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	<title>Articoli sull&#039;energia Archivi - Ecostili</title>
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		<title>Fusione nucleare : una reale alternativa ?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ecostili]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 May 2021 10:32:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli sull'energia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><a href="https://www.ecostili.it/fusione-nucleare-una-reale-alternativa/" data-wpel-link="internal">Fusione nucleare : una reale alternativa ?</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ecostili.it/fusione-nucleare-una-reale-alternativa/" data-wpel-link="internal">Fusione nucleare : una reale alternativa ?</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.ecostili.it" data-wpel-link="internal">Ecostili</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.ecostili.it/fusione-nucleare-una-reale-alternativa/" data-wpel-link="internal">Fusione nucleare : una reale alternativa ?</a></p>

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	<h2>Fusione nucleare : una reale alternativa ?</h2>
<p>Premessa: non siamo esperti di nucleare e non abbiamo le competenze per valutare dal punto di vista tecnico le notizie che riguardano questo tema.</p>
<p>Da persone comuni interessate all’ambiente e ai problemi climatici non possiamo però non accogliere con interesse una notizia che parla di una tecnologia che, se gli anni a venire dimostreranno realmente applicabile, potrà dare una svolta decisiva alla produzione di energia in maniera sostenibile e risolvere il problema del surriscaldamento terrestre che già da diverso tempo sta provocando crisi economiche e sociali in diverse aree del mondo.</p>
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	<h2>La notizia sul progetto MAST</h2>
<p>La notizia è questa: il centro inglese <a href="https://ccfe.ukaea.uk/" data-wpel-link="external" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Culham Centre for Fusion Energy</a>, dove si sta portando avanti il progetto MAST (Mega Ampere Spherical Tokamak) ha annunciato che è stato risolto uno dei maggiori problemi legati alla <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Fusione_nucleare" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="external">fusione nucleare</a> (da non confondere con la <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Fissione_nucleare" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="external">fissione nucleare</a>) vale a dire il raffreddamento delle scorie (da oltre 100 milioni fino a pochi gradi).</p>
<p>Poter ridurre notevolmente il calore prodotto dal processo di fusione permette fondamentalmente di evitare di sostituire periodicamente i “componenti della centrale elettrica” rendendola quindi economicamente sostenibile. Infatti se i componenti si dovessero sostituire spesso i costi di sostituzione renderebbero questo sistema di produzione dell’energia non conveniente dal punto di vista economico.</p>
<p>Questo non vuol dire che il mese prossimo (e neanche l’anno prossimo&#8230;) il nostro pianeta potrà essere alimentato da energia prodotta dalla fusione nucleare. I tempi per rendere realmente applicabile a livello industriale questa tecnologia sono ancora di qualche decennio: la tabella di marcia prevede la costruzione di un prototipo di centrale elettrica a fusione (nota come STEP) entro il 2040.</p>
<p>l capo scienziato dell’UKAEA del MAST Upgrade, il dott.Andrew Kirk, ha però detto:</p>
<p style="padding-left: 40px;"><em>&#8220;Questi sono risultati fantastici. È il momento in cui il nostro team di UKAEA ha lavorato per quasi un decennio. Abbiamo realizzato MAST Upgrade per risolvere il problema dello scarico per le centrali elettriche a fusione compatte, e ci sono segnali che ci siamo riusciti. Super-X </em>[il sistema che permette di ridurre il calore in eccesso prodotto durante le reazioni di fusione] <em>riduce il calore sul sistema di scarico da un livello di fiamma ossidrica a uno simile a quello che si trova nel motore di un’auto. Ciò potrebbe significare che dovrebbe essere sostituito solo una volta durante il ciclo di vita di una centrale elettrica.&#8221;</em></p>
<p>L’articolo completo sulla notizia è disponibile sul sito del centro <a href="https://ccfe.ukaea.uk/first-results-from-uk-experiment-point-to-a-solution-to-one-of-fusions-hottest-problems/" data-wpel-link="external" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Culham Centre for Fusion Energy</a></p>
<h2>Il ruolo dell’Italia</h2>
<p>Anche l’Italia sta lavorando insieme ad altri paesi europei ad un progetto (nominato <a href="https://www.iter.org/" data-wpel-link="external" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ITER</a>) legato alla ricerca di produzione di energia da fusione nucleare: nel 2020 è iniziata la fase di assemblaggio del sistema che prevede l’impianto di fusione nucleare più grande al mondo. Questa fase durerà 5 anni. ENEA ha partecipato alla progettazione e realizzazione di <a href="https://www.enea.it/it/Stampa/news/energia-fusione-i-primi-supercavi-made-in-italy-arrivano-a-iter" data-wpel-link="external" target="_blank" rel="noopener noreferrer">componenti ad alto contenuto scientifico e tecnologico</a> inviati in seguito in Francia presso il sito di assemblaggio di Cadarache.</p>
<h2>Altri progetti: il &#8220;sole artificiale&#8221; cinese</h2>
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<div class="jegStickyHolder">
<div class="theiaStickySidebar">Il reattore a fusione cinese realizzato nell&#8217;ambito del progettto <a href="http://east.ipp.ac.cn/" target="_blank" rel="noopener noreferrer" data-wpel-link="external">EAST</a> (Experimental Advanced Superconducting Tokamak) ha ottenuto un primato eccezionale: ha raggiunto la temperatura di 120 milioni di gradi Celsius per 101 secondi e circa 160 milioni di gradi Celsius per 20 secondi (si stima che la temperatura al centro del sole sia di 15 milioni di gradi).</div>
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<div class="content-inner">
<p>Il progetto EAST (che fa parte anch&#8217;esso del progetto internazionale <a href="https://www.iter.org/" data-wpel-link="external" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ITER</a>) è stato progettato per replicare il processo che avviene nel sole per fornire energia quasi infinita attraverso la fusione nucleare . Anche per questo, il progetto cinese spesso è chiamato “sole artificiale”.</p>
</div>
<h2>Criticità attuali legate alla fusione nucleare</h2>
<p>Nonostante le ottime notizie sul tema della produzione di energia tramite la fusione nucleare, esistono comunque posizioni scettiche nei confronti di questa tecnologia, posizioni basate su alcune criticità attualmente presenti:</p>
<ol>
<li>Le grandi <strong>dimensioni</strong>: il reattore a fissione in costruzione nel progetto ITER ha un diametro di 30 metri (circa un palazzo di 10 piani) e un’altezza di 20. È un impianto molto complesso, molto più sofisticato di un reattore nucleare a fissione della stessa potenza e circa 10 volte più grande in volume. Le enormi dimensioni (almeno quelle attuali) renderebbero quindi difficile una produzione “in serie”</li>
<li>Il <strong>costo del kWh</strong> è stato stimato in circa 10-12 centesimi di € che lo rende poco competitivo con altre tecnologie (ad esempio il fotovoltaico o eolico) il cui costo del kWh, sempre al momento, è inferiore a questa cifra</li>
<li>La terza criticità è legata ai <strong>tempi di sviluppo</strong>: il 2040 è il periodo stimato per la realizzazione di un prototipo per cui, se tutto sarà confermato, ci vorranno ancora altri anni per arrivare alla costruzione di una centrale nucleare a fissione vera e propria.</li>
</ol>
<h2>Conclusioni</h2>
<p>Vedremo come si svilupperanno questi progetti, se confermerano le loro promesse e saranno realmente una delle soluzioni per produrre energia in maniera sostenibile. Al momento, o perm meglio dire per almeno i prossimi 30-40 anni, il processo di decarbonizzazione non può prescindere dallo <a href="https://www.ecostili.it/fotovoltaico-torino/" data-wpel-link="internal">sviluppo del fotovoltaico</a>, eolico ed alti sistemi che, nonostante le loro criticità, sono l’unica strada da percorrere per trovare una soluzione ai cambiamenti climatici che sono già in corso.</p>
</div>




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