ecobonus 110%Ecobonus 110%: le proposte di modifica al decreto

Il Decreto Rilancio approvato a maggio 2020 prevede all’articolo 119 l’aumento al 110% della detrazione fiscale per gli interventi “volti ad incrementare l’efficienza energetica degli edifici (ecobonus) e la riduzione del rischio sismico (sismabonus)“.

Il decreto al momento (7 giugno 2020) deve essere convertito in legge (il Parlamento ha 60 giorni di tempo a partire dal 19 giugno). Molte realtà che operano nel settore stanno proponendo modifiche al decreto in vista della sua convesione in legge.

Raccogliamo in questo articolo le proposte più significative. L’articolo verrà aggiornato integrando le propose che verranno fatto nel corso di questo iter legislativo.

Le proposte di modifica parlamentare

Un emendamento della Maggioranza prevede l’estensione dell’ecobonus al 110% alle seconde case purché non di lusso ((A/1, A/8 e A/9). La proposta di modifica prevede anche  l’estensione del bonus al 2020 includendo fra i beneficiari anche gli impianti sportivi e agli alberghi

Per le delibere dei lavori, infine, si ammettono le assemblee condominiali online.

Le proposte dell’Associazione Nazionale Costruttori Edili (ANCE)

  • estendere a tutto il 2023 l’applicazione del superbonus al 110%, per tenere in debita considerazione tutta la tempistica richiesta per l’esecuzione dei lavori agevolati;
  • estendere il superbonus al 110% anche agli immobili delle società, compresi quelli locati a terzi;
  • consentire l’utilizzo immediato dei crediti d’imposta derivanti da Eco e Sismabonus o dallo “sconto in fattura” per non incidere ulteriormente sulla liquidità delle imprese, già gravemente compromessa dalla situazione emergenziale; eliminare la condizione di destinazione ad abitazione principale degli edifici unifamiliari prevista per l’applicazione dell’Ecobonus potenziato, limitazione che contrasta con l’obiettivo di massimizzare l’efficacia degli incentivi in termini di sviluppo di progetti di riqualificazione degli edifici esistenti;
  • consentire il riporto negli anni successivi dei crediti d’imposta da Ecobonus e Sismabonus non utilizzati nell’anno, che rischia di compromettere il meccanismo della cessione dei bonus; eliminare il principio di “responsabilità in solido” degli acquirenti dei crediti d’imposta corrispondenti ai bonus con i fornitori che effettuano lo “sconto in fattura”;
  • eliminare il rispetto dei criteri ambientali minimi (cd. CAM) per i materiali utilizzati nei lavori agevolati con l’Ecobonus al 110%, trattandosi, per lo più, di prodotti costosi e di difficile reperibilità, la cui obbligatorietà rischia di rallentare i lavori e di incrementarne i costi di realizzo;
  • prevedere l’uso di prezzari riconosciuti dal Ministero dello sviluppo economico per l’asseverazione della congruità delle spese sostenute;
  • completare l’indicazione delle superfici opache che costituiscono l’involucro dell’edificio su cui eseguire gli interventi, includendo quelle inclinate; specificare le motivazioni alla base della impossibilità del doppio passaggio di classe energetica.

Le altre proposte dell’ANCE

  • istituzione di un “Piano Italia” di investimenti territoriali, veloce nell’attuazione (con burocrazia zero: erogazione immediata, obbligo di rapido avvio dei lavori e procedure “a monte” della gara ultra semplificate) e orientato alla sostenibilità ambientale e sociale, attraverso la creazione di un mega fondo che permetta l’utilizzo immediato di 39 miliardi di euro di risorse già stanziate dalle ultime leggi di bilancio ma, ancora oggi, inutilizzate e frammentate in molti programmi;
  • utilizzo immediato di 3 miliardi di euro destinati alla progettazione di opere da parte degli enti pubblici, già stanziati dalle leggi di bilancio, in modo da incrementare la platea di progetti che potranno essere velocemente posti a base di gara;
  • sblocco dei Contratti di Programma Anas e Rfi che sono incagliati da due anni e mezzo con circa 28 miliardi di euro destinati in particolare alla manutenzione stradale e ferroviaria;
  • deroga al 31 dicembre 2021 per i lavori pubblici in corso di esecuzione;
  • rigenerazione urbana: misure aggiuntive dirette a massimizzare l’operatività degli incentivi legati all’acquisto di fabbricati “energetici” ed antisismici, incidendo sull’attuale “sismabonus acquisti” (che dovrebbe essere esteso anche ai fabbricati ristrutturati in chiave antisismica, senza demolizione) e sull’incentivo all’acquisto dei fabbricati energetici, in vigore sino al 2017 e i cui termini di applicabilità andrebbero riaperti sino al 2023.

Le proposte della Federazione Nazionale Architetti e Ingegneri Liberi Professionisti

La Federazione Nazionale Architetti e Ingegneri Liberi Professionisti (FNAILP) ha chiesto:

  • l’estensione di Ecobonus e Sisma Bonus (cessione del credito compresa) anche le seconde case unifamiliari, e/o abbandonate in corso di costruzione;
  • l’inserimento tra le voci di spesa detraibili anche delle prestazioni professionali tecniche che concorrono alla realizzazione dei lavori, da computare mediante tariffe ministeriali (allo stato attuale l’art. 119, comma 15 ha precisato solo che rientrano tra le spese detraibili quelle sostenute per il rilascio delle attestazioni, delle asseverazioni e del visto di conformità);
  • l’obbligo di nomina di un professionista tecnico che oltre a svolgere le operazioni progettuali di verifica della normativa, sovrintenda i lavori affinché rimangano, in ogni eventualità, nel novero della legittimità delle leggi urbanistiche, sismiche, edilizie, termiche, etc.;
  • la possibilità di legittimare le riunioni condominiali in video conferenza, in modo da velocizzare l’approvazione dei lavori da parte dei condomini;
  • l’obbligo che il professionista incaricato alla progettazione, redazione e trasmissione delle pratiche, direzione lavori, coordinamento della sicurezza nonché sottoscrittore delle asseverazioni previste, al fine di evitare il conflitto di interessi tra controllore (professionista) e controllato(impresa), sia un professionista laureato, abilitato ed iscritto ad un ordine, terzo ed estraneo rispetto all’impresa che esegue i lavori.

Hai delle domande sull’ecobonus ?

Stai valutando degli interventi per la tua casa ?

NOTA: a seguito delle numerose richieste per interventi collegati all’ecobonus al 110% precisiamo che, al momento, siamo in grado di prendere in considerazione le richieste che arrivano dal Piemonte.

Siamo comunque disponibili a rispondere ad eventuali domande sugli argomenti collegati agli interventi di risparmio energetico e ai relativi bonus in arrivo anche da da altre regioni.

Rivolgendoti a noi avrai il supporto per progettare e realizzare al meglio i lavori necessari per riqualificare dal punto di vista energetico la tua casa o condominio ed ottenere le agevolazioni previste.

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