Cappotto termico interno traspirante: un falso problema?

By 26 Settembre 2019 Settembre 29th, 2019 Isolamento termico, Soluzioni per il risparmio energetico

Cappotto termico interno traspirante

L’isolamento termico di una casa è sicuramente il primo passo da compiere per riqualificare un edificio.

Spesso si sente dire che l’isolamento termico può creare il problema che i muri isolati non “respirano” più e che quindi si può creare o accentuare il problema dell’umidità.

Tutto questo non è assolutamente corretto: i muri non respirano, se la casa non ha problemi di eccesso di umidità prima dell’intervento non li avrà nemmeno dopo l’intervento di isolamento termico. Il cappotto termico interno non può far “soffocare” la casa.

Ovviamente non va confuso il fatto che il muro non respiri con la necessità che ci sia un ricambio di aria.

Il ricambio d’aria è necessario perché in casa l’umidità prodotta fisiologicamente (anche dalle persone che vi sono all’interno) possa essere portata all’esterno. Questo fenomeno del ricambio d’aria che è necessario può essere ridotto drasticamente con la posa di infissi a taglio termico che impediscono del tutto (rispetto agli infissi più vecchi) di fare uscire una quantità minima d’aria.

Precisiamo: il fatto che non ci siano spifferi dalle finestre è un aspetto positivo perché riduce l’uscita del calore verso l’esterno. Ciò vuol dire che occorre trovare altri metodi per il ricambio d’aria che non sia però una perdita eccessiva di calore interno. Il metodo migliore per effettuare il ricambio d’aria è quello che si ottiene attraverso la ventilazione meccanica controllata.

Con la VMC si ha un espulsione dell’aria interna ed un’immissione di aria (più asciutta) dall’esterno con un recupero del calore che può arrivare al 91%.

I muri non “respirano” ma “traspirano”

I materiali di cui si compone una parete sono caratterizzati, oltre dalla conducibilità termica (capacità di far passare il calore) e dalla inerzia termica anche dalla traspirabilità, la capacità di resistere al passaggio del vapore acqueo. Un confronto fra i vari materiali utilizzati negli interventi di isolamento termico è disponibile anche su Wikipedia.

Quindi si parla della capacità di lasciare passare il vapore acqueo e non l’aria.

E’ chiaro che alcuni materiali utilizzati negli interventi di isolamento termico, in particolare l’EPS (polistirene espanso) abbiamo coefficienti di traspirabilità molto alti che vuol dire che non lasciano passare il vapore ma questo non vuol dire che non possano essere utilizzati per l’isolamento termico.

Il motivo ? Per rispondere a questa domanda occorre capire un altro elemento.

Quanto vapore acqueo passa di norma nei muri ?

In una casa si producono mediamente dai 6 ai 12 litri di vapore al giorno.

Negli studi sugli edifici si è verificato che la dispersione verso l’esterno di questo vapore è la seguente:

  • Ventilazione (naturale o meccanica): 98%
  • Pareti: 2%

Cappotto termico interno traspirante - Smaltimento umidità interna

Nel caso in cui si voglia riqualificare un edificio più che concentrarsi sul fatto che il cappotto termico interno sia traspirante occorrerebbe invece verificare se esistono problemi di eccesso di umidità interna. Questa verifica può essere effettuata da un tecnico che provvede alla misurazione e alla valutazione di eventuali interventi (come la ventilazione meccanica controllata.

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