaico sempre sullo stesso tetto?

      La sostituzione delle tegole rientra nel 50%

      • Giulia ha detto:

        Grazie per il riscontro.
        Per quanto riguarda il punto 1, a parte la questione meramente estetica il dubbio sorge poichè la superficie minima su cui intervenire corrisponde al 25% della superficie lorda disperdente dell’intero edificio, ma se come in questo caso l’intero edificio non ci rientra allora devo defalcare la superficie non riscaldata dal mio totale su cui calcolare il 25%? Oppure visto che l’ambiente non è riscaldato quelle pareti non risultano come superficie disperdente?

        • Ecostili ha detto:

          Salve,

          allora: la superficie totale disperdente comprende la copertura orizzontale (o inclinata) quindi tetto o sottotetto, le pareti verticali e le pareti orizzontali inferiori che danno su locali non riscaldati (garage) o verso l’esterno (parete del porticato). Calcolata tutta questa superficie si capisce se l’area dove si intende intervenire è superiore o meno al 25% del totale.

  • rosario ha detto:

    Buonasera, ho due domande :
    1) un appartamento in cui c’è l’impianto di riscaldamento a pavimento, concessione edilizia del 1996, però per incuria ancora l’immobile risulta in corso di costruzione, adesso se provvedo all’accatastamento penso posso usufruire del 110 vero?
    2) situazione di 6 unità immobiliari intestati ad unico proprietario, tutte con impianto di riscaldamento, adesso lui vorrebbe venderne una perchè esiste l’acquirente da tempo. Nel momento in cui vende stando( alla circolare dell’agenzia dell’entrate pag 7) si può intervenire sulle parti comuni dell’edificio (perchè diventa condominio) e quindi a cascata anche su due singole unità e su quella comprata dal nuovo proprietario, vero?
    Grazie in anticipo

    • Ecostili ha detto:

      Salve,

      1) prima deve risolvere il punto legato alla conclusione della costruzione e all’accatastamento, una volta conclusa questa fase potrà iniziare a valutare gli interventi per il superbonus.

      2) Esatto

  • Francesco G ha detto:

    Salve,
    Sarei interessato al rifacimento + isolamento del tetto di una casa indipendente anni ’60.
    Nel caso specifico l’ abitazione ha un sottotetto non praticabile e non abitabile dove si sta in piedi solamente nella parte centrale, camminando sui travetti. A tal proposito ho letto che:
    “Se il sottotetto non è abitabile o, addirittura, non praticabile e di dimensioni tanto esigue da potersi considerare poco più di un un’intercapedine, occorre che il tecnico asseveri questa circostanza, ossia che il sottotetto forma un corpo unico con tetto e solaio in modo da considerare il rispetto della trasmittanza complessiva copertura-sottotetto-solaio per consentire la detrazione.”
    C’è una discriminante dimensionale per far sì che tetto e sottotetto vengano considerati come unicum? Nel caso specifico l’edificio ricadrebbe in tale caso?
    Grazie

    • Ecostili ha detto:

      Salve,

      la situazione che mi ha descritto non ricade nel corpo unico.
      Il rifacimento del tetto non rientra nell’ecobonus ma puo’ rientrare l’isolamento della soletta

      • Alessandro ha detto:

        Salve,
        Mi è stato detto che il rifacimento del tetto rientra nel bonus Sisma quindi nel pacchetto del 110% perché ho una copertura in eternit.
        Non sono stato informato correttamente?
        Tra l’altro sopra il nuovo tetto farei montare anche il fotovoltaico.

        Riguardo al superbonus invece, posso affiancare al termocamino a legna esistente, una pompa di calore aria-acqua nuova facendoci rientrare anche il boiler senza dover rottamare il generatore a biomassa esistente?

        Grazie

        • Ecostili ha detto:

          Salve,

          puo’ beneficiare del sismabonus in caso di demolizione e ricostruzione (anche parziale), quindi è corretto quanto le hanno detto.

          Per il termocamino: in risposta ad un quesito simile (7D), l’Agenzia delle Entrate ha precisato che il generatore esistente deve essere dismesso. Puo’ essere mantenuto solo per produrre acqua calda sanitaria.

  • Alessandro P. ha detto:

    Salve, sono proprietario di una villetta singola suddivisa da piano terra primo piano e sottotetto,che ha bisogno di una ristrutturazione.
    L’idea dei lavori parte principalmente dal rifacimento del tetto che al momento è composto da Eternit fissato su travi senza isolamento, per passare poi al cappotto termico e alla sostituzione degli infissi vecchia concezione.
    Per la parte che riguarda la climatizzazione invece l’idea era di una pompa di calore aria-acqua con fancoil e boiler per l’acs, che al momento è prodotta da scaldabagno elettrico sempre vecchia concezione.
    Il riscaldamento attuale funziona con termocamino a legna aperto con fascio tubiero e termosifoni in ghisa.

    Le mie domande sono(ovviamente per fare rientrare il tutto nel 110%):
    1°- posso montare la pompa di calore e lasciare in funziona anche il termocamino senza doverlo rottamare?
    2°- se è possibile il primo punto, posso farci rientrare anche la sostituzione del termocamino con uno a legna di ultima generazione?
    3°- posso farci rientrare un boiler combinato per ACS e riscaldamento per far lavorare PDC e termocamino insieme?

    Ultima domanda riguarda la conformità ed i requisiti per l’accesso all’ecobonus.
    Leggendo il vostro articolo ho notato che per accedere al bonus non ci devono essere irregolarità inerenti l’abitazione però con l’acquisto della casa si è generata una sanatoria per alcune irregolarità dei vecchi proprietari, i lavori li ho appena aperti con tutti i documenti necessari però devono essere ancora eseguiti.
    Può essere un problema visto che la ristrutturazione con ecobonus ha scadenza di 2 anni? Devo chiudere i lavori della sanatoria prima di aprire i restanti? Scusate la lunghezza del post.

    Saluti
    Alessandro.

    • Ecostili ha detto:

      Salve,

      1°- posso montare la pompa di calore e lasciare in funziona anche il termocamino senza doverlo rottamare?
      La norma parla di sostituzione quindi non si puo’ lasciare il generatore esistente.

      2°- se è possibile il primo punto, posso farci rientrare anche la sostituzione del termocamino con uno a legna di ultima generazione?
      No

      3°- posso farci rientrare un boiler combinato per ACS e riscaldamento per far lavorare PDC e termocamino insieme?
      Se installa una pdc le suggerisco di utilizzarla anche per produrre ACS

      Per quel che riguarda la sanatoria è necessario che vengano sanate tutte le irregolarità prima di iniziare le attività per il superbonus.

  • Cristian ha detto:

    Sto per ristrutturare una villetta. Sostituisco la vecchia caldaia con impinato nuovo, con riscaldamento a pavimento + pannelli solari + sostituzone impianto raffrescamento.
    Rientriamo sicuramentein questo intervento trainante:

    Sostituzione di impianti di climatizzazione invernale sugli edifici unifamiliari, massimale 30000€

    Il Superbonus (110%) spetta anche per le spese sostenute per “ulteriori” interventi eseguiti congiuntamente con almeno uno degli interventi principali:

    vanno sommati a questi 30000?

    In concreto

    20000€ x l’impianto invernale

    10000€ muratore per installare l’impianto

    rientrano nei 30000. Posso poi aggiungere:

    10000€ condizionatori estivi

    10000€ solare

    10000€ costi di progetto, ingegere e architetto

    10000€ nuovi pavimenti

    erichiedere il 110% anche per questi 40000€, 70000 in tutto?

    • Ecostili ha detto:

      Salve,

      Per la sostituzione di impianto di climatizzazione invernale il massimale è di 30.000 €, tutto compreso (fornitura, posa, pavimentazione)
      I lavori per i pavimenti devono rientrare nei 30.000 indicati sopra.
      Non ha specificato cosa installa per l’impianto di riscaldamento, immagino sia prevista una pompa di calore

      I condizionatori non rientrano nell’ecobonus.

  • claudia ha detto:

    buongiorno,
    ho acquistato un appartamento (seconda casa) sprovvisto di impianto di riscaldamneto. l’appartamnto si trova in una palazzina con 4 appartamenti tutti senza impianto perchè lo scorso anno è tato smantellato l’impianto condominiale.
    nei prossimi mesi ristrutturo il mio appartamento e mi piacerebbe capire se posso sfruttare il bonus del 110% per impianto e per sostituire gli infissi.
    seconda domanda: per quanti immobili posso usufruire del bonus 110%? posseggo altri 2 appartamenti oltre a quello identificato come prima casa.
    grazie

  • Luca ha detto:

    Salve, rientrando nelle zone non metanizzate posso installare la caldaia a pellet al posto della vecchia caldaia a gasolio o dovrei metterla in sostituzione di un’altra biomassa?
    Una termostufa a pellet sempre 5 stelle rientra comunque o solo esclusivamente caldaia?

    • Ecostili ha detto:

      Salve,

      la puo’ installare anche in sostituzione della caldaia a gasolio, tenga presente che non basta essere in zone non metanizzate ma anche “nei comuni non interessati dalle procedure europee di infra-zione n. 2014/2147 del 10 luglio 2014 o n. 2015/2043 del 28 maggio 2015 per l’inottemperanza dell’Italia agli obblighi previsti dalla direttiva 2008/50/CE”

      tradotto: faccia una verifica nel suo comune se rientra in questo caso

      il DECRETO 7 novembre 2017, n. 186 a cui si rifa la legge del Superbonus include le termostufe nei generatori a 5 stelle

  • giorgia ha detto:

    Buongiorno,
    In caso in cui io avessi una villetta attualmente composta da un unica unità immobiliare che verrà suddivisa e composta da piano terra e piano primo separati (con due proprietà differenti) e quindi diventeranno due unità immobiliari, in comune avranno solo il vano scale di accesso all’edificio, posto centrale all’intera abitazione, essa ha un unico generatore di calore (attualmente 1caldaia che verrà sostituita con 1 pompa di calore a servizio delle due unità abitative) se come interventi facessi :
    -cappotto esterno
    -sostituzione di generatore di calore caldaia con pompa di calore
    -sostituzione di infissi
    -installazione impianto fotovoltaico e solre termico
    Posso usufruire del 110% come condominio? oppure è necessario che ci siano due accessi separati alle singole unità immobiliari per rientrare nel superbonus del 110% ?

    • Ecostili ha detto:

      Salve,

      nel caso diventassero 2 unità immobiliari con un unico proprietario occorrerà verificare quanto indicato dalla Circolare dell’Agenzia delle Entrate dell’8 agosto che a pagina 7 e 8 dice che:

      In linea con quanto appena illustrato, in applicazione del dettato normativo contenuto nell’articolo 119 in esame, il Superbonus non si applica agli interventi realizzati sulle parti comuni a due o più unità immobiliari distintamente accatastate di un edificio interamente posseduto da un unico proprietario o in comproprietà fra più soggetti.

  • Marco ha detto:

    Buongiorno, villetto bifamiliare con 2 unità abitative funzionalmente indipendenti. Accessi indipendenti diretti su strada. Due proprietari diversi.
    Per beneficiare del 110% il salto delle due classi per deve farlo tutto l’immobile, è corretto?
    Deve essere fatta una pratica sola o occorre fare due pratiche distinte? Ogni proprietario può/deve pagarsi i lavori pertinenti la sua parte, corretto?
    Nel caso di cappotto termico deve esserci una unica fattura o possono esserci due fatture per dividere l’importo e di conseguenza scaricare le detrazioni su 2 persone?
    Tutti questi aspetti pratici non li ho ancora trovati da nessuna parte

    • Ecostili ha detto:

      Salve,

      se si tratta di unità immobiliati indipendenti e con accesso diretto su strada alloro sono autonome e una di esse puo’ realizzare gli interventi anche se l’altra non li realizza. Quindi pratiche distinte, lacori distinti, ecc.

  • enrico ha detto:

    buongiorno, ho due quesiti da porvi partendo dal presupposto che cambiando caldaia e cappotto recupero le due classi energetiche:
    -nel 1994 ho fatto l’impianto a pavimento per solo una parte della casa, allora visti i costi si era fatta questa scelte, ora posso rifare l’impianto a pavimento per l’intera casa sostituendo anche il vecchio impianto (complessivamente 170 mq), quali sono i limiti di costo? il pavimento che andrà a coprire il sistema radiante rientra nel ecobonus? per l’impianto a pavimento del 1994 non avevo usufruito di nessun bonus.
    -nel 2012, usufruendo della detrazione del 50%, ho rifatto una parte del tetto 110 mq su 230 (coibentazioe) ora posso coibentare la restante parte del tetto pari a 120mq?
    ultima domanda nel 2016 ho cambiato una finestra molto grande ad arco usufruendo del bonus 65%, rispettando tutta la normativa ecc., ora posso cambiare le restanti 18 finestre, sempre rispettando i dettami indicati dall’ing. termotecnico,?

    • Ecostili ha detto:

      Salve

      1) il massimale per la sostituzione dell’impianto di riscaldamento è di 30.000 € (caldaia, lavori su impianto radiante, ecc)
      2) si puo’ coibentare la restante parte del tetto
      3) si, essendo un intervento trainato da cappotto e caldaia

  • Luca ha detto:

    Ma le spese di progettazione, sicurezza, ape, asseverazioni etc etc etc, si possono detrarre al 110%? Hanno un massimale di spesa?

  • Lorenzo ha detto:

    Buongiorno,
    assieme a mio fratello siamo proprietari di una piccolo condominio di 5 appartamenti concessi in locazione di cui 2 di mia proprietà, 2 di proprietà di mio fratello e 1 cointestato al 50%. Pongo alcune domande:
    1) fare il cappotto su tutto l’edificio significa intervenire sulle parti comuni e quindi non c’è il limite delle due unità immobiliari? Se la risposta è positiva potrei sfruttare il superbonus anche per fare il cappotto sulla mia casa di abitazione? (villetta a schiera in comproprietà al 50% con mia moglie).
    2) la sostituzione contestuale dei portoni dei garage con portoni “coibentati” rientra tra gli interventi trainati?
    3) la sostituzione del portone esterno condominiale e delle vetrate/finestre del vano scala che porta ai piani rientra tra gli interventi trainati?
    Grazie in anticipo per il riscontro.

    • Ecostili ha detto:

      Salve,

      occorre tenere presente che la circolare 24/E dell’8 agosto 2020 indica che:

      “In linea con quanto appena illustrato, in applicazione del dettato normativo contenuto nell’articolo 119 in esame, il Superbonus non si applica agli interventi realizzati sulle parti comuni a due o più unità immobiliari distintamente accatastate di un edificio interamente posseduto da un unico proprietario o in comproprietà fra più soggetti”

  • rosario ha detto:

    Buongiorno, mi sono venuti due dubbi:
    1) su un condominio di secondo case estive , (ad oggi sprovvisti di impianto di riscaldamento/ raffrescamento) posso tranquillamente intervenire con il cappotto esterno su parti comuni ? posso aggiungere i pannelli solari?
    2) Poi mi sembra di aver capito che se sono un unico proprietario di un condominio con 6 unità non posso accedere al super bonus, mentre basta che ne venda una e posso accedere, vero?
    Grazie e buon ferragosto

  • Luigi ha detto:

    Buongiorno, ho un appartamento indipendente al primo piano con lastrico solare di proprietà. Vorrei sapere se posso far applicare cappotto termico al lastrico solare (che supera il 25% della superficie lorda totale) e poter usufruire dell’ecobonus al 110% anche inserendo le spese per gli interventi secondari di:
    – installazione di pergola bioclimatica che sarebbe poi una schermatura solare;
    – pannelli fotovoltaici ed impianto solare termico per acqua calda sanitaria;
    Il tutto, insieme, mi consentirebbe di aumentare la doppia classe energetica del mio appartamento.

    • Ecostili ha detto:

      Salve,

      sì ma occorre capire se effettivamente i lavori previsti permettono di migliorare la classe energetica come previsto dalla norma.

  • Mimmo ha detto:

    Un residence è costituito da 10 palazzine ognuna delle quali ha 6 appartamenti. La domanda per accedere all’ecobonus del 110% va fatta dall’amministratore del condominio stesso o da ogni singola palazzina, nominando un rappresentante?
    Le palazzine non hanno un impianto centralizzato di riscaldamento o raffreddamento ma solo delle caldaie autonome per la produzione dell’acqua calda. Richiedendo la realizzazione del “cappotto termico” come intervento trainante, è possibile sostituire gli infissi e installare un impianto fotovoltaico per la produzione di acqua calda come interventi trainati per ogni palazzina?

    • Ecostili ha detto:

      Salve,

      occorre che il condominio deliberi gli interventi necessari per l’ecobonus.
      In particolare occorre che venga fatta una delibera per procedere alle attività iniziali che sono la certificazione energetica e il progetto lavori.
      Questo puo’ essere fatto da una singola palazzina non deve essere fatto da tutto l’insieme.

      Per i lavori nel vostro caso occorre fare un cappotto termico su almeno il 25% della superficie totale disperdente.
      Se si fa questo allora potete inserire nel 110% anche gli infissi, ecc.

      Preciso che il fotovoltaico produce energia elettrica e non acqua calda.

      In ogni caso occorre iniziare nell’affidare un incarico ad un tecnico per la certificazione energetica e il progetto lavori

  • Andrea ha detto:

    Ma gli infissi devono rientrare nei 50000 euro a disposizione per la coibentazione?

    • Ecostili ha detto:

      Salve,

      ci sono diversi punti ancora da chiarire per i quali una risposta certa non la si ha e questo è uno. A mio avviso la norma del superbonus, rifacendosi ad altri decreti, anche se non in maniera chiara ed esplicita come dovrebbe, prevede in caso di cappotto + infissi il massimale di DETRAZIONE (e non di spesa) di 60.000 €

      • Maria Elena ha detto:

        Buongiorno, esiste la stessa speranza anche per i massimali di detrazione della sostituzione impianti?
        Es: cappotto + infissi = massimale spesa 50.000 ma la detrazione max sale a 60.000. Corretto? Se alla sostituzione degli impianti invernali aggiungo la pavimentazione a copertura del riscaldamento a pavimento il massimale di 30.000 sale a 40.000 in detrazione come per l’isolamento o no?
        Grazie

        • Ecostili ha detto:

          Salve,

          in caso di isolamento termico e sostituzione impianto il quadro è più chiaro in quanto i massimali sono distinti. Nel caso di abitazione unifamiliare i massimali sono : 50.000 € per isolamento termico e 30.000 € per sostituzione impianto (comprensivo di tutto anche della parte di lavori per pavimento radiante).

      • Massimo ha detto:

        Se cosi’ fosse uno avrebbe interesse a fare come intervento trainante l’installazione di una pompa di calore e non il cappotto. Includere il limite di spesa delle finestre in quello delle superfici opache (cappotto termico) non ha molta logica

        • Ecostili ha detto:

          Salve,

          in effetti dopo alcune settimane questo punto pare sia stato chiarito e per il cappotto il limite di spesa sarebbe di 50.000 € (nel caso di abitazione unifamiliare) e per gli infissi il limite di DETRAZIONE sarebbe di 60.000 € (quindi a parte rispetto al cappotto).

  • Stefan ha detto:

    buongiorno, ho una casa singola con sottotetto praticabile ma non abitabile e no riscaldato, la casa ha già cappotto e riscaldamento a pavimento. Per poter rifare il tetto con ecobonus 110 posso isolare la soffitta che e > 25%, cambiare la caldaia con pompa di calore abbinata a fotovoltaico e se possibile installare condizionatori e ventilazione meccanica controllata?

    • Ecostili ha detto:

      Salve,

      i costi di rifacimento del tetto non rientrano nell’ecobonus al 110%, tantomeno nel suo caso in cui il sottotetto non è abitabile e non riscaldato.

      • Armando Pourpour ha detto:

        E se il sottotetto non e’ abitabile ma riscaldato con termosifoni dell’impianto autonomo?

        • Ecostili ha detto:

          Salve, il fatto che un locale sia riscaldato ma non abitabile è già di per sè un controsenso in termini energetici.

          • Armando Pourpour ha detto:

            Infatti ma purtroppo e’ cosi’, il tetto non e’ coibentato e si vorrebbe appunto isolarlo dall’esterno cambiando anche i listelli e le tegole.. Si rientra nella detrazione al 110% che riguarda il cappotto? Naturalmente in inverno e’ gelido e in estate e’ caldissimo. Ho messo anche, lo scorso anno una pompa di calore per raffreddare e riscaldare..ma senza la coibentazione sulle falde inclinate del tetto viene difficile risparmiare energia. Grazie e buona giornata

          • Ecostili ha detto:

            Salve,

            io personalmente opterei per la coibentazione ma ricorrendo alla detrazione del 65%.

          • Giovanni ha detto:

            Buongiorno
            E se il sottotetto è non residenziale ma utilizzato come lavanderia e palestra avendo le altezze e il riscaldamento ?

          • Ecostili ha detto:

            Salve,

            dipende da come è accatastato rispetto al resto dell’abitazione.

  • pasquale ha detto:

    Buongiorno, ho la mia casa riscaldata da un caminetto e da una stufa a pellet, mentre per l’acqua sanitaria dei semplice scaldabagno elettrici. La mia domanda è la seguente: il caminetto e la stufa a pellet possono essere considerati come impianto termico esistente e costituire prerequisito per benificiare dell’econobonus al 110% previsto per l’installazione di impianto di climatizzazione a pompa di calore?.
    Grazie mille

    • Ecostili ha detto:

      Salve,

      si, in particolare la stufa a pellet.

      • Antonino ha detto:

        Se al posto del caminetto vi fosse un climatizzatore che funge anche da aria calda?
        Ad ogni modo anche senza caminetto, ma solamente in possesso di stufa a pellet si potrebbe sostituire questa stufa considerandola impianto termico esistente, accedendo all’ecobonus per installare una nuova caldaia?

      • Antonino ha detto:

        Ok quindi bisogna avere per forza la stufa a pellet.
        il semplice climatizzatore che emette anche aria calda non viene quindi considerato impianto di climatizzazione.
        Avendo solo la stufa a pellet posso accedere al super bonus anche se la villetta unifamiliare è inserita in un contesto con altre 2 villette e comune ingresso? Ovviamente dentro il cortile comune poi ogni villetta unifamiliare ha una propria entrata indipendente
        Grazie

        • Ecostili ha detto:

          Salve,

          come già detto in altre risposte questo è un punto ancora non chiaro. Se si ha un ingresso in comune pare (e ripeto pare) che si rientri nel contesto di condominio minimo e quindi occorrono i lavori a livello condominiale.

  • MAT ha detto:

    Buongiorno,
    ho una casa unifamiliare accatastata a/7 in comproprietà con i miei due fratelli, per me è prima casa, quindi credo di avere tutte le caratteristiche per accedere alle detrazioni del 110%, ma in questo non entro nel merito in quanto ho delle indicazioni molto chiare.
    Il vuoto legislativo che invece ho riscontrato è nel dopo ristrutturazione, in quanto al termine dei lavori e dopo il visto di conformità, quindi in un futuro prossimo, vorrei trasformare l’immobile da uso abitativo ad uso commerciale, per farci una locanda,come poi previsto dal PRG del comune.
    A questo punto la mia domanda è se ci sono dei vincoli su cambi di destinazione dell’immobile ristrutturato con il super bonus dopo la fine dei lavori e se il comune potrebbe opporsi al cambio di destinazione in quanto aver fruito del superbonus.
    Grazie mille in anticipo

  • rosario ha detto:

    Buongiorno, mi pare di aver visto un esempio dell’agenzia delle entrate che fa capire che una volata che s’interviene sul cappotto del condominio , la singola unità possa anche optare per la sostituzione infissi e caldaia/pompa di calore . Vero ?
    e l’impianto di riscaldamento no?

  • Simone ha detto:

    Buongiorno Ecostili.

    Io e mia moglie viviamo in un villino (classe catastale A7) composto da 3 piani (seminterrato, terra, primo) più sottotetto mansardato; il tutto è un’unica unità abitativa. Il piano seminterrato e il sottotetto non sono coibentati né climatizzati, mentre i piani terra e primo sì. Il piano seminterrato, inoltre, è accessibile tramite scala dal piano terra senza nessun tipo di isolamento termico, ma ha anche un ingresso indipendente per poter far accedere una macchina. D’altronde, il pavimento tra piano terra e piano seminterrato è coibentato.
    Nel progetto della casa si legge che il piano seminterrato è composto da garage, deposito, WC e ripostiglio, mentre sul documento del catasto (che però è molto vecchio) sono semplicemente menzionati i tre piani senza specifiche ulteriori. È possibile realizzare il cappotto termico per pareti e pavimenti dei piani seminterrato e sottotetto, e richiedere il Superbonus?
    Grazie e buona giornata!

    • Ecostili ha detto:

      Salve,

      prima di tutto occorre capire se l’intervento di isolamento termico sulle parti considerate supera come superficie il 25% della superficie totale disperdente (che comprende: copertura + pareti verticali + parete orizzontale inferiore)

  • Giulia ha detto:

    Buongiorno,
    Ho dei dubbi relativamente alla possibilità di accedere al Superbonus, in particolare mi servirebbe sapere quanto di seguito:
    1) Quando si parla di unità con ingresso indipendente si intende su strada o va bene anche su un cortile comune (unico numero civico).
    Abbiamo un unico edificio in cui sono presenti 6 unità immobiliari differenti:
    – 2 al piano terra con ingresso indipendente sul cortile;
    – 1 primo vano scala che mi permettere di accedere ai piani primo e secondo di una parte di edificio;
    – 1 secondo vano scala che mi permette di accedere ai piani primo e secondo dell’altra parte di edificio.
    In questo caso devo considerare un unico condominio o posso considerare singole unità immobiliari almeno gli appartamenti del piano terra?
    Nell’edificio sono presenti anche due aree commerciali, rientrano nel conteggio?

    2) Se acquisto un appartamento da un’azienda con partita IVA posso beneficiare dell’Ecobonus?

    3) Se il prossimo mese si concluderanno i lavori di ampliamento di una villetta unifamiliare, per la parte nuova potrò beneficiare del Superbonus? Se non posso farlo allora devo calcolare l’APE solo sulla parte vecchia?

    4) Cosa succede quando in un appartamento in condominio ci sono le predisposizioni per i terminali dell’impianto di riscaldamento e il tutto è già collegato al generatore?

  • Giulia ha detto:

    Buongiorno,
    Ho dei dubbi relativamente alla possibilità di accedere al Superbonus, in particolare mi servirebbe sapere quanto di seguito:
    1) Quando si parla di unità con ingresso indipendente si intende su strada o va bene anche su un cortile comune (unico numero civico).
    Abbiamo un unico edificio in cui sono presenti 6 unità immobiliari differenti:
    – 2 al piano terra con ingresso indipendente sul cortile;
    – 1 primo vano scala che mi permettere di accedere ai piani primo e secondo di una parte di edificio;
    – 1 secondo vano scala che mi permette di accedere ai piani primo e secondo dell’altra parte di edificio.
    In questo caso devo considerare un unico condominio o posso considerare singole unità immobiliari almeno gli appartamenti del piano terra?
    Nell’edificio sono presenti anche due aree commerciali, rientrano nel conteggio?

    2) Se acquisto un appartamento da un’azienda con partita IVA posso beneficiare dell’Ecobonus?

    3) Se il prossimo mese si concluderanno i lavori di ampliamento di una villetta unifamiliare, per la parte nuova potrò beneficiare del Superbonus? Se non posso farlo allora devo calcolare l’APE solo sulla parte vecchia?

    4) Cosa succede quando in un appartamento in condominio ci sono le predisposizioni per i terminali dell’impianto di riscaldamento e il tutto è già collegato al generatore?

    • Ecostili ha detto:

      Salve

      1) questo punto non è chiaro al momento, si spera in ulteriori chiarimenti da parte dell’Agenzia delle entrate
      2) se l’appartamento è suo non vedo quale sia il problema
      3) puo’ beneficiare del bonus solo per la parte già esistente
      4) a quale generatore ?

      • Giulia ha detto:

        Buongiorno,
        grazie per il riscontro. Relativamente ai punti discussi:
        1) Dal decreto MISE del 6-08-2020 leggo che per “accesso autonomo all’esterno presuppone che l’unità immobiliare disponga di un accesso indipendente non comune ad altre U.I., chiuso da cancello o portone d’ingresso che consenta l’accesso dalla strada o da cortile di proprietà esclusiva”. Poiché la corte è comune la mia interpretazione è che nel caso descritto io debba considerare i vari appartamenti come appartenenti ad un unico condominio, comprensivi quelli con ingresso indipendente su questa corte comune. Che ne pensa?

        2) Ok, grazie.

        3) Se posso beneficiare del bonus solo per la parte già esistente cosa succederebbe se volessi installare la pompa di calore asservente entrambe? Attualmente sono presenti i termosifoni sia nella parte vecchia che nella nuova, ma non sono il terminale più performante per la pompa di calore, potrei installare i termoconvettori e beneficiare della detrazione solo per la parte vecchia?
        Ma se posso usufruire del superbonus solo per la parte vecchia nel caso di cappotto termico devo isolare il 25% della superficie lorda disperdente contando anche la superficie lorda disperdente aggiunta con l’ampliamento?
        Se il mio intervento trainante in questa casa diventa la sostituzione del riscaldamento, è corretto dire che la coibentazione beneficia del 110% anche se non raggiungo il 25% della superficie lorda disperdente totale dell’edificio? Un serbatoio di accumulo per l’acqua calda può essere compreso nelle detrazioni?

        4) Ad un generatore esistente. Se non sono mai stati installati i termosifoni ma la caldaia esiste e nel frattempo ha lavorato per servire un altro appartamento, quello con solo le predisposizioni conta come ambiente riscaldato? In che modo viene attestata la sostituzione dei terminali, occorre una documentazione fotografica o solo la descrizione di quelli vecchi?

        • Ecostili ha detto:

          Salve,

          1) è un punto ancora dibattuto e una vera risposta non la si ha. Io ritengo che se non si ha un accesso diretto alla pubblica via ma occorre passare da un’area comune allora non si rientra nell’abitazione indipendente. Ma attendiamo ulteriori chiarimenti.

          3) e 4) da approfondire ulteriormente.

  • Daniele ha detto:

    Buonasera,
    l’edificio in cui si trova il mio appartamento è composto in questo modo:
    Condominio di 2 appartamenti (1 piano altro inquilino e 2 piano mio appartamento) e quindi in comune il vano scala e relativo portone d’accesso.
    Entrambi gli appartamenti dispongono di porzione di lastrico solare indipendente.
    Su un altro lato dell’edificio rispetto a dove c’è il mio portone si trova un altro appartamento a piano terra completamente indipendente rispetto al mio condominio.
    Tutti gli appartamenti dispongono di impianto autonomo per riscaldamento e acqua calda sanitaria.
    Domanda:
    Posso accedere all’ecobonus al 110% sostituendo la mia caldaia con pompa di calore in aggiunta a vari interventi trainati che mi portano a migliorare di 2 classi energetiche? Oppure è necessario che si effettui almeno un intervento a livello di edificio (isolamento o riscaldamento/acqua calda sanitaria centralizzati)? In questi eventuali interventi dovrei considerare solo il mio condomino o anche l’appartamento indipendente a piano terra?
    Grazie mille!

    • Ecostili ha detto:

      Salve,

      deve realizzare un intervento a livello complessivo.
      Per l’appartamento a piano terra occorre capire se fa parte o meno del condominio.

  • Arnaldo Scarabelli ha detto:

    Buongiorno, in un edificio bifamiliare con bar/negozio al piano terra e appartamento al piano sopra con ingressi e impianti di riscaldamento autonomi, è possibile che l’unità commerciale possa accedere all’ecobonus 110% sostituendo la caldaia e realizzando il cappotto su tutte le parti comuni migliorando nel calcolo generale dell’edificio le due classi energetiche?

  • Arnaldo ha detto:

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    Buongiorno, in un edificio bifamiliare con bar/negozio al piano terra e appartamento al piano sopra con ingressi e impianti di riscaldamento autonomi, è possibile che l’unità commerciale possa accedere all’ecobonus 110% sostituendo la caldaia e realizzando il cappotto su tutte le parti comuni migliorando nel calcolo generale dell’edificio le due classi energetiche?

    • Ecostili ha detto:

      Salve se vengono realizzati gli interventi trainanti sull’intero edificio (in questo caso il cappotto su almeno il 25% della superficie totale) allora possono rientrare gli interventi nelle varie unità, compresa l’unità commerciale

  • Ilenia ha detto:

    Salve, se devo fare una ristrutturazione interna (bagno, cucina e mobili (bonus mobili) spendendo circa 30000 euro, avremmo poi pensato di installare cappotto termico, infissi nuovi e visto che siamo in zona non metanizzata caldaia a biomassa con collettori solari, la spesa per questi quattro interventi rispettando i vari massimali sarà di circa 90000 euro. Abbiamo letto che il massimo tetto per l’efficientamento energetico è di 100000 euro totali. I 30000 che dovremo spendere per gli interni rientrano nel tetto dei 96000 euro al 50%?
    Usando i 30000 al 50% si possono sommare ai 90000 dell’efficientamento energico andando cosi a spendere 120000 euro oppure c’è un limite che tra ristrutturazione ed efficientamento non si può superare? Mi scuso in anticipo per la domanda contorta.

  • luca ha detto:

    buongiorno,
    ho capito che l’ecobonus al 110% si può utilizzare per massimo due immobili (intestati alla stessa persona). ma vuol dire che posso usarlo per la prima casa ed una seconda casa oppure sarebbe utilizzabile per due case che risultano essere seconde case (cioè 2 abitazioni non principali)?
    graziw

  • luca ha detto:

    buongiorno,
    ho letto che l’ecobonus (rispettando i requisiti per accedervi) è utilizzabile fino a due unità immobiliari. vale a dire la prima casa più una eventuale seconda casa oppure posso applicarlo anche a 2 seconde case e non usarlo per la prina casa?

  • Walter ha detto:

    Buongiorno,
    è possibile estendere l’Ecobonus 110% nel caso di intervento trainante di isolamento delle strutture opache di un edificio condominiale, anche alla sostituzione dell’impianto di riscaldamento autonomo in un condominio con oltre 8 unità immobiliari? Se si, quale sarebbe il tetto di spesa per i due interventi? Nel mio caso, per il salto delle due classi energetiche ho previsto 1) il cappotto termico, 2) la sostituzione di infissi e serramenti, 3) la sostituzione della caldaia con installazione di sistemi dotati di caldaia a condensazione in abbinamento a sistemi di termoregolazione evoluti.
    Qual’è il mio tetto di spesa totale, 30.000 euro?
    Saluti

    • Ecostili ha detto:

      Salve,

      se il cappotto viene realizzato su oltre il 25% del totale superficie disperdente del condominio allora puo’ fare rientrare nell’ecobonus anche gli altri interventi come la sostituzione della caldaia. I massimali li trova qui: https://www.ecostili.it/ecobonus-110-emendamenti/

    • Marco ha detto:

      Occorre leggere bene le soecifiche del mise che sembra siano finalmente uscite. Ci sono massimali anche per metro quadro. Io non ho ben capito quali siano ma non è tutto come sembra. Dobbiamo informarci meglio. Saluti

      • Ecostili ha detto:

        Il decreto del MISE è uscito in bozza. Dovrà essere approvato e quindi pubblicato in Gazzetta ufficiale e poi approvato dal Parlamento. Come per il decreto rilancio

  • Loredana ha detto:

    Buongiorno, ho una seconda casa con abitabilità ma sprovvista di riscaldamento con caldaia, c’è il riscaldamento a legna. E’ su 3 piani, l’ultimo è a rustico. Si trova in una zona della Comunità montana non metanizzata. Vorrei ristrutturarla completamente, rifare il tetto, cambiare gli infissi, fare isolamento termico e anche impianto di riscaldamento non so bene di che genere. Pensa che potrei usufruire del superbonus e se sì per quali lavori?

    • Ecostili ha detto:

      Salve, in base alla nuova definizione di impianto termico che può trovare qui:

      https://www.efficienzaenergetica.enea.it/vi-segnaliamo/ecobonus-enea-aggiorna-la-faq-9d-relativa-alla-definizione-di-impianto-termico.html

      il riscaldamento a legna viene considerato impianto termico. Per questo motivo può realizzare i lavori da lei indicati ovviamente rispettando le regole previste dall’ecobonus:

      1) miglioramento di 2 classi energetiche, 2) isolamento termico su almeno il 25% della superficie disperdente (copertura tetto + pareti + parete orizzontare inferiore).

      Le prime cose che dovrà fare sono: 1) certificazione energetica per definire la classe energetica di partenza, 2) progetto lavori per definire le caratteristiche degli interventi e calcolo della classe energetica di arrivo.

      Tenga conto che per quel che riguarda il tetto, il decreto parla solo di isolamento (delle pareti inclinate) e non di rifacimento

      • Luca ha detto:

        Salve, ma gli infissi passeranno al 110 insieme ad un lavoro trainante o andranno al 50?

        • Ecostili ha detto:

          Salve, con l’ecobonus al 110% anche gli infissi beneficiano di questa percentuale di detrazione

          • krizio ha detto:

            se gli infissi sono stati sostituiti nel 2016 usufruendo della detrazione al 65%, posso sostituire di nuovo gli infissi se al condominio si farà il cappotto ed il fotovoltaico, quindi si raggiungerà la condizione per rientrare al 110% ?

          • Ecostili ha detto:

            Salve, sì lo può fare anche se mi chiedo il motivo di sostituire degli infissi che hanno solo 4 anni.

      • Loredana ha detto:

        Grazie per la sua risposta. Mi chiedevo però come posso isolare il tetto senza rifarlo…

        • Ecostili ha detto:

          Salve, dipende dalla struttura del tetto, da come è fatto. Di solito si può applicare l’isolamento dall’interno senza per forza dover intervenire sulla struttura del tetto.

  • Gianluca ha detto:

    Buonasera, se io volessi installare un impianto fotovoltaico utilizzando l’ecobonus al 110% e dopo un po’ di tempo decidessi di abbassare l’interruttore del contatore a cui l’impianto è collegato, o addirittura disattivare del tutto il contatore, cosa accadrebbe? È possibile? E se si, dopo quanto tempo. Vi ringrazio in anticipo per la vostra gentile risposta

    • Ecostili ha detto:

      Salve, é al corrente che prima di tutto per installare il fotovoltaico e ottenere il 110% deve realizzare il cappotto termico o la sostituzione della caldaia ?

      • Gianluca ha detto:

        Certo che sì, sono al corrente di quasi tutto, ciò che mi manca è quello che ho chiesto precedentemente, grazie

        • Ecostili ha detto:

          Salve, non si puo’ scollegare dalla rete elettrica, tanto più che se installa il fotovoltaico utilizzando l’ecobonus al 110% l’energia in eccesso che non autoconsuma e cede quindi alla rete elettrica non le verrà pagata (contrariamente come avviene normalmente con lo “scambio sul posto”)

  • stefano ha detto:

    buongiorno
    sto pensando di fare il cappotto termico di una villetta. Ho una parete esposta a nord che oltre ad essere la più fredda è anche soggetta a inquinamento acustico.
    che materiale termo/acustico mi consiglia?
    è possibile fare il cappotto dell’intera struttura e solo quella parete spendere qualcosa di più per isolarla anche acusticamente?
    grazie in anticipo per la cortese risposta

    • Ecostili ha detto:

      Salve, per un corretto isolamento termico e acustico i materiali che si possono valutare sono: lana di vetro, lana di roccia, sughero, fibra di legno.
      Questi sono materiali che potrebbero andare bene per l’intera struttura.

  • Angelo ha detto:

    Buonasera. Ho sostituito il vecchio impianto di climatizzazione invernale con una nuova caldai a condensazione nel 2019. Mi è stato detto dall’impiantista che sarebbe ulteriormente implementabile alla citata caldaia un sistema ibrido a pompa di calore sia per il riscaldamento che per la produzione di ACS. Questo tipo di intervento può essere considerato “primario” ai fini dell’ottenimento della detrazione al 110% ? Se si, a questo intervento seguirebbe contestualmente l’installazione di un impianto fotovoltaico (di potenza da definire) con un accumulo Tesla. Ho un APE in classe G formulato 3 anni fa. Secondo voi con questa serie di interventi si riuscirebbe ad ottenere il salto di 2 classi?

    • Ecostili ha detto:

      Salve, per ricorrere all’ecobonus è necessario sostituire l’impianto esistente. Nel suo caso dovrebbe quindi sostituire la caldaia a condensazione, anche se visto che è del 2019 mi parrebbe un intervento eccessivo.

  • marco ha detto:

    buongiorno. ho sentito dire che la congruità dei costi significa che ci sono delle tabelle che indicano dei massimali al metro quadro oltre al massimale dei 60000. questi massimali al metro quadro sono piuttosto bassi e quindi alla fine non si otterrà comunque il 110 a meno che non si voglia un lavoro scandente visto questo limite. è corretto?
    grazie

    • Ecostili ha detto:

      Salve, al momento non ci sono massimali al metro quadro per il cappotto previsti per l’ecobonus ma è possibile che tali tabelle possano essere inserite nella versione definitiva del testo di legge. Occorre attendere la fine dell’iter normativo per sapere quali saranno le variazioni rispetto al decreto.

  • rosario ha detto:

    Buongiorno, da alcuni punti di discussione mi pare di aver capito che anche se alcuni tipi di intervento non rientrano nella detrazione del 110%, bensì nel 90% (bonus facciate ) o solo infissi al 50% comunque i titolari, in questi casi predetti , potranno avvalersi del credito d’imposta. Vero?

    • Ecostili ha detto:

      Salve, sì tutte le detrazioni fiscali (quindi anche bonus facciate, ecc.) prevedono la cessione del credito.

      • Loredana ha detto:

        Tutte le detrazioni prevedono la cessione del credito anche se non sono abbinate all’ecobonus??? Cioè se io eseguo i lavori di ristrutturazione della mia abitazione avvalendomi della detrazione del 50% posso chiedere la cessione del credito? e fino a che cifra?

          • Loredana ha detto:

            grazie per il chiarimento. Ho ancora qualche domanda, se posso… non vorrei abusare della sua professionalità.
            E’ possibile per una stessa casa beneficiare del 110 e del 50? Mi spiego meglio: se non tutti gli interventi potessero beneficiare del 110 perché magari c’è una parte di casa che ha l’abitabilità e una parte è ancora a rustico si potrebbe usufruire del 110 per una parte e del 50 per l’altra?
            Inoltre io non ho capito bene che cosa è la cessione del credito e cosa lo sconto in fattura. Forse se si facessero degli esempi concreti lo capirei meglio. Io faccio la psicologa e molti degli articoli che ho letto forse sarebbero comprensibili da un commercialista ma non da me…

          • Ecostili ha detto:

            Salve

            tenga conto che anche per la ristrutturazione occorre che ci sia l’abitabilità dell’edificio.

            Cessione del credito : lei fa dei lavori, acquisice il credito di imposta e lo cede alla banca o altri intermediari finanziari

            Sconto in fattura: lei fa dei lavori, acquisice il credito di imposta. Se lo cede direttamente all’impresa che fa i lavori allora ottiene in cambio uno sconto in fattura

            e sconto in fattura:

  • Giorgio ha detto:

    Buongiorno, ho un dubbio, vorrei installare un sistema a cappotto con la cessione del credito. Ho dubbio che mi sorge, essendo la mai abitazione in zona E agricola, non posso beneficiare del bonus facciate al 90% (che andrà al 110), quindi nella fattura dovrò pagare la rasatura e la pittura magari al 50% visto che ristrutturo anche e il resto andrà in cessione. Oppure visto che c’è l’installazione completa del cappotto su tutti i lati della casa rientrerà tutto nel 110?

    • Ecostili ha detto:

      Salve se lei fa il cappotto può beneficiare dell’ecobonus al 110% a queste condizioni:

      1) isolamento termico su una superficie superiore al 25% della superficie totale (superficie totale : pareti verticali + copertura + basamento)
      2) miglioramento di 2 classi energetiche
      3) rispetto dei requisiti CAM per i materiali isolanti

      • Luca ha detto:

        Ma per esempio se da calcolo devo avere un cappotto in polistirene espanso di 10 cm come si fa a sapere se rispetta i requisiti CAM? I prodotti che installa la ditta devono essere corredati di un qualche certificato?

      • Dante ha detto:

        Salve, oltre a questi requisiti da rispettare c’è anche la trasmittanza media ( U ) dell’edificio ,giusto?
        Grazie

  • Angela ha detto:

    Buona sera Ecostili ho un domanda da porvi. Dovrei ristrutturare casa con agevolazione 80% sisma bonus, trattasi di casa unifamiliare rudere, ho la possibilità di far fare i lavori ad una qualsiasi impresa o sono obbligata a far eseguire i lavori ad un’impresa convenzionata? L’Iva sarà al 4% o al 10%? Grazie di cuore per l’aiuto

  • luca ha detto:

    buonasera,
    una domanda riguardo all’isolamento perimetrale. nel condominio in cui abito io probabilmente il cappotto esterno non sarà possibile perché abbiamo la facciata in paramano, quindi pensiamo di orientarci verso un intervento di insufflaggio nell’intercapedine. insufflaggio è considerato a tutti gli effetti come un cappoto per l’ecobonus? ovviamente a condizioni che i parametri e i calcoli energetici stabiliscano che permette di superare le 2 classi energetiche. magari accompagnandolo con il cambio degli infissi. è corretto il mio ragionamento?
    grazie

    • Ecostili ha detto:

      Salve,

      L’insufflaggio è una alternativa al cappotto con la quale si può richiedere l’ecobonus, ovviamente se si ottengono i risultati richiesti.
      Ritengo che, visto che i lavori si faranno a livello condominiale, sarebbe utile approfondire l’isolamento tramite cappotto esterno.

      Il cappotto esterno può essere fatto anche su paramano. Se occorre che la facciata rimanga con lo stesso aspetto iniziale, ci sono materiali isolanti che prevedono un pannello isolante + un rivestimento in mattoni facciavista. E’ da approfondire, ma è una soluzione possibile.

      L’insufflaggio, rispetto al cappotto termico, pone dei problemi legati ai “ponti termici” cioè le zone che non possono essere isolate perchè il materiale isolante non si riesce a posare dove vi sono blocchi all’interno della parete (tramezzi, colonne). Questi ponti termici possono creare problemi di condense nelle zone delle pareti che rimangono fredde.

      Se si fa l’isolamento su un solo apppartamento, l’insufflaggio può essere una buona soluzione.
      Se si fa l’isolamento su tutto l’edificio, come dicevo, sarebbe utile approfondire la possibilità di fare il cappotto termico esterno.

  • augusto ha detto:

    Buonasera,
    una casa che fu donata dai nonni a 2 figli sviluppata in verticale, dove ora al piano terra c’è mia zia ( ha ingresso indipendente e non puo’ accedere alle scale che portano al primo e secondo piano ), al primo piano mio padre e al secondo io ( mi è stato donata da gennaio) , dove il tetto è esclusivo del primo e secondo piano, qualora si facesse il cappotto termico solo a due piani, si puo’ avere l’ ecobonus?
    Gli appartamenti hanno riscaldamento autonomo.
    Possono usufruire dell’ ecobonus per sostituire le vecchie caldaie a gpl con le pompe di calore? intendo sempre riscaldamenti autonomi.
    Si può usufruire dell’ ecobonus per avere il fotovoltaico per ogni singolo appartamento ?
    L’ edificio non ha codice fiscale come condominio, ne abbiamo spese in comune.

    • Ecostili ha detto:

      Salve,

      dipende se l’intervento di isolamento termico viene fatto su una superficie che risulti maggiore del 25% della superficie totale (che comprende anche il basamento).

      Sulla sostituzione delle caldaie: al momento direi di sì ma le suggerisco di attendere ulteriori chiarimenti perchè non è chiaro se le caldaie autonome rientrano o meno (per logica sì visto che si fa il cappotto rientrano gli interventi “secondari” fra cui le caldaie, ma è sempre meglio esserne certi)

      Per il fotovoltaico: sì se, come penso, ci son+o contatori separati.

      • Auusto ha detto:

        Si i 3 appartamenti hanno il contatore dell’ energia elettrica separato. Ognuno il suo. Si potrebbero installare i pannelli solo per 2 appartamenti, visto che il tetto è esclusivo per glinappartamenti di primo e secondo piano e il piano terra non può accedervi?

  • Antonio ha detto:

    Grazie..Finalmente è tutto più chiaro.
    Si mi hanno fatto dei preventivi. Il tetto non ha un sottotetto, ma è aderente a camere con soletta, mansardato ma alto, fatto probabilmente con guaina e lana di roccia che in 35 anni sarà diventata polvere.
    La casa è libera su 4 lati e ha un piano sopra costruito 35 anni fa, mentre quello sotto è di molti anni più vecchio, ed è costruito con mattoni.
    A detta dell’impresa solo con il cappotto e tetto dovrei superare di gran lunga le 2 classi energetiche richieste.
    Poi con la pompa di calore e il fotovoltaico è sicuro che le supero.
    Per i materiali che useranno, a preventivo vengono adoperate lastre EPS mediante pannelli in polistirolo espanso sintetizzato, spess. 10 cm secondo le normative vigenti, poi tra l’altro il professionista che certificherà il tutto è dell’impresa, quindi sta a loro non rischiare di usare materiali inadatti e andare incontro a sanzioni.

    • Ecostili ha detto:

      Salve, d’accordo.

      Mi permetto alcune precisazioni:

      1) dire che “dovrei superare di gran lunga le 2 classi energetiche richieste.” mi sembra un po’ un azzardo, magari è così ma è meglio avere dei calcoli precisi fatti da un progettista che si assume la responsabilità del progetto

      2) “pannelli in polistirolo espanso sintetizzato, spess. 10 cm secondo le normative vigenti” : il sistema a cappotto dovrebbe essere certificato e i materiali isolanti rispondere ai requisiti CAM

      3) se il certificatore è dell’impresa sarà così indipendente da far notare eventuali problemi ? Se futuri controlli segnaleranno delle anomalie, la responsabilità sarà del cliente finale, cioè sua

      • Luca ha detto:

        Mi scusi non capisco una cosa, l’impresa edile fa il cappotto alla struttura, usando materiali certificati cam e secondo progetto del tecnico e termotecnico. La certificazione del sistema cappotto la faranno l’impresa e il tecnico incaricato dal committente che dovrà asseverare, quindi un doppio controllo non tutela? L’impresa edile deve avere particolari certificati per la posa del cappotto tipo UNI 11716 o altro? Se si probabilmente il 60% delle imprese sarebbe tagliato fuori? Perché nelle mie zone ci sono molte piccole imprese anche formate dal solo proprietario che sono anni che fanno cappotti termici alle case e dubito che alcuni abbiano conseguito certificazioni di posa specifiche.

        • Ecostili ha detto:

          Salve,

          il cappotto termico in Italia non è regolamentato, giusto o sbagliato che sia (per me è sbagliato ma poco importa).

          Per fare un lavoro “a regola d’arte” occorre(rebbe) rispettare due norme UNI 11715 (progettazione) e UIN 11716 (certificazione dei posatori).

          Il rispetto di queste norme non è obbligatorio, quindi chi non le rispetta non fa assolutamente nulla di scorretto (dal punto di vista legale)

          La realtà vede quindi diverse imprese che operano diversamente magari assemblando il cappotto (pannelli, colla, tasselli, ecc.) sul cantiere invece di avere un “sistema”.

          Cosa vuol dire non rispettare le norme ? Come detto dal punto di vista legale nulla. Dal punto di vista tecnico, nell’immediato non si hanno particolari problemi.

          Ma se i materiali non sono stati assemblati in maniera ottimale o la posa non viene realizzata secondo certe procedure, nel tempo il cappotto termico potrebbe avere dei problemi.

          Quindi per riassumere: il progettista deve progettare il cappotto secondo la norma, l’impresa deve fornire un sistema certificato (ETAG) e realizzare la posa secondo la norma.

          Chi si occupa della direzione lavori (che ricordiamo fa l’interesse del cliente e non dell’impresa) verifica che il lavoro sia fatto come previsto. A fine lavori il tecnico certifica il risultato ma non può andare a verificare se la colla o i tasselli sono stati posizionati male perché non si vedono più.

          Occorre quindi un controllo durante i lavori e secondo me si dimentica l’importanza della figura della direzione lavori che è invece fondamentale per l’interesse del cliente.

          Le imprese che lavorano diversamente continueranno a farlo, le norme sono state create per fare bene i lavori ma siccome non è un obbligo il rispetto delle norme UNI, ciascuno è libero di effettuare questi lavori anche in altro modo.

          • Luca ha detto:

            La ringrazio veramente per la risposta molto precisa ed esaustiva. Colgo l’occasione per porle un ultima domanda. Il salto delle 2 classi deve essere prima con il lavoro trainante (tipo cappotto) e poi si può portare dietro per esempio gli infissi, o nel calcolo delle 2 classi possono essere calcolati insieme dal termotecnico?

          • Ecostili ha detto:

            Salve, il salto delle classi deve essere conseguito dall’insieme dei lavori previsti, trainanti e “secondari”

  • Antonio ha detto:

    Buongiorno, grazie per la risposta ma in parte mi ha confuso ancora di più. Le spiego il mio dubbio più semplicemente.
    Io ho 3 preventivi già fatti.
    1- Tutta la documentazione necessaria, cappotto esterno, isolamento e rifacimento tetto € 60.000 circa.
    2- Riscaldamento, raffrescamento, con pompe di calore € 30.000 circa
    3- Impianto fotovoltaico con batteria di accumulo e colonnina per ricarica auto € 30.000 circa.
    Questi sono i preventivi che ho ed inseme mi sommano una spesa di € 120.000
    Quindi le mie domande sono:
    1- Posso avere la cessione del credito per il totale dell’importo, cioè 120.000 o il tetto per la cessione del credito è inferiore?
    2- E se volessi cambiare gli infissi e tende da sole riesco ad aggiungerli con un’altra spesa o devono rientrare in questi € 120.000?
    3- Esempio, se spendo € 15.000 per gli infissi e tende, posso arrivare € 135.000 di spesa cedibile con la cessione del credito?
    Grazie per un eventuale risposta.

    • Ecostili ha detto:

      Salve

      ecco le risposte:

      1- Posso avere la cessione del credito per il totale dell’importo, cioè 120.000 o il tetto per la cessione del credito è inferiore?

      Sì può avere la cessione del credito per gli importi previsti

      2- E se volessi cambiare gli infissi e tende da sole riesco ad aggiungerli con un’altra spesa o devono rientrare in questi € 120.000?

      Gli infissi sono ancora una spesa a parte

      3- Esempio, se spendo € 15.000 per gli infissi e tende, posso arrivare € 135.000 di spesa cedibile con la cessione del credito?

      Alcune domande da parte mia:

      1) Ha dei preventivi quindi immagino si sia fatto fare un progetto per capire se i lavori che verranno fatti le permettono di migliorare la classe energetica ?

      2) Non ricordo più se la zona del sottotetto è riscaldata o no. Se non è riscaldata il tetto non rientra nell’ecobonus.

      3) I materiali previsti per il cappotto seguono i requisiti CAM (criteri ambientali minimi) ?

      4) Il cappotto (materiale e posa) che le hanno proposto sono certificati ? Non è obbligatorio che lo siano ma sappia che non tutti i cappotto termici e le imprese che li posano sono uguali.

  • Antonino ha detto:

    la Circolare n 36/E del 31 Maggio 2007 dice che “In relazione ad alcune tipologie di interventi, inoltre, sulla base di quanto si deduce dalle disposizioni concernenti la certificazione energetica degli stessi, si rende necessario che gli edifici presentino specifiche caratteristiche quali, ad esempio: 1. essere gia’ dotati di impianto di riscaldamento, presente anche negli ambienti oggetto dell’intervento, per quanto concerne tutti gli interventi agevolabili, ad eccezione della installazione dei pannelli solari;”.

    “L’acquisto e l’installazione di un impianto fotovoltaico non rientra nel cosiddetto Ecobonus 2020, cioè il bonus del 65% previsto per gli interventi di riqualificazione energetica.

    Infatti l’Agenzia delle Entrate (con la Risoluzione n. 207/08) ha chiarito che tale agevolazione riguarda le spese finalizzate al contenimento dei consumi energetici, mentre quelle relative all’installazione di pannelli solari hanno il diverso fine principale di produrre energia pulita.”(cit)

    Ne deduco in merito al nuovo Ecobonus al 110% di detrazione, che se nell’unità abitativa come dicevo si è sprovvisti di impianto di riscaldamento, non solo non si potrà effettuare nessuno degli interventi trainanti (cappotto termico o sostituzione di impianto termico o caldaia) ma anche che in base alla sopra citata risoluzione dell’ Agenzia delle Entrate (n.207/08), e che quindi anche gli interventi secondari assimilabili come il fotovoltaico o i sistemi di accumulo, non potranno godere della detrazione al 110% (specialmente se realizzati da soli rientrerebbero nel generico bonus ristrutturazioni al 50%).

    Ma tutto ciò varrà per qualsiasi impianto fotovoltaico, oppure si potrà usufruire dell’ecobonus al 110% installando un impianto che non produca solamente energia elettrica, ma ad esempio anche acqua calda sanitaria da utilizzare anche per fare ex novo un impianto di riscaldamento (c.d. solari termici combinati)? Ed in questo caso poi sarebbe possibile abbinare insieme a questo impianto fotovoltaico anche un intervento trainante come l’installazione di pompa di calore o il Cappotto termico al 110% pur non essendovi, ripeto, in precedenza alcun impianto di riscaldamento nell’unità abitativa?

    • Ecostili ha detto:

      Salve, Il fatto che esista un precedente impianto di riscaldamento è un prerequisito. Se non c’è non si può fare nulla in quanto non si rientra nelle condizioni di abitazione principale

      • Antonino ha detto:

        Ecostili grazie per la risposta. Scusate ma il concetto di abitazione principale non va oltre il fatto che vi sia o meno un riscaldamento in una abitazione. Io posso risiedere in un appartamento privo di impianto di riscaldamento, ciò non vuol dire che non sia la mia abitazione principale.
        Inoltre lo ripeto è la stessa circolare della Agenzia delle Entrate n 36/E del 31 Maggio 2007 a stabilire che l’Ecobonus spetta negli edifici gia’ dotati di impianto di riscaldamento, per quanto concerne tutti gli
        interventi agevolabili, ma “ad eccezione della installazione dei pannelli
        solari”; quindi parrebbe che solo per questa tipologia di impianti venga meno il prerequisito di avere già installato un impianto di riscaldamento…Lo stesso interrogativo se lo sono posti quelli del Sole24Ore nel loro speciale DL rilancio qualche settimana fa. Toccherà presumo al Parlamento in fase di conversione in Legge del Decreto chiarire questi dubbi..
        Ad ogni modo se ciò non dovesse essere possibile per il DL Rilancio, presumo che entro il 31 dicembre si possa ricorrere alla installazione dei pannelli solari fotovoltaici, pur essendo sprovvisti di impianto di riscaldamento, detraendo semplicemente il 50% delle spese in 10 anni, rientrando nel c.d. bonus ristrutturazioni. Mi confermate ciò?
        Grazie

        • Ecostili ha detto:

          Salve,

          alla domanda “Ad ogni modo se ciò non dovesse essere possibile per il DL Rilancio, presumo che entro il 31 dicembre si possa ricorrere alla installazione dei pannelli solari fotovoltaici, pur essendo sprovvisti di impianto di riscaldamento, detraendo semplicemente il 50% delle spese in 10 anni, rientrando nel c.d. bonus ristrutturazioni. Mi confermate ciò?”

          la risposta è sì, per questo tipo di detrazione del 50% non è cambiato nulla, salvo il fatto che ora si può ricorrere anche alla cessione del credito.

          • Antonino ha detto:

            Grazie. Nel bonus 50% ristrutturazione potrebbero essere detratte anche le spese di APE e di asseverazione o di progettazione dei lavori.

            Inoltre volevo sapere se per avere nell’econobonus le detrazioni per le spese di sostituzione infissi al 110% bisogna seguire uno specifico intervento trainante ? Cioè si possono detrarre solo se si fa il cappotto termico, e non se un condominio sostituisce ad esempio solamente la caldaia (senza mettere cappotto) oppure in entrambi i casi ?
            Grazie

          • Ecostili ha detto:

            Salve, per un condominio gli interventi trainanti sono 2:

            1) cappotto termico
            2) sostituzione impianto di climatizzaione centralizzato

            Per rientrare nell’ecobonus occorre farne almeno 1 dei 2.
            Ovviamente ciascun intervento deve rispettare le regole previste (ad esempio il 25% della superficie per il cappotto, requisiti CAM per i materiali, ecc.)

            Se si fa 1 di questi 2 interventi allora si possono aggiungere altri interventi come infissi, ecc.

  • Antonio ha detto:

    buongiorno, vorrei sapere se le spese del tecnico per tutta la documentazione necessaria ( permessi, asseverazione, APE; ENEA ecc.) e gli infissi devo farli rientrare tutti nel tetto massimo di 60.000 euro per il cappotto, o sono calcolati a parte? Non riesco a trovare questa risposta in nessun sito. Perché solo i tecnici, per i permessi , direzione lavori, sicurezza e tutto ciò che serve mi hanno chiesto 9,000 euro e mi è rimasto poco margine per gli infissi. Grazie

    • Ecostili ha detto:

      Salve, i 60.000 € sono solo per gli interventi sulle superfici OPACHE, quindi le pareti.

      Per gli infissi ci si deve rifare a quanto indicato nel sito dell’ENEA, qui non riesco a mettere il link (cerchi su Google: enea serramenti infissi).
      In breve: Per gli occorre tenere presente la DETRAZIONE MASSIMA (non la spesa massima ma la detrazione massima) che è di 60.000 €.
      Il massimale di spesa dipende dalla % di detrazione.
      Prima la % di detrazione era del 50% per cui si poteva spendere al massimo 120.000 €
      Ora la percentuale di detrazione è del 110%, ne consegue che la spesa massima sarà = 60.000 / 110 * 100 = 54.545€

      Sulle spese tecniche : il decreto indica che “Rientrano tra le spese detraibili per gli interventi di cui al presente articolo quelle sostenute per il rilascio delle attestazioni e delle asseverazioni”. Non vengono citate esplicitamente le attività di progettazione e direzione lavori, quindi non saprei dire se rientrano o meno. Vedremo se ci saranno delle precisazioni nel testo finale della legge. Prima di dare soldi a qualcuno aspetterei per avere chiari tutti questi elementi.

      I 9.000 € non c’entrano nulla con gli infissi.

  • Gianfranco ha detto:

    Buongiorno siamo un condominio che necessita di alcuni interventi di miglioramento energetico.
    Vorremmo coibentare il soffitto del piano piloties per migliorare gli appartamenti del piano primo, rifare la terrazza di copertura (lastrico solare) con coibentazione adeguata e rifare tutti gli infissi degli appartamenti. Sono tipologie ammesse ?
    Per gli impianti ogni appartamento ha una caldaia autonoma. Mi sembra di capire che gli impianti autonomi non sono compresi ma dovrebbero essere condominiali. E’ corretto ? Oppure possiamo prevedere la sostituzione delle caldaie attuali a gas con caldaie a condensazione ?
    Grazie, Gianfranco

    • Ecostili ha detto:

      Salve

      Per la coibentazione occorre verificare che la superficie oggetto di intervento di isolamento termico sia superiore al 25% della superficie totale.

      Gli infissi rientrano come intervento “secondario”, se si fa l’isolamento termico (intervento “principale”) allora gli infissi nei singoli appartamenti rientrano nell’ecobonus.

      Per le caldaie autonome a mio avviso vale lo stesso discorso degli infissi: effettuando un intervento “principale” come quello dell’isolamento termico allora si possono poi collegare gli interventi “secondari” fra cui ci sono anche le caldaie a condensazione dei singoli appartamenti. Suggerisco di attendere maggiori chiarimenti su questo punto.

  • Alessandra Ciangoli ha detto:

    Buongiorno,
    ho un appartamento in affitto e sarebbe utile rifare il pavimento, ma anche qualche lavoro interno per migliorarne l’efficienza energetica. Ho letto in giro che scatta l’ecobonus (quello pavimenti in particolare) anche per i proprietari di seconde e terze case che hanno l’appartamento in un edificio dove saranno previsti lavori sostenuti appunto con l’ecobonus. E’ corretto quello che ho letto? Potrei usufruire di questo bonus anche io se nel palazzo partiranno i lavori grazie all’ecobonus?
    Grazie per l’attenzione, Alessandra

    • Ecostili ha detto:

      Salve, l’ecobonus, se in condominio, vale anche per le seconde case.
      La sostituzione dei pavimenti, in sé, non è un intervento di riqualificazione energetica e quindi non rientrerebbe nell’ecobonus.

      • Alessandra Ciangoli ha detto:

        Grazie della risposta. Integro meglio ciò che ho scritto sopra. Non si tratta solo di sostituiresemplicemente il pavimento, ma piuttosto di isolarlo. Nel certificato Ape c’è scritto che sarebbe necessario un intervento di coibentazione. L’appartamento è al primo piano, ed ha problemi di umidità e in parte pare che vengano da sotto il pavimento. In questo modo la questione è diversa?

        • Ecostili ha detto:

          Salve,

          occorre che l’isolamento sia realizzato fra una zona riscaldata e una zona non riscaldata.
          Se sotto il suo piano c’è una zona non riscaldata allora l’isolamento termico del pavimento può rientrare nel complesso dei lavori di riqualificazione energetica.

          Da quello che mi dice sui problemi di umidità andrebbe approfondito l’argomento per capire se non si tratta di umidità da risalità.
          In questo caso si dovrebbe intervenire sul problema ed evitare che l’umidità risalga verso l’alto.

          • Alessandra Ciangoli ha detto:

            Perdoni ancora l’imprecisione! L’appartamento è al piano terra, non al primo piano. E’ leggermente rialzato, ma sotto non c’è nulla, non ci sono cantine o magazzini insomma, per cui al di sotto di sicuro non c’è un ambiente riscaldato. Gli inquilini mi hanno anche detto che d’inverno il pavimento risultava addirittura bagnato. Per quanto riguarda l’umidità da risalita non è da escludere anzi, per di più l’appartamento si trova vicinissimo al mare, quindi l’umidità è costante tutto l’anno.

          • Ecostili ha detto:

            Salve, in effetti avevo quest’impressione. La prima cosa che deve far verificare è il problema dell’umidità di risalita che deve essere risolto prima di pensare ad interventi di isolamento.
            Ci sono diverse soluzioni in proposito, deve prendere contatti con un tecnico che possa analizzare il problema sul posto e proporle la soluzione più adatta.

          • Alessandra Ciangoli ha detto:

            La ringrazio per la delucidazione! Immagino che le verifiche per capire il tipo di umidità non abbiano a che fare con sopralluoghi, interventi ecc… che rientrino nell’ecobonus, è corretto?

          • Ecostili ha detto:

            Salve, se sono controlli specifici per questo problema allora no.

  • Gianluca ha detto:

    Buongiorno, è possibile sfruttare l’ecobonus al 110% per un impianto fotovoltaico in isola? Quindi senza cedere l’energia in surplus al servizio elettrico? (Sempre tenendo conto che devo fare altri lavori quali isolamento e pompa di calore) grazie

  • rosario ha detto:

    Buongiorno, ho un dubbio se un proprietario vuole vendere un vecchio casale e io lo acquisto e faccio un ristrutturazione nella quale tiro fuori 6 unità immobiliari (anche con demolizione e ricostruzione ) con destinazione d’uso residenziale , posso usufruire del superbonus al 110 % con la spesa di 136.000,00 ad unità?
    se aggiungo il fotovoltaico posso superare quella cifra?
    Grazie

    • Ecostili ha detto:

      Salve,

      In caso di demolizione e ricostruzione può ricorrere al sismabonus.
      Se al momento dei lavori l’edificio risulta essere una solo unità abitativa la spesa non può moltiplicarla per 6.

  • Ilenia ha detto:

    Le spese del geometra rientrano nel bonus 110 e hanno un tetto massimo? Se teoricamente lo accettasse potrebbe farmi lo sconto in fattura? Saluti e complimenti per il vostro lavoro

    • Ecostili ha detto:

      Salve, sì in quanto il decreto indica che: “Rientrano tra le spese detraibili per gli interventi di cui al presente articolo quelle sostenute per il rilascio delle attestazioni e delle asseverazioni”

      Al momento non è previsto un tetto massimo di spesa per questo intervento.

      Sullo sconto in fattura occorre attendere gli aggiornamenti che verranno in fase di conversione in legge in quanto vi sono proposte in tal senso. Al momento la possibilità esiste, è necessario che venga reso più semplice per i professionisti poter concedere lo sconto in fattura e recuperare gli importi in tempi sufficientemente brevi.

    • Loredana ha detto:

      Ma il sismabonus può essere utilizzato anche se la zona in cui è ubicato l’immobile non è zona sismica?

      • Ecostili ha detto:

        Salve, il sismabonus è previsto per le zone sismiche 1,2,3.
        Se l’edificio è in zona 4 allora non puo’ accedere al sismanbonus

  • simonetta ha detto:

    buongiorno,
    domanda molto semplice. Case bifamiliari senza alcuna parte in comune sono attualmente considerate come case singole, corretto?
    Di conseguenza si potrebbe usufruire dell’ecobonus, ovviamente se ci sono i presupposti, senza coinvolgere i vicini.
    grazie
    Simonetta

    • Ecostili ha detto:

      Salve, se non ci sono parti in comune allora si tratta di unifamiliari ma sarebbe necessario avere qualche informazione in più per capire il caso specifico.

      • Loredana ha detto:

        Se fosse solo il vano scale in comune e quindi i muri perimetrali che danno sul vano scale, in caso che l’intervento non riguardi queste parti posso beneficiare dell’ecobonus? se sì devo comunque chiedere l’autorizzazione ai vicini?

        • Loredana ha detto:

          mi spiego meglio, la casa in questione ha un suo ingresso separato ma anche uno comune dal vano scale perché trattasi di vecchia casa di cortile in cui praticamente ogni stanza o quasi aveva un suo accesso. Quindi ovvio che non sia totalmente indipendente perché c’è questo vano scale comune ad altre unità immobiliari. Mi chiedo come deva essere considerata una tale casa?? Immagino a questo punto che non possa essere considerata unifamigliare…. però ripeto, se gli interventi io li realizzassi in tutta la casa meno che nella parte che dà sul vano scale potrei beneficiare dell’ecobonus? e se si per quale intervento, solo per il cappotto o anche per la sostituzione dell’impianto di riscaldamento autonomo?

          • Ecostili ha detto:

            vista la situazione, occorre eseguire un intervento “trainante” (cappotto termico”) sulle parti comuni di tutto l’edificio.
            In questo caso è tutto l’edificio che deve migliorare la classe energetica.

            Se si fa questo si possono aggiungere gli interventi nei singoli alloggi.

  • Luca ha detto:

    Salve, se faccio già dei lavori di ristrutturazione interna perche 40000euro che non hanno a che vedere con l’ecobonus, posso aggiungere gli altri massimali di spesa previsti per isolamento 60000 e fotovoltaico 48000 che farei con lo sconto in fattura o comunque non dovrei superare i 96000 euro?
    Gli infissi rientrano con il cappotto nei 60000 euro o hanno un massimale staccato da questo?
    Grazie

    • Ecostili ha detto:

      Salve, sì se poi cede il credito ad impresa o banca.
      Gli infissi hanno un massimale a parte. I 60.000 € sono per l’isolamento delle superfici opache (pareti).

  • Cristina ha detto:

    Buongiorno,
    Sono proprietaria di una seconda casa di cui è usufruttuaria mia mamma, per la quale è l’immobile è prima casa. Ha diritto ad ottenere l’ecobonus per i lavori per i quali è previsto?

    • Ecostili ha detto:

      Salve si ha diritto.

      L’agevolazione è prevista per:
      – proprietari o nudi proprietari;
      – titolari di un diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione o superficie);
      – locatari (affittuari) o comodatari;
      – soci di cooperative divise e indivise;
      – imprenditori individuali, per gli immobili non rientranti fra i beni strumentali (investimenti che l’azienda utilizza per il suo funzionamento) o fra i beni merce;
      – soggetti indicati nell’articolo 5 del TUIR, che producono redditi in forma associata (società semplici, in nome collettivo, in accomandita semplice e soggetti a questi equiparati, imprese familiari), alle stesse condizioni previste per gli imprenditori individuali.

  • Daniele ha detto:

    Buonasera,
    il mio appartamento è in un condominio di 2 unità (inclusa la mia).
    Non c’è un impianto di riscaldamento centralizzato, quindi entrambi gli appartamenti hanno la propria caldaia e .
    Considerato che è stato già realizzato cappotto in passato, per poter rientrare nell’ecobonus 110% (oltre a salire di 2 classi energetiche) sarebbe necessario realizzare un’impianto di riscaldamento centralizzato o anche autonomo, eventualmente per entrambi gli appartamenti?
    Grazie!

    • Ecostili ha detto:

      Salve, al momento sì, poi è possibile che ci siano delle modifiche in fase di conversione in legge.
      In ogni caso l’eventuale impianto centralizzato deve consentire di migliorare la classe energetica, come previsto dalla norma.

  • Fabiola ha detto:

    Buona sera.
    Vorrei sapere se nella ristrutturazione dell’ecobonus ci sono margini di aumento mq di un’abitazione unifamiliare? Grazie

  • luca ha detto:

    buongiorno,
    sto per acquistare una seconda casa che si trova all’interno di un condominio. una volta acquistato l’immobile sono costretto a fare dei lavori di installazione dell’impianto di riscaldamento autonomo perché l’impianto centralizzato che c’era in precedenza, è stato dismesso.
    mi chiedevo se questo intervento di creazione dell’impianto autonomo sarebbe coperto dall’ecobonus 110%.
    il condominio non ha lavori da eseguire sul vecchio impianto centralizzato perché sono stati tutti eseguiti in precedenza.
    grazie,
    Luca

    • Ecostili ha detto:

      Salve, l’intervento previsto non le consente quasi certamente di migliorare la classe energetica di 2 livelli quindi non rientra nell’ecobonus 110%

  • dolores ha detto:

    Salve, ho letto prima su posto che la prima cosa da fere è rivolgersi a un tecnico per redazione dell’APE e del computo metrico (a mio avviso) che poi andrà vistato da un riconosciuto (mi sembra ).
    Il committente deve dare l’incarico al tecnico che però non può fare lo sconto in fattura o prendere il credito d’imposta direttamente, mentre questo lo può ricevere dall’impresa dopo che la stessa abbia a sua volta ricevuto la cessione del credito d’imposta/sconto in fattura dalla committenza , non è un’incongruenza ? Cioè il tecnico deve lavorare gratis confidando che poi l’impresa gli dia l’incarico per la progettazione definitiva? mi pare che sia cosi aspetto conferma , Grazie

    • Ecostili ha detto:

      Salve, su questo punto ritengo ci saranno (spero) dei chiarimenti ulteriori. Ad ogni modo il decreto prevede che siano compresi anche i costi di asseverazione. Detto questo il tecnico farà la sua relazione ed emetterà la fattura per il suo intervento. Se la relazione prevede che i lavori previsti permetteranno di rientrare nell’ecobonus (miglioramento classe energetica, ecc.), allora anche questi costi rientreranno negli importi che si possono detrarre.

      Quindi il committente questi importi spettano al professionista per avere l’APE, computometrico, ecc. Che poi questi costi possano essere detraibili al 110% dipende se il tutto rientra nel contesto dell’ecobonus e questo lo si sa appunto nella definizione del progetto. Tenga conto che nella procedura è prevista anche la richiesta del “visto di conformità” che confermi che il committente abbia diritto, dal punto di vista fiscale, alla cessione del credito. Se non può cederlo, dovrà pagare i professionisiti e le imprese e poi portare in detrazione i costi.

  • Dolores ha detto:

    Buonasera, ho notato in un precedente post che la prima cosa che deve fare un committente è rivolgersi a un tecnico per la redazione dell’APE e anche (secondo me) il computo metrico che poi se ho capito bene sarà sottoposto a un visto fiscale.
    1)Però se il committente dà l’incarico al tecnico, questo a sua volta può ricevere il credito d’imposta/sconta in fattura o deve sempre mettersi d’accordo con l’impresa che farà lo sconto in fattura al committente;

    • Ecostili ha detto:

      Salve, su questo punto suggerisco di aspettare la conversione in legge del decreto e le linee guida dell’Agenzia delle Entrate. In alcuni incontri si è accennato alla proposta di poter portare in detrazione le spese per la diagnosi preliminare scollegando questa parte dalla successiva fase di esecuzionedi lavori. Al momento si tratta solo di proposte, vedremo se saranno inserite nella versione definitiva della norma.

  • Francesco C. ha detto:

    Buongiorno. Se possibile vorrei un consiglio. Sono possessore di un rudere (collabente F/2) che vorrei ristrutturare per andarci a vivere con la mia famiglia. Da una prima valutazione mi è stato detto che la struttura così com è attualmente non ha i requisiti per beneficiare dell’ecosismabonus 110% (per mancanza di allacci alla rete idrica, elettrica, ecc) pertanto la soluzione potrebbe essere l’agevolazione Sismabonus dell’80% effettuando lavori di demolizione e fedele ricosrruzione. È esatto quanto mi è stato detto? È conveniente quest’ultima possibilità? Grazie mille per l’aiuto

    • Ecostili ha detto:

      Buongiorno,
      ritengo che la risposta che le hanno dato sia corretta e che sia anche conveniente dato che può recuperare l’80% dei costi.

      • Francesco C. ha detto:

        Grazie mille. Gentilissimi

      • walter ha detto:

        recuperare l’80% dei costi cosa significherebbe? si demolisce e si costruisce fedele ricostruzione ma tutti i lavori da fare, tetto, cappotto, infissi, caldane, solai impianti elettrici e idrici, allacciamenti ecc ecc si recupera 80 % dei lavori? esempio: per fare tutto ciò la ditta preventiva 230000 euro, 80% che recupero cedendo alla ditta il credito è 184000, io di tasca mia, spenderei solo 46000???

      • Francesco C. ha detto:

        Buongiorno. Mi sorge un dubbio. Usufruendo della detrazione Sismabonus 80% e quindi effettuando demolizione-fedele ricostruzione per un importo max di 96mila €, tali costi sono anticipati dall’impresa o devo sborsare del denaro io per iniziare? Ovviamente attingendo allo sconto in fattura. Grazie tante

        • Ecostili ha detto:

          Salve, se ricorre allo sconto in fattura l’impresa le invierà fattura con l’importo lavori e con uno sconto del 100%, per cui l’importo da pagare sarà 0.

  • Chiara ha detto:

    Buongiorno, sono unica proprietaria di una casa indipendente composta da 3 piani e due unità immobiliari. La spesa massima per mettere ipoteticamente l’isolamento cappotto sarebbe di 60.000 euro x due (essendo due ui)?
    Potrebbe rientrare anche una serra bioclimatica da realizzare su una copertura piana/terrazzo di 60 mq circa presente al mio piano primo?
    Oltre al cappotto vorrei rifare le due caldaie e mettere un fotovoltaico. Può essere possibile secondo Lei? Devo rivolgermi per prima cosa ad un termotecnico? Sembra impossibile rifare tutto ciò senza versare un euro….Grazie mille per la cortese risposta

    • Ecostili ha detto:

      Salve, di seguito le invio le risposte:

      La spesa massima per mettere ipoteticamente l’isolamento cappotto sarebbe di 60.000 euro x due (essendo due ui)?
      SI

      Potrebbe rientrare anche una serra bioclimatica da realizzare su una copertura piana/terrazzo di 60 mq circa presente al mio piano primo?
      NO

      Oltre al cappotto vorrei rifare le due caldaie e mettere un fotovoltaico. Può essere possibile secondo Lei?
      Se lei fa il cappotto allora può collegare altri interventi “secondari” come la sostituzione delle caldaie autonome (che devono avere caratteristiche precise)

      Devo rivolgermi per prima cosa ad un termotecnico?
      Per prima cosa deve definire l’APE (Attestato di prestazione energetica) dell’edificio prima dei lavori e poi farsi fare un progetto lavori che stabilisca caratteristiche tecniche ed economiche degli interventi per essere certi di poter migliorare la classe energetica come richiesto dalla norma. Si parte sempre dal progetto altrimenti si rischia di procedere al buio e avere dei problemi alla fine.

      Sembra impossibile rifare tutto ciò senza versare un euro….
      Lo spirito del decreto è quello, va detto che il decreto dice che si possono detrarre le spese “sostenute per il rilascio delle attestazioni e delle asseverazioni”.
      Va ricordato che in questo contesto dell’ecobonus (come anche prima del resto) occorre prevedere che venga fatto un progetto lavori e ci sia anche una direzione lavori che è nell’interesse del cliente perchè tutto venga fatto come previsto.
      Le spese di queste attività, altrettanto necessarie, non sono espressamente citate nel decreto. In molti dicono che saranno incluse nella fase di conversione in legge del decreto.
      Al momento però il dubbo resta.

      • rosario ha detto:

        Buonasera, con riguardo al punto 3 ,se ho una situazione in cui ho due unità indipendenti ,ma contigue vecchi fabbricati che si trovano nei centri storici delle città, con due proprietari distinti , è chiaro che quando intervengo con il cappotto su un’unità mi ritrovo che su un lato non potrò intervenire.
        Mi chiedo se questa casistica mi permette di intervenire anche con l’impianto autonomo di riscaldamento ancorché vi è quella contiguità. In poche parole non vorrei essere costretto a fare l’impianto centralizzato per ottenere il 110%.
        Grazie in anticipo

        • Ecostili ha detto:

          Salve, probabilmente su questo punto ci saranno ulteriori chiarimenti in fase di conversione in legge. In questo momento si può dire che l’edificio unifamiliare prevede la proprietà esclusiva. La legge in generale presume che il muro divisorio sia in comproprietà tra i confinanti per cui in questo caso non c’è una proprietà esclusiva dell’edificio.

  • Dolores ha detto:

    Buonasera, mi chiedo se i 30.000 euro dell’impianto si possono aggiungere ai 60.000,00 euro del cappotto, come all’importo del fotovoltaico.
    Grazie

    • Ecostili ha detto:

      Buonasera, sono 3 massimali di spesa autonomi fra loro:

      1) il limite per l’isolamento termico è di 60.000 €
      2) quello per l’impianto di climatizzazione è 30.000 €
      3) quello per il fotovoltaico è di 48.000 €

  • FRANCESCO MARIA PASCUZZI ha detto:

    Salve,
    sto riqualificando casa con un termopompa professionale. Già in possesso della certificazione APE salendo di 4 classi energetiche con la sola pompa certamente potrò usufruire dell’ecobonus del 110% posso anche installare dei recuperatori di calore VMC puntuale beneficiando sempre dell’ecobonus come intervento secondario. Grazie

    • Ecostili ha detto:

      Salve, non ho capito se la sua è una domanda o una affermazione.
      Se installa una pompa di calore allora può collegare gli interventi secondari fra cui la VMC.
      L’insieme degli interventi dovranno permettere il miglioramento di 2 classi energetiche

  • Luigi ha detto:

    Buongiorno,
    posso chiederle un parere relativo alla mia fattispecie?
    – villa bifamiliare in cui le unita’ immobiliari sono dotate di impianto di riscaldamento autonomo.
    – entrambe le unita’ immobiliari sono appartenenti allo steso proprietario e con un impianto fotovoltaico gia’ installato (privo delle batterie di accumulo)

    – previste opere sulle superfici opache dell’intero edificio superiori al 25% della superficie lorda
    – prevista sostituzione degli infissi
    Assumendo che questi interventi siano sufficienti per il miglioramento di due classi energetiche.

    Le chiedo:
    A. l’istallazione di dispositivi di accumulo (batterie) per il fotovoltaico esistente sarebbe incentivabile al 110%?
    B. L’istallazione di un nuovo impianto fotovoltaico condominiale sarebbe incentivabile al 100%
    C. la sostutuzione degli impianti per il riscaldamento (attualmente autonomi) con un unico impianto centralizzato ( basato su pompa di calore) consentirebbe l’accesso all’incentivazione del 110%?
    D. Mi e’ parso di capire che l’istallazione di solare termico [ condominiale ] sia una opera accessoria; quale massimale di spesa e’ previsto? rientrerebbe nel computo del massimale della sostituzione dell’impianto termico condominale o e’ previsto un “budget” a se stante?

    la ringrazio del parere.

    • Ecostili ha detto:

      Salve, di seguito le risposte alle sue domande

      A. l’istallazione di dispositivi di accumulo (batterie) per il fotovoltaico esistente sarebbe incentivabile al 110%?

      SI

      B. L’istallazione di un nuovo impianto fotovoltaico condominiale sarebbe incentivabile al 100%

      E’ da verificare in quanto lei ha già un impianto

      C. la sostutuzione degli impianti per il riscaldamento (attualmente autonomi) con un unico impianto centralizzato ( basato su pompa di calore) consentirebbe l’accesso all’incentivazione del 110%?

      SI

      D. Mi e’ parso di capire che l’istallazione di solare termico [ condominiale ] sia una opera accessoria; quale massimale di spesa e’ previsto? rientrerebbe nel computo del massimale della sostituzione dell’impianto termico condominale o e’ previsto un “budget” a se stante?

      E’ previsto un budget a parte ma se intende installare la pompa di calore non ha molto senso pensare al solare termico

  • Sandro Foschiano ha detto:

    Buona sera,
    abito e sono proprietario di una villa a schiera ( e precisamente la quinta di sei villette) con riscaldamento autonomo e impianto di climatizzazione. Vorrei installare un impianto fotovoltaico a isola con pompa di calore e tinteggiare le due facciate esterne della casa. Con questi lavori posso ottenere l’agevolazione ecobonus 110% , con cessione del credito.
    Grazie per la risposta. Sandro

    • Ecostili ha detto:

      Salve,

      le villette a schiera rientrano nel concetto condominiale se (come capita quasi sempre) hanno delle parti in comune (giardino, impianti di illuminazione condominiale, ecc.). In tal caso le verifiche sulla riqualificazione energetica (basate sul miglioramento della classe energetica) sono fatte su base condominiale. Se non ci saranno modifiche nella conversione in legge occorre quindi che il migioramento della classe energetica sia ottenuto a livello condominiale.

      • Angelo ha detto:

        Quindi una villetta a schiera non potrebbe cambiare il proprio impianto termico? Io sono in un condominio, anzi supercondominio dato che vivo in un residence di 144 villette a schiera divise in 15 schiere, ragionando su base condominiale devo sperare che 50 ville facciano i lavori? Io credo che il termine condomino dovrebbe valere per chi condivide impianti, ma non le singole villette autofunzionali che a mio parere sono considerabili edifici unifamiliari aggregati

      • Giuseppe Giannetto ha detto:

        Il concetto che il miglioramento di due classi sia ottenuto a livello condominiale cosa sovraintende? Che tutte le ui presenti, con impianto autonomo, migliorino di due classi o che un valore medio migliori di due classi?

  • corrado ha detto:

    Buongiorno, nel caso di demolizione/ricostruzione della parte fuori terra di una villetta degli anno ‘70, passando da classe G a classe A3 antisismica, e mantenendo la volumetria precedente si può accedere alle agevolazioni? Se sì esiste un importo totale massimo detraibile per l’ecobonus a parte quello relativo ad ogni specifico intervento? Le agevolazioni al 50% relative alla ristrutturazione sono utilizzabili anche se si ha avuto accesso a Ecobonus e sismabonus? Grazie

    • Ecostili ha detto:

      Salve è possibile usufruire del sismabonus per gli interventi di demolizione e ricostruzione. L’intervento di demolizione e ricostruzione deve essere qualificato come “ristrutturazione edilizia” e non come intervento di “nuova costruzione” al fine di usufruire del sismabonus.

      Il limite massimo di spesa consentito è di 96.000 euro moltiplicato per il numero di unità immobiliari che compongono l’edificio.

      • Giuseppe Giannetto ha detto:

        Se oltre ad effettuare il miglioramento/adeguamento sismico si migliora con la ricostruzione la prestazione energetica di due classi grazie a cappotto intero edificio (composto da più sub-condominiale) é incrementale l importo di 98.000 con altri 60.000 moltiplicati per il numero di u.i. esistenti?

  • Lea testa ha detto:

    Buongiorno, noto che c’è poca chiarezza, al di là dei decreti attuativi da attendere:
    il mio condominio aveva già avviato procedure per cappotto termico e rifacimento facciate (capitolato fatto poi tutto interrotto causa Covid) quindi mi chiedo se nel caso di realizzazione di cui sopra, posso approfittare di medesima agevolazione (bonus 110%) per sostituire infissi e caldaia del mio appartamento. Grazie

    • Ecostili ha detto:

      Salve, in uno speciale sull’Ecobonus al 110% apparso sul Sole24Ore nei giorni scorsi si pone la stessa domanda: sapendo che in condominio sono necessari interventi sulle parti comuni (isolamento termico e/o caldaia centralizzata) come vengono gestiti eventuali interventi nei singoli alloggi ? Io suggerisco di aspettare chiarimenti in merito. Sul nostro sito e sugli altri canali (Facebook e Youtube) provvederemo a pubblicare gli aggiornamenti che avverranno nelle prossime settimane.

  • Francesco ha detto:

    Salve ho una villetta in fase di costruzione si può accedere a qualche bonus ?

  • Dolores ha detto:

    Buon pomeriggio, ho già un progetto in itinere nel quale avevo previsto rinforzo sismico locale ,rinnovo climatizzazione invernale e infissi. Trattasi una villa autonoma .
    Vorrei sapere se in questa caso raggiungendo il miglioramento sismico di una/due classi basterebbe ad detrarre anche gli infissi al 110% o per forza di cose devo raggiungere anche il miglioramento energetico di due classi.
    Grazie.

    • Ecostili ha detto:

      Salve, le finestre sono collegate all’ecobonus e non al sismabonus.

      • Dolores ha detto:

        quindi posso collegarlo alla sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale con impianti a pompa di calore ecc.……considerando il miglioramento di due classi?

        • Ecostili ha detto:

          Sì, se sostituisce l’impianto di climatizzazione installando una pompa di calore allora può includere altri interventi come gli infissi (fermo restando il migioramento della classe energetica).

          • Dolores ha detto:

            Ultimo dubbio . Ma la spesa degli infissi sarebbe inglobata nei 30.000,00 euro o povrebbe essere aggiunta?

          • Ecostili ha detto:

            Salve, la spesa per gli infissi non rientra nei 30.000 (spesa massima per l’impianto di climatizzazione). Per la sostituzione di finestre comprensive di infissi la detrazione riconosciuta è pari al 50% della spesa, entro il limite massimo di 60.000 euro.

  • rosario ha detto:

    Buona sera, mi chiedo se avendo due unità immobiliari separate, una al piano terra e l’altra al piano primo con due famiglie distinte e relativi impianti di riscaldamento autonomi, posso applicare la casistica c degli interventi principali senza ricorrere all’impianto centralizzato? Grazie in anticipo

    • Ecostili ha detto:

      Buonasera, se ci sono 2 unità non si rientra nell’edificio unifamiliare e quindi non vale quanto definito nel punto c)

      • rosario ha detto:

        Salve di nuovo, ma se faccio un cappotto termico interno/esterno solo su una unità a quel punto mi pare che si possa intervenire anche sull’impianto di climatizzazione invernale in maniera autonoma senza coinvolgere l’altra unità vero?
        Anche perché io non posso convincere l’altra parte se non vogliono fare l’impianto centralizzato.
        Grazie ancora.

        • Ecostili ha detto:

          Salve, per rientrare nell’ecobonus la classe energetica viene calcolata (prima e dopo i lavori) sull’intero edificio e non solo sulla sua unità. Per gli impianti di climatizzazione invernale: l’ecobonus vale solo per quelli di unita unifamiliare (1 sola unità) o per impianti centralizzati di unità non unifamiliari (da 2 unità in su).

          Può fare il cappotto e intervenire sulla caldaia nel suo appartamento ma non rientra nell’ecobonus al 110% ma negli altri incentivi (ad esempio il 65%).

        • Ecostili ha detto:

          Salve, rispetto alla mia risposta alla sua domanda sull’eventuale intervento sull’impianto di climatizzazione autonomo : ho fatto alcune verifiche e ritengo sia più corretto dire che se si fa il cappotto termico su almeno il 25% della superficie complessiva (dell’intero edificio e non delle singole abitazioni unifamiliari) migliorando la classe energetica (sempre dell’intero edificio) allora rientrano nell’ecobonus anche altri interventi realizzati sulle singole unità. Il Governo ha parlato espressamente di infissi ma sarebbe logico a questo punto pensare anche alla caldaia autonoma. Su questo punto consiglio di aspettare che venga chiarito meglio durante la conversione in legge del decreto.

  • Tina Rinaldi ha detto:

    Buongiorno, volendo effettuare un impianto exnovo di riscaldamento autonomo (quindi staccarmi da quello centralizzato condominiale) potrei rientrare nelle agevolazione fiscali ecobonus previste dal Dpcm maggio 2020?
    grazie

  • Manuele ha detto:

    Buongiorno, scusate ma se nella mia palazzina di 7 appartamenti, edificio unico con due entrate, una a servizio di 4 unità e una a servizio di 3, faccio la diagnosi energetica dell’intero edificio, poi coibento l’entrata a servizio delle 3 unità, il singolo tetto a solo servizio del mio appartamento (1p) e quello sotto (pt) e relative pareti dei due appartamenti, come viene calcolato se l’edifico avrà raggiunto le due classi richieste? Verrà fatto un esame per la sola parte interessata ai lavori o a tutta la palazzina? Inoltre se gli infissi li cambio solo su un appartamento? Grazie mille per l’aiuto.

    • Ecostili ha detto:

      Salve, la classe energetica viene verificata sull’intero edificio. Se si fa un intervento a livello di edificio allora rientrano anche gli interventi effettuati sui singoli alloggi, come ad esempio gli infissi.

  • Paolo F ha detto:

    Buongiorno,
    sono uno dei 4 condomini di una palazzina quadrifamiliare. L’ipotetico intervento comporterebbe:
    – la realizzazione del cappotto esterno limitatamente al 50% della superficie totale della palazzina, in corrispondenza cioè di sole due unità abitative indipendenti che sono poste una sopra all’altra (la superficie esterna che ingloba gli altri due appartamenti non sarebbe interessata all’intervento)
    – la concomitante sostituzione, nelle due abitazioni interessate all’intervento, dei due rispettivi sistemi autonomi di riscaldamento con caldaie a condensazione e la sostituzione dei due rispettivi sistemi di infissi,

    QUESITO:
    ai fini dei requisiti per l’ottenimento dell’agevolazione ecobonus 110%, l’intervento descritto comporterebbe comunque l’obbligo del conseguimento del miglioramento delle 2 classi energetiche a livello complessivo di INTERA PALAZZINA (4 unità abitative) o SOLO LIMITATAMENTE alla porzione di palazzina a cui sono stati riferiti gli interventi (e quindi ai soli due appartamenti oggetto di riqualificazione energetica)?
    Molte grazie per un vostro cortese riscontro e cordiali saluti. Paolo F

    • Ecostili ha detto:

      Salve, la classe energetica viene verificata sull’edificio nel suo complesso, quindi è tutto l’edificio che deve migliorare di 2 classi.

      • Filippo ha detto:

        Salve, scusi ma per “tutto l’edificio deve migliorare di 2 classi” si intende che ogni singola unità immobiliare deve salire o la media di tutte le unità calcolate come oggetto unico?
        Ossia:
        se 1 solo appartamento su 40 non “salta” di due classi questo esclude l’ecobonus a tutti?

        Lo chiedo perché non sembrerebbe previsto l’APE di tutto l’edificio per i condomini a riscaldamento autonomo… come si risolve questo apparente paradosso? Grazie mille

        • Ecostili ha detto:

          Salve, nella fase di conversione in legge del decreto ci saranno molto probabilmente dei chiarimenti. Al momento rimane richiesto che l’intero edificio migliori di 2 livelli la classe energetica. E’ vero che l’APE condominiale non ha valore ufficiale, ma c’è una differenza fra classe energetica e APE. In realtà nel decreto si chiede che l’intero condoninio migliori la sua classe energetica o sarebbe meglio dire “l’indice di prestazione energetica globale non rinnovabile” (EPgl,nren) che è un indicatore che dice quanta energia non rinnovabile (al metro quadro) occorre per:

          1) la climatizzazione invernale (EPh,nren)
          2) la climatizzazione estiva (EPc,nren)
          3) la produzione di acqua calda sanitaria (EPw,nren)
          4) la ventilazione meccanica (EPv,nren)

          Questo indicatore da cui deriva la classe energetica deve essere calcolato sull’intero edificio.

  • Davide ha detto:

    Salve, una casa oggetto di condono edilizio con legge 47/1985 può usufruire del bonus 110%?

  • francesco ha detto:

    Non è chiara la tipologia del “secondo intervento principale” ovvero se, per usufruire del superbonus, basta la sola sostituzione della caldaia con la pompa di calore oppure bisogna intervenire su tutto l’impianto (caldaia, tubi di distribuzione e terminali)?

    • Ecostili ha detto:

      Salve, è sufficiente sostituire la caldaia esistente con una pompa di calore. Non è necessario sostituire la parte di distribuzione o i terminali. Più in generale occorre che gli interventi migliorino la classe energetica dell’edificio

    • Ecostili ha detto:

      Salve, rispetto alla mia risposta se occorre intervenire anche sulla parte di distribuzione ritengo sia meglio attendere ulteriori chiarimenti che si spera arrivino nella fase di conversione in legge del decreto.

  • Enzo ha detto:

    Salve mi potete dire se le spese per il capitolato di appalto, direzione lavori e ponteggi sono incluse nell’ecobonus110. Grazie

    • Ecostili ha detto:

      Buongiorno, sì sono incluse. Il comma 15 afferma che “15. Rientrano tra le spese detraibili per gli interventi di cui al presente articolo quelle sostenute per il rilascio delle attestazioni e delle asseverazioni di cui ai commi 3 e 13 …” Per quel che riguarda i costi dei lavori, già con i bonus precedenti, la detrazione comprende anche i costi dei ponteggi e tutto ciò che è necessario per la realizzazione dei lavori.

  • Francesco ha detto:

    Perchè si va in deroga alla legge 10 solo in caso di installazione di pompa di calore inferiore a 12Kw? Quale è la normativa di riferimento? Per sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale si intende la sola sostituzione del generatore di calore con la pompa di calore o bisogna sostituire anche la distribuzione e/o i terminali?

    • Ecostili ha detto:

      Buongiorno, la deroga è in base all’articolo 8 del decreto legislativo n° 192 del 19 Agosto 2005
      Nell’articolo abbiamo inserito il link al decreto e corretto un refuso: in caso di pompa di calore la potenza deve essere inferiore a 15 kW

  • Corrado Mainini ha detto:

    Una villa con APE in classe D ,ha bisogno del cappotto termico?

  • Papetti elisabetta ha detto:

    Rifare il tetto fa parte ecobonus?

    • Ecostili ha detto:

      Buongiorno,
      l’isolamento delle coperture può rientrare nell’ecobonus. Occorre però tenere presente che complessivamente gli interventi realizzati (quali che siano) devono far migliorare di 2 classi la classe energetica dell’edifiicio (ad esempio da classe G a classe E).
      Resto a sua disposizione per eventuali altre domande.

      • Antonella ha detto:

        Salve, il solo rifacimento del tetto puo’ bastare a raggiungere le due classi e quindi a rientrare nel ecobonus e quindi poterlo effettuare praticamente gratis ?
        Grazie di una risposta, Antonella

        • Ecostili ha detto:

          Buongiorno,

          Perchè si rientri nell’ecobonus il tetto nuovo deve essere coibentato e la sua superficie deve superare il 25% della superficie totale (tetto + pareti + basamento).
          Per sapere se il tetto coibentato può far migliorare di 2 classi energetiche l’edificio occorre fare uno studio preliminare.
          Il costo di questi studi preliminari rientra nei costi detraibili all’interno dell’ecobonus

          • SONIA ha detto:

            e se poi dalla verifica risulta che non si superano le due classi energetiche chi paga le spese tecniche??? il commitente??? Poi può comunque detrarle dall’irpef?? Io non lo trovo scritto da nessuna parte. Il committente incapiente di irpef non può detrarle a quel punto ci rimette la spesa tecnica???

          • Ecostili ha detto:

            Salve,

            ho risposto al suo quesito iniziale: se non si superano le 2 classi il cliente le spese tecniche le deve comunque pagare ma non puo’ detrarle

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