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Impianto fotovoltaico con accumulo

Fotovoltaico con accumulo : perché non conviene

Nell’articolo sull’impianto fotovoltaico abbiamo visto come funziona e quali sono i vantaggi nell’installare un impianto di questo tipo presso le nostre case.

Molto spesso si legge, in particolare sui siti delle aziende che vendono sistemi di accumulo, che oltre all’impianto fotovoltaico è conveniente installare un sistema di accumulo.

Ma è proprio così ? Molto probabilmente no, ma vediamo nel dettaglio perché.

Una novità che ha preso piede negli ultimi anni è quella che prevede di immagazzinare l’energia prodotta dall’impianto fotovoltaico e non autoconsumata direttamente, invece che immeterla in rete (“scambio sul posto”). Questo è possibile con lo sviluppo dei sistemi di accumulo.

Il sistema di accumulo può essere un ottimo modo per “mantenere in casa” l’energia prodotta dall’impianto e non autoconsumata subito ma per esserne certi va fatto un prospetto economico preciso per capire se effettivamente può essere conveniente rispetto all’opzione dello scambio sul posto.

Ciò dipende ovviamente dalle caratteristiche tecniche del sistema scelto e i relativi costi ma anche dalle abitudini e dai consumi di ciascuna situazione specifica.

Se il prospetto economico confermasse che può essere un’opzione da seguire, la scelta di un sistema di accumulo va fatta secondo questi elementi:

  • Capacità : quanta energia elettrica è in grado di accumulare
  • Potenza : velocità con cui la batteria riesce ad immagazzinare o rilasciare l’energia;
  • Garanzia sul numero di cicli : il numero cicli minimo per i quali la batteria rimane nelle condizioni specificate dal costruttore.

Fra i sistemi migliori di accumulo dell’energia elettrica vi è sicuramente la Tesla Powerwall 2: il sistema è compatto e facile da installare. È completamente automatizzato e non richiede alcun tipo di manutenzione.

fotovoltaico con accumulo

Fotovoltaico con  e senza accumulo : facciamo un confronto

Fare un prospetto economico per un impianto fotovoltaico con accumulo è ancora più complesso di quello relativo ad un semplice impianto fotovoltaico perchè si aggiungono altri elementi come, ad esempio, le caratteristiche tecniche dell’accumulo, le abitudini di consumo di ciascuna famiglia che hanno un impatto su quanta energia viene immessa e/o prelevata dall’accumulo (sapendo che la durata di un accumulo non dipende necessariamente dal tempo ma dal numero di cicli di ricarica).

Detto ciò, per il momento, possiamo fare un calcolo molto semplificato: il costo di un accumulo “di qualità” (Tesla Powerwall 2, LG Chem, Varta,  ecc.) può costare intorno ai 10.000 € (strutture di supporto ed installazione inclusi). Probabilmente si può spendere anche meno ma se si valuta questo investimento conviene puntare almeno su pannelli in monocristallino e batterie al litio (evitando il piombo). Immaginiamo quindi che il costo sia di 10.000 €. Il costo al netto delle detrazioni fiscali (50%) sarà quindi di 5.000 €.

Prendiamo come esempio il seguente scenario:

  • famiglia con consumo annuo di 3.200 kWh
  • costo annuo della bolletta elettrica 960 € (0,30 €/kWh)
  • impianto fotovoltaico installato della potenza di 3 kWp (che produrrà in un anno, in una città come Torino, circa 3.450 kWh)

Immaginiamo che il sistema di accumulo ci permetta di “tenere in casa” tutta l’energia in eccesso che, utilizzando invece lo scambio sul posto, immetteremmo in rete e di non prelevare nulla dalla rete elettrica (ipotesi assolutamente non realistica ma consideriamola in questo calcolo).

Fotovoltaico senza accumulo : che risultati abbiamo ?

Solo con l’impianto fotovoltaico (senza l’accumulo) ogni anno avremo questi risultati:

  • con un autoconsumo medio del 40% la famiglia utilizzerà direttamente dall’impianto circa 1.280 kWh
  • preleverà dalla rete circa 1.920 kWh / anno (il 60% restante dei consumi della famiglia)
  • immetterà in rete circa 2.170 kWh / anno (energia prodotta dall’impianto – il 40% dei consumi della famiglia che vanno in autoconsumo)

Fotovoltaico con accumulo : che risultati abbiamo ?

Da un punto di vista economico, con il sistema di accumulo, rispetto all’impianto con solo fotovoltaico, avremmo:

  • ogni anno circa 325,50 € in meno per via dell’energia non immessa in rete (2.170 kWh * 0,15 €/kWh) e quindi che non ci viene pagata dal GSE
  • ogni anno circa 576,00 € in più per via dell’energia non prelevata dalla rete (1.920 kWh * 0,30 €/kWh) (*)
  • il vantaggio economico che ci darebbe un sistema di accumulo abbinato al fotovoltaico in un anno sarebbe: 576,00 – 325,50 = 250,50 €

(*) In realtà va precisato che, anche se azzerassimo l’energia prelevata dalla rete, ciò non provocherebbe un azzeramento delle bollette in quanto si continuerebbe a pagare i costi fissi relativi a “Spese per il Trasporto e la Gestione del contatore” e alle “Spese per Oneri di Sistema”. Quindi anche se non prelevassimo nulla dalla rete, nella bolletta elettrica avremmo comunque dei costi fissi.

Se l’accumulo costa (al netto delle detrazioni) 5.000 € per avere un ritorno sui costi saranno necessari: 5.000 / 250,500 = quasi 20 anni

Quindi possiamo vedere che, in questo esempio ma possiamo dire nella maggior parte dei casi, il sistema di accumulo non è ancora economicamente conveniente e che l’opzione migliore rimanga quella dello “scambio sul posto” o del ritiro dedicato.

Se abbiamo a cuore la questione ambientale e vogliamo, giustamente, ridurre al minimo le emissioni di CO2 collegate all’energia che consumiamo possiamo scegliere un fornitore che produce energia da fonti rinnovabili per essere certi che, anche l’energia prelevata dalla rete, sia pulita

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Il sistema di accumulo è utile in caso di blackout ?

Quasi sempre la risposta è “no”.

Molti potranno pensare che il sistema di accumulo forse non è conveniente ma perlomeno può garantire una continuità in caso venga a mancare la corrente dalla rete elettrica principale (ad esempio durante un blackout che può avvenire nella zona dove si trova la nostra casa).

Ma non è cosi.

Il motivo principale è che se l’impianto continuasse a funzionare anche durante una fase di blackout della rete elettrica, l’impianto immetterebbe corrente nella rete e chi ci dovesse lavorare per riparare il guasto, rischierebbe di restare fulminato.

Per questo motivo alcuni sistemi di accumulo (non tutti quindi) sono provvisti di un sistema chiamato EPS (“Emergency power system” da non confondere con i sistemi UPS, “Uninterruptible power supply” che sono tutt’altra cosa) che può entrare in funzione alimentando i consumi elettrici della casa. Quindi per avere questa possibilità occorrerà prevedere un costo del sistema di accumulo che è più alto di quello di un sistema “convenzionale” in quanto l’inverter e la batteria di accumulo deve essere predisposta per gestire queste situazioni.

Inoltre va ricordato che la durata media del blackout nella rete elettrica nazionale è di 45 minuti. E c’è anche un altro aspetto da considerare: le interruzioni più importanti, avvengono di solito in stagioni con poco sole, e in quei casi sperare che l’impianto solare con batterie riesca a farci restare autonomi a lungo è spesso illusorio.

Vuoi installare un impianto fotovoltaico a casa tua ?

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